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Rdb Cub - USB: Giustizia, e io pago ! Presidi il 28 maggio - in piazza il 5 giugno - SCIOPERO il 14 giugno
Di Loredana Morandi (del 27/05/2010 @ 14:03:50, in Sindacati Giustizia, linkato 2278 volte)
GIUSTIZIA: E io pago!!!...pago!! e pago ancora!!!
 

In allegato il volantino sulla manovra economica, da affiggere in ogni bacheca, con le prossime iniziative che coninvolgeranno tutti i lavoratori della Giustizia.

Stipendi: bloccati per il prossimo quadriennio 2010/2013; restituzione degli incrementi salariali eccedenti il 3,2% percepiti nel biennio 2008/2009;

Pensioni: ridotte le finestre di uscita per i prossimi pensionamenti; slittamento di un anno per la maturazione dei requisiti; elevazione età pensionabile delle lavoratrici pubbliche già dal 2011, fino a giungere ai 65 anni nel 2016 con due anni di anticipo (2018);

Assunzioni: blocco del turn over per altri 2 anni;

Liquidazioni: erogate in ritardo ed in tre rate nel biennio 2011/2012;

Formazione: le risorse subiranno un taglio del 50%;

Regioni e comuni: i pesanti tagli alle risorse incideranno sui servizi erogati.

Per i lavoratori della giustizia questa manovra sarà la beffa nella beffa. Dopo aver subito: la farsa del nuovo ordinamento professionale (in attesa di giudizio) le cui mansioni, riscritte, saranno utili soltanto all’Amministrazione; l’oltraggio di dover dire addio alle aspettative di carriera; il taglio pesante del salario accessorio; dovranno assistere all’ulteriore aggravarsi delle condizioni di lavoro, già seriamente compromesse, per effetto della manovra economica.

Venerdì 28 Maggio presidi sotto le Banche, Finanziarie e Borse colpevoli della crisi.
Sabato 5 Giugno manifestazione nazionale a Roma;
Lunedì 14 Giugno sciopero generale del pubblico impiego. 

Saluto tutti
Pina Todisco  



E io pago!!!...pago!! e pago ancora!!!


La manovra da oltre 25 miliardi licenziata dal Consiglio dei Ministri si abbatte come una scure sui pubblici dipendenti e i cittadini meno abbienti di questo paese. E noi paghiamo.
Paghiamo per l’allegra gestione degli ultimi anni in cui molti politici, piuttosto che essere attenti ai bisogni della collettività, sono stati impegnati ad ingrossare le loro tasche; paghiamo per i costi della politica lievitati; paghiamo per mantenere i privilegi della casta; paghiamo perché chi di dovere non ha messo un freno al grandissimo business della corruzione stimato in 60 miliardi di euro l’anno; paghiamo perché banche e finanziarie si sono divertite in grandi manovre speculative utilizzando i nostri soldi; paghiamo perché le imprese non vogliono rinunciare ai lauti guadagni; paghiamo perché ci sono sempre più evasori fiscali; paghiamo perché il falso in bilancio non è un reato; paghiamo perché i condoni legittimano i furbi; paghiamo perché la illegalità è sempre più diffusa.
E mentre i poteri forti si arricchiscono i più deboli - i cassaintegrati, i precari, i flessibilizzati, i pensionati, - cioè coloro che non riescono ad arrivare alla terza settimana pagano, così come i lavoratori pubblici diventati oramai il nuovo “Bancomat” dei vari Governi.

Rivediamo in alcuni dettagli la Manovra:

•  Stipendi: bloccati per il prossimo quadriennio 2010/2013; restituzione degli incrementi salariali eccedenti il 3,2% percepiti nel biennio 2008/2009;
•  Pensioni: ridotte le finestre di uscita  per  i prossimi pensionamenti;  slittamento di un anno per la maturazione dei requisiti; elevazione età pensionabile delle lavoratrici pubbliche  già dal 2011, fino a giungere ai 65 anni nel 2016 con due anni di anticipo (2018);
•  Assunzioni: blocco del turn over per altri 2 anni;
•  Liquidazioni:  erogate in ritardo ed in tre rate nel biennio 2011/2012;
•  Formazione: le risorse subiranno un taglio del 50%;
•  Regioni e comuni: i pesanti tagli alle risorse incideranno sui servizi erogati.

Per i lavoratori della giustizia questa manovra sarà la beffa nella beffa. Dopo aver subito: la farsa del nuovo ordinamento professionale (in attesa di giudizio) le cui mansioni, riscritte, saranno utili soltanto all’Amministrazione; l’oltraggio di dover dire addio alle aspettative di carriera; il taglio pesante del salario accessorio; dovranno assistere all’ulteriore aggravarsi delle condizioni di lavoro, già seriamente compromesse, per effetto della manovra economica.
Gli uffici giudiziari, ormai ridotti al collasso, con questi provvedimenti si paralizzeranno del tutto.
Questo conto salato va presentato ad altri, ai veri responsabili della crisi. I lavoratori della Giustizia non sono più disposti a pagare. Ad un attacco forte si risponde in maniera forte aderisci alle iniziative di lotta già indette dalla RdB P.I./ USB per i prossimi giorni:

• Venerdì 28 Maggio presidi sotto le Banche, Finanziarie e Borse colpevoli della crisi.
• Sabato 5 Giugno manifestazione nazionale a Roma;
• Lunedì 14 Giugno sciopero generale del pubblico impiego.

Roma, 26 maggio 2010 

RdB P.I./USB