\\ Home Page : Articolo : Stampa
Falcone, bomba Addaura: 6 indagati
Di Loredana Morandi (del 15/05/2010 @ 08:21:02, in Magistratura, linkato 1614 volte)
Si riapre il giallo, stavolta con le tinte fosche dei servizi deviati.  Un informatico  (atu?, cancelliere?, tutore dell'ordine? di sicuro era persona sempre presente) accede abusivamente ai computer per controllare lo stato dell'indagine, ed è autore della soffiata sul "bagno a mare" del magistrato e dei suoi ospiti. Un particolare quest'ultimo che oggi sarebbe stato in prima pagina 3 secondi dopo la formulazione dell'invito prima ancora di udir le risposte, e con tanto di 3 puntate di Anno Zero anticipate con comunicato alla stampa e risposta dei parlamentari dalle agenzie. Sulle tecnologie sorge spontanea una domanda: nel 1989 non esistevano le tecnologie per rilevare impronte digitali e dna? L.M.

Falcone, bomba Addaura: 6 indagati

Procura Caltanissetta riapre inchiesta


Sei nuove persone risultano indagate in relazione al fallito attentato dell'Addaura contro Giovanni Falcone. La Procura della Repubblica di Caltanissetta, che conduce l'inchiesta, ha ordinato il prelievo delle tracce di Dna da muta, pinne e occhiali adoperati dai sub che il 19 giugno 1989 piazzarono una borsa con 20 chili di esplosivo sulla scogliera sulla quale si affacciava la villa di Falcone. La bomba fu disinnescata dalla sua scorta.
Falcone, 5 indagati per bomba Addaura

Al nome del superkiller di Cosa Nostra Salvo Madonia, che era stato iscritto già da tempo, si sono ora aggiunti quelli di Gaetano Scotto, già condannato per la strage di via D'Amelio, dei fratelli Giuseppe e Raffaele Galatolo, del nipote Angelo Galatolo, e del collaboratore di giustizia Angelo Fontana, che si è autoaccusato. Giuseppe Galatolo, che avrebbe avuto il ruolo di procurare il telecomando per attivare l'ordigno piazzato sulla scogliera davanti alla villa del magistratro, è deceduto tempo fa. E dunque nei suoi confronti non si potrà che archiviare.

La Procura nissena ha disposto un incidente probatorio per il prelivo di campioni di dna dalle pinne, dalle maschere e dalla muta da subacqueo ritrovati tra gli scogli dov'era stata piazzata una carica esplosiva davanti alla villa presa in affitto da Falcone. Quel giorno era ospite del magistrato siciliano l'allora procuratore federale svizzero, Carla del Ponte. L'attentato venne neutralizzato dagli uomini della scorta del magistrato, che notarono il borsone da sub contenente 20 chili di tritolo.

I rapporti tra mafia e gli 007
La procura indaga anche sui rapporti tra Cosa nostra e i servizi segreti. All'interno della sede della Dia di Caltanissetta si sarebbe introdotto un uomo dell'intelligence che collegandosi ad un computer avrebbe controllato le varie fasi delle indagini sull'attentato all'Addaura. Una talpa avrebbe anche informato coloro che piazzarono l'esplosivo alla villa di Falcone che il magistrato si sarebbe recato all'Addaura con i magistrati svizzeri per andare a fare un bagno.

Buoni e cattivi nei servizi segreti
"Buoni" e "cattivi" sono uomini dei servizi segreti e si fronteggiarono per due cause diverse: i primi protessero Falcone, gli altri lo volevano eliminare. Il gruppo degli assalitori era costituito da uomini del clan Madonia che avevano piazzato una borsa piena di candelotti di tritolo sulla scala che conduce alla villa del magistrato. I ''buoni'' avrebbero intercettato l'operazione e disinnescato il micidiale ordigno. Falcone si salvò. I depistaggi frenarono l'inchiesta sul fallito attentato dell'Addaura e solo a distanza di tanto tempo sono cominciati ad affiorare spezzoni di una verità a lungo occultata. Soprattutto quella di un collegamento tra uomini dei servizi di sicurezza e ambienti di Cosa nostra.

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo481607.shtml