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Varese: Giudici senza Internet
Di Loredana Morandi (del 17/05/2010 @ 07:21:42, in Magistratura, linkato 1470 volte)
Rendo testimonianza che dal Ministero Giustizia si collegano qui anche con Windows 2000 (un sistema operativo di windows datato old 10 anni). L.M.

Il ministro: "Giustizia online"

Ma in città giudici senza internet


Vecchi pc e niente internet per i giudici di pace di Varese

VARESE L'annuncio del Guardasigilli Angelino Alfano apparso sul sito web del ministero di Grazia e Giustizia è importante: «Abbiamo messo tutto il meccanismo di funzionamento dei giudici di pace su internet al sito del ministero». La proverbiale lentezza dell'apparato giudiziario sembra svanire con questa nuova soluzione. La realtà di Varese sarà sicuramente tra le più avanzate. O forse no.
Controllando su www.giustizia.it si nota subito qualcosa di strano: la pagina da cui è possibile accedere al servizio dice che «gli uffici della Lombardia saranno on line solo da luglio». L'ufficio del giudice di pace di Varese in viale Milano riserva una brutta sorpresa: l'ufficio, da un anno nella nuova sede, non ha l'accesso a internet.
«Da un anno aspettiamo le password – è la spiegazione del personale della direzione – Abbiamo perfino litigato con la Cisia di Milano, ma non c'è stato verso». Cisia è la società del ministero che gestisce l'informatizzazione dei tribunali di Lombardia e Tretino Alto Adige: e anche questa regione «sarà online da luglio».
A Varese, i computer dei tredici amministrativi e dei quattro giudici di pace accedono solo a intranet, la rete del tribunale e del ministero, ma non a tutto il web: non è possibile effettuare una banale ricerca su Google, e solamente il coordinatore può mandare e ricevere e-mail. Insomma: la situazione di Varese non è pronta per «risolvere i drammi del cittadino italiano rispetto alla giustizia», come vorrebbe il ministro Angelino Alfano.
«Le sole password non bastano a risolvere il problema – continuano dalla direzione – perché non è stato installato il Sigip, il gestionale con cui elaborare le richieste. Non solo: il corso per usare Sigip è stato fatto quattro anni fa. Troppo tempo per non avere problemi».
L'aspetto più singolare di questa vicenda, inoltre, sta nel “ribaltamento” dell'Italia: per una volta, Napoli e Palermo sono state più veloci di Milano e Varese. «Qui a Varese ci sentiamo un po' emarginati. Per avere dei computer decenti abbiamo dovuto cozzare contro un apparato che ci risponde dicendo “se sarete fortunati, vi arriverà tutto”. Ma come si fa a parlare di fortuna, quando si dovrebbe parlare di organizzazione?». Dei computer, in realtà, sono arrivati qualche anno fa, addirittura regalati. “Erano quelli che la Regione Lombardia aveva dismesso: di seconda mano, come quelli che alcuni missionari raccolgono da mandare in Africa. Lenti, vecchi, quasi inutilizzabili. Ma Varese, fino a prova contraria, non è in Africa. Se il ministro vuole innovare, ben venga: ma deve fornirci gli strumenti necessari, o sarà solamente un annuncio senza sostanza». Insomma, tutto pronto? Almeno a Varese si direbbe proprio di no.

Chiara Frangi
La Provincia di Varese