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COISP sul Derby romano - complimenti alla Digos per la prevenzione
Di Loredana Morandi (del 20/04/2010 @ 18:42:48, in Sindacati Giustizia, linkato 1338 volte)
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Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia

COMUNICATO STAMPA
DEL 20 APRILE 2010

Le congratulazioni del COISP alla Digos della Questura di Roma per l’attività di prevenzione rivolta prima del derby capitolino.

Maccari (COISP): “Ora servono decisioni forti contro le società di calcio che non sanno tenere a bada le loro tifoserie”.

“Solo una sapiente operazione di intelligence da parte della divisione Digos della Questura di Roma ha evitato che quello che doveva essere una partita di calcio e che è diventata poi una vera e propria guerriglia urbana, si trasformasse in qualcosa di peggio”. Con queste parole Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia - ha espresso la sua soddisfazione per il lavoro svolto dalla Questura della capitale volto ad arginare quanto più possibile le scellerate conseguenze provocate da quei delinquenti che millantano il fatto di essere tifosi. “Rincresce solo - continua Maccari - che al termine di una partita, malgrado gli sforzi profusi dalle Forze dell’Ordine, si debba sempre fare la conta dei feriti e dei danni. Il lavoro encomiabile dei colleghi della Digos di Roma, svolto con fini di prevenzione, purtroppo non è sostenuto da azioni consequenziali ed esemplari da parte delle Istituzioni che, dopo gli ennesimi scontri avvenuti domenica, dovrebbero pesantemente punire le società, se è necessario fino ad arrivare alla soluzione estrema della penalizzazione di entrambe le squadre con la sottrazione di punti in classifica”. “Le partite di calcio non possono e non devono diventare occasioni di scontri violenti. E affinché ciò  avvenga, la questione non può essere solo una questione di Polizia e le Forze dell’Ordine non devono essere abbandonate - conclude il leader del Coisp - ma sostenute con azioni altrettanto efficaci e forti”. 

Il precedente del 19 aprile (sorry per il ritardo)



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Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia

COMUNICATO STAMPA
DEL 19 APRILE 2010

Ancora violenze e “sprechi” nel mondo del calcio.


Il COISP rimarca le proprie posizioni in merito:
“Le società siano responsabili degli atti di violenza e investano i propri fondi per i servizi connessi alla gestione dell’ordine pubblico”.

“Il mondo del calcio continua a riservare violenza e sprechi”. E’ quanto dichiara Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp - il Sindacato Indipendente di Polizia – dopo gli ultimi scontri avvenuti ieri sera prima, durante e dopo il derby nella Capitale. “La settimana scorsa siamo stati costretti a leggere che due camionette con Carabinieri e Polizia hanno dovuto scortare la squadra della Juventus al Meazza di Milano”. “Ci chiediamo - dice Franco Maccari - non sarebbe forse meglio che le società investissero dei fondi propri per i servizi di "scorta" alle squadre, senza che l'accompagnamento debba essere fatto con i soldi di tutti i contribuenti italiani ma soprattutto distraendo Forze dell’Ordine da servizi certamente più importanti?”. “Ma il peggio - dice ancora il Segretario Generale del Coisp - il calcio lo dà quando una partita si trasforma in una sanguinaria occasione di guerriglia come è accaduto per l’ennesima volta durante il derby di Roma”. “In entrambe i casi non si parla più di calcio ma del tentativo di mantenere altissimi livelli di business a qualunque costo. A costo di servirsi delle Forze dell’Ordine per far entrare una squadra allo stadio e a costo di correre il rischio, prevedibile, di far diventare le città un campo di battaglia. Non servono tessere del tifoso o provvedimenti verso i singoli - conclude Maccari - se non si ha la forza di prendere decisioni drastiche nei confronti delle società ritenendole direttamente responsabili degli atteggiamenti tenuti dai loro tifosi dentro e fuori dagli stadi e smettendola di offrire, alle società stesse, il paravento delle Forze dell’Ordine per consentire loro di non assumersi nessun tipo di responsabilità”.