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Sentenza Osce: dichiarazioni eurodeputata Toia, Senatrice Finocchiaro e Onorevole Ferranti del PD
Di Loredana Morandi (del 15/06/2010 @ 20:32:12, in Politica, linkato 1318 volte)
Toia (PD) Sentenza Osce:
Certificazione inappellabile Conflitto di interessi Berlusconi


Dichiarazione di Patrizia Toia (PD), Vicepresidente della Commissione Industria al Parlamento Europeo e relatrice europea in materia di telecomunicazioni-dividendo digitale


"La sentenza odierna della Corte europea é una grave bocciatura per una delle leggi più scandalose e palesemente inique varate dal Governo Berlusconi negli ultimi anni. È la certificazione inappellabile del conflitto di interessi della famiglia Berlusconi  in materia di telecomunicazioni, come da noi ripetutamente denunciato a suo tempo.
Con questa sentenza, infatti, i giudici europei dichiarano espressamente che la decisione del Governo Berlusconi di stanziare soldi pubblici a fondo perduto per incentivare l'acquisto di decoder digitali terrestri, il cui principale produttore italiano, va ricordato, é Paolo Berlusconi, non era una misura neutra ma ha avvantaggiato Mediaset, la tv la cui proprietà é nota.
Ci auguriamo, ora, che ha farne le spese non siano i lavoratori o i tanti piccoli azionisti di Mediaset, società quotata in Borsa.
A distanza di alcuni anni, il sistema italiano delle telecomunicazioni si ritrova alle prese con lo stesso conflitto di interessi che rischia di pregiudicare l'assegnazione in corso delle frequenze TV liberatesi con il passaggio dall'analogico al digitale. Mentre in Germania si é deciso di assegnarle attraverso un'asta pubblica che ha portato nelle casse dello Stato tedesco 5 mld di euro (il 20% della manovra aggiuntiva di Tremonti), in Italia il Governo Berlusconi si appresta ad ridistribuirle gratuitamente alle attuali reti televisive.
Ci sono due elementi gravi a mio giudizio: il primo é la gratuità, che rappresenta la rinuncia dello Stato ad avere un introito, dando un bene pubblico ad uso privato senza contraltare. Il secondo é che le frequenze devono essere messe a disposizione sia dei broadcaster, sia delle telecomuunicazioni secondo la strategia europea "win - win": tutti devono avere opportunità.
L'etere é un bene pubblico che fa parte del demanio di uno Stato ed appartiene ai cittadini. Non può essere regalato ai soliti pochi noti. Non é così, inoltre, che si promuove la competizione e l'innovazione nel nostro sistema di telecomunicazioni".

Strasburgo, 15.6.2010

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INTERCETTAZIONI: FINOCCHIARO,
OSCE RAFFORZA MOTIVI NOSTRA BATTAGLIA

Dichiarazione della senatrice Anna Finocchiaro, presidente dei Senatori del PD


"Le stizzite risposte che vengono dalla maggioranza in merito alla richiesta che è giunta all'Italia da parte dell'Osce di rinunciare al Ddl sulle intercettazioni o di modificarlo in sintonia con gli standard internazionali sulla libertà di espressione, non riescono a coprire la gravità di quel provvedimento". Lo dichiara la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro che così continua: "La richiesta dell'Osce, una richiesta che ci viene dall'Europa, rende ancora più forti i motivi della battaglia che abbiamo condotto in Senato e che continueremo alla Camera.

C'è un'oggettività delle cose, fatta delle opinioni di autorevoli organismi internazionali ma anche dei giudizi dei magistrati, delle forze dell'ordine, degli operatori della sicurezza e di tutti i rappresentanti del mondo dell'informazione, che ci dice, e dovrebbe dirlo soprattutto alla maggioranza e al governo, che quel Ddl, così come è uscito dal Senato, è sbagliato e lede i diritti fondamentali. Il senatore Gasparri - conclude Finocchiaro - può pure reagire con una battuta, ma il problema si presenterà alla maggioranza alla Camera in tutta la sua gravità e interezza".

Roma, 15 giugno 2010

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Intercettazioni, Ferranti (PD):
dopo Osce anche Onu boccerà ddl Alfano

Compromette lotta a reti criminali transnazionali

Dichiarazione dell'onorevole Donatella Ferranti, capogruppo PD in commissione Giustizia alla Camera

“Dopo l’Osce è alto il rischio che anche l’Onu bocci il ddl Alfano perché disattende la convenzione per la lotta alle reti criminali transnazionali”. Lo denuncia il capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti a proposito del ddl Intercettazioni.

“Il Governo e la maggioranza hanno poco da dire che nulla è cambiato riguardo alla lotta alla criminalità organizzata quando il comma 36 del maxiemendamento approvato dal Senato prevede l'abrogazione dell'articolo 13 della legge 13 maggio 1991 n.152, la cosiddetta legge Falcone, che consentiva l'avvio delle intercettazioni telefoniche e ambientali in presenza di 'sufficienti indizi di reato' in tutte le ipotesi di criminalità organizzata, quindi anche in presenza di reti di associazioni criminali volte alla realizzazione di reati comuni.

Stiamo parlando - prosegue Donatella Ferranti – delle associazioni a delinquere, delle rapine in villa, delle truffe finanziarie, ma anche di tutte quelle reti criminali di ‘colletti bianchi’ che si sono macchiate di reati di corruzione: dal caso Mokbel-Di Girolamo alla presunta 'Cricca', addirittura al caso Parmalat. Il ddl Alfano – conclude – è un attacco alla sicurezza nazionale e internazionale”.

Roma, 15 giugno 2010