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Congresso ANM: Articolo 3 si ritira dalla Giunta Centrale
Di Loredana Morandi (del 27/09/2004 @ 19:54:26, in Magistratura, linkato 1365 volte)

A S S O C I A Z I O N E    A R T I C O L O    3

Dopo il congresso straordinario di Napoli, nel cdc del 26 settembre, ARTICOLO 3 ha deciso di ritirare la propria partecipazione alla giunta esecutiva centrale.

Negli ultimi mesi avevamo vissuto con sofferenza alcune decisioni della magistratura associata; spesso abbiamo votato contro o ci siamo astenuti su alcune deliberazioni; le nostre proposte alternative (es. questione ministeriali, forme alternative di astensione) sono state rapidamente bocciate. Non avevamo condiviso la logica del "proclama tre (giorni di sciopero) e paga uno"; non ci trovavamo a nostro agio nel teatrino delle decisioni assunte a tavolino da pochi e ratificate dal cdc.

In particolare, pur avendo riconosciuto e condiviso la bontà dell'azione complessiva e il notevole lavoro svolto dalla giunta, a luglio ci sembrava chiaramente finita una fase. La maggioranza aveva appena approvato alla Camera, ponendo la questione di fiducia, la legge di riforma dell'ordinamento giudiziario. Appariva chiara la volontà di procedere a tappe forzate senza lasciare altro spazio alla discussione parlamentare ed al confronto con la magistratura. Era quello anche il momento giusto, e del resto calendarizzato all'o.d.g. del c.d.c., per rinnovare la giunta e dare un cambio di ritmo alla nostra azione. Si ritenne di fare un' ulteriore apertura, di proclamare una "settimana per la giustizia" in cui effettuare le due giornate di sciopero e tenere il congresso straordinario. Si ritenne di soprassedere sul rinnovo delle cariche nonostante sul tappeto ci fosse già l'autorevole candidatura di un esponente dei Movimenti. A settembre sono "scomparse" le giornate di sciopero e con loro la settimana per la giustizia. Nel cdc del 26 settembre era ancora all'o.d.g. il rinnovo delle cariche.

IL CONGRESSO
Durante il c.d.c. abbiamo ascoltato dai colleghi che il congresso è perfettamente riuscito, ha avuto grande eco e risalto nell'opinione pubblica, si sono verificate aperture al dialogo non immaginabili.

Forse noi abbiamo partecipato ad un altro congresso! Certo il congresso ha visto la partecipazione di numerosi colleghi e questo è sicuramente un dato confortante. Ma è stato a tutti evidente la scarsa attenzione avuta sulla stampa e soprattutto dalle televisioni. Ma soprattutto si è avuta la conferma di quanto già si sapeva; non c'è alcuna possibilità ulteriore di dialogo: il Ministro non si è degnato di venire né ha mandato qualcuno in rappresentanza del ministero; della maggioranza è intervenuto solo l 'on. Gargani che ci ha spiegato che l'ora del confronto, del dialogo e delle modifiche è passata. Dalla maggioranza arrivano inequivocabili dichiarazioni sulla "blindatura del testo". Se il congresso doveva avere l'obiettivo di riavviare il dialogo ed il confronto, ebbene l'obiettivo (non per colpa della magistratura) è fallito.

LA PROTESTA
Di conseguenza, non si comprendono ancora le ragioni per cui, dopo così inequivocabili messaggi, all'esito del congresso non si è proceduto, nonostante i proclami dei rappresentanti dei vari gruppi,  a programmare delle iniziative di protesta. Lo sciopero resta congelato; non si prendono in considerazione altre e diverse forme di astensione; guai a parlare di manifestazioni pubbliche; nemmeno lontana l'idea di prendere formalmente posizione sui ministeriali. NULLA.

LA PROPOSTA
Fin dal Congresso di Venezia avevamo chiesto che la magistratura associata finalmente iniziasse un percorso volto a fare proposte serie e coraggiose sull'ordinamento giudiziario; che si creasse un luogo di discussione per affrontare alcuni temi la cui criticità è sotto gli occhi di tutti: nomina dei dirigenti degli uffici giudiziari, valutazioni di professionalità, modalità di esercizio dell'autogoverno e ruolo delle correnti, effettività dell'esercizio dell'azione penale ecc. Abbiamo sempre detto che i problemi che la riforma affronta sono veri problemi del sistema; naturalmente il progetto li affronta male e con atteggiamento rancoroso e punitivo per la magistratura, ma sono questioni che vanno affrontate innanzitutto al nostro interno. Devo dire che sul punto spesso ci sono state autorevoli aperture e prese di posizione (ricordo scritti in tal senso di Roja e C. Castelli), ma non si è mai passati alla fase della realizzazione. Tutte le volte, anche ieri, in cui ho formulato sollecitazioni in questa direzione il massimo della risposta è stata "non è il momento", ne riparliamo la prossima volta.

IL BALLETTO DELLE CARICHE
La questione della rotazione delle cariche è diventata una vera farsa. Fin da marzo il Presidente Bruti Liberati, con la disponibilità e l'onesta intellettuale che lo contraddistingue, aveva evidenziato l'opportunità di attuare la prevista rotazione delle cariche, anche ad evitare personalizzazioni non proficue per l'azione complessiva dell'associazione. Le attività in corso, non ultima la proclamazione dello sciopero tenuto a giugno, avevano opportunamente consigliato il rinvio. A luglio era tutto pronto: presidenza ai Movimenti ed indicazione del successore chiara e precisa. Tutti d'accordo, anzi no; Unicost la mattina del cdc cambia le carte in tavola, dice di avere candidati pronti per assumere la presidenza, ma chiede un rinvio a settembre perché si proceda alla rotazione dopo il congresso.

Prima del congresso, tutti (non noi perché mai interpellati) d'accordo: presidenza ai movimenti e accordo sul nome: i giornali riportano non solo il nome del nuovo presidente ma anche quello del vicepresidente e del nuovo segretario generale. Dopo il mio breve intervento al congresso, un giornalista che mi chiedeva alcune spiegazioni, si è interrotto dicendomi: mi scusi vado ad ascoltare il vostro nuovo presidente; e non era Bruti che stava parlando.

Ma la mattina del cdc la scena è nuovamente cambiata; Md vuole la rotazione, i Movimenti si dichiarano disponibili a prendere la Presidenza; Unicost chiede nuovo rinvio. Nessuno capisce bene perché, o comunque non risulta dalle dichiarazioni ufficiali; fatto sta che Bruti si dichiara disponibile a continuare, Md lo appoggia, i Movimenti stanno zitti; componenti del cdc come spesso accade muti; Unicost comanda e la giunta viene prorogata. Suriano per articolo 3 aveva detto che si sarebbe dimesso e si dimette.

IL DISSENSO POLITICO e L'UNITA'
Come si vede il dissenso appare radicale: rispetto ad una politica associativa che non programma in questo momento alcuna forma di protesta, non  propone alcuna iniziativa progettuale anche in chiave autocritica; continua il teatrino dei posti e delle cariche in relazione alle convenienze di alcuni e non sulla base di linee politiche chiare e comprensibili dalla base. Coerenza di comportamento e trasparenza verso i colleghi ci hanno indotto a lasciare "la poltrona".

Il nostro impegno associativo non si sposa con queste logiche e su questo non c'è richiamo all'unità che tenga. Richiamo del resto strumentale ed inefficace, atteso che come sempre continueremo a dare il nostro contributo ed a non far mancare l'apporto alle iniziative che saranno (speriamo presto) promosse.

Come abbiamo più volte ripetuto, non ci interessa e non ci ha mai interessato arricchire il panorama associativo di una ulteriore corrente; il nostro obiettivo è dare un contributo di idee ed essere una voce critica e costruttiva per la crescita del dibattito associativo. Ci auguriamo di trovare al nostro fianco dei compagni di strada che rendano meno arduo questo compito.

Napoli, 27 settembre 2004

Antonello Ardituro
Presidente di Articolo 3