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UILPA; Lettera all'On. Ferranti sull'Emergenza Carceri
Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 14:23:43, in Sindacati Giustizia, linkato 1313 volte)
On. Donatella Ferranti
Capogruppo PD Commissione Giustizia Camera dei Deputati

 
e p.c.

Luigi Angeletti
Segretario Generale UIL
On. Angelino Alfano
Ministro della Giustizia
On. Andrea Orlando
Responsabile Giustizia del PD
On. Dario Franceschini
Capogruppo PD Camera dei Deputati
On. Pierluigi Bersani
Segretario del Partito Democratico


Gentile Onorevole  Ferranti ,


abbiamo appreso che,  nella sua veste di capogruppo del PD in Commissione Giustizia della Camera, ha deciso di non accordare la sede legislativa richiesta dal Governo al disegno di legge in materia di “disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno e sospensione del procedimento con messa alla prova” . Da oggi, infatti, inizierà l’esame in sede referente.
   
Voglia consentirmi, nella duplice veste di Segretario Generale della UIL PA Penitenziari e di operatore penitenziario,  parteciparLe lo stupore, lo sconcerto e la totale avversione per la scelta operata.

La scrivente O.S. ha più e più volte sollecitato l’adozione di misure urgenti , propedeutiche alla deflazione del gravissimo sovraffollamento delle strutture penitenziarie,  che determina condizioni di inciviltà,  calpesta la dignità e nega i diritti delle persone. Per tali ragioni non abbiamo lesinato appelli alla responsabilità a chi detiene  oneri  politici e gestionali.

Eravamo certi, quantomeno  piaceva illuderci, che la drammatica realtà delle nostre prigioni avrebbe potuto indurre il maggior partito dell’opposizione ad una scelta responsabile, condivisa e consapevole.
Aver negato la sede legislativa determinerà, di fatto, un incomprensibile, ingiustificato, irresponsabile allungamento dei tempi utili alla definizione di quelle urgenti e necessarie soluzioni.

Rilevo, inoltre, che tale scelta è in netta controtendenza rispetto alle dichiarazioni che autorevoli ed  eminenti esponenti del PD hanno pronunciato durante i lavori della sessione che il Parlamento ha voluto riservare alle criticità del sistema penitenziario, con la conseguente  approvazione delle mozioni sulle carceri.

Con tale scelta si chiude la porta alla speranza di quanti hanno, responsabilmente, agito per evitare una deriva violenta delle proteste e delle tensioni interne.

Avevamo fermamente  creduto che l’iniziativa dell’On. Rita Bernardini e del Partito Radicale  denominata Ferragosto in carcere, da noi convintamente  sostenuta, avesse potuto contribuire a scuotere le vostre coscienze e le vostre menti.
Avevamo creduto che toccare con mano il disagio, la bruttura, le precarie condizioni igienico sanitarie, l’invivibilità  degli ambienti, la mancanza di spazi, la sottrazione dell’aria,  l’impossibilità di perseguire il fine costituzionale della pena avrebbe indotto una accelerazione condivisa sulla ricerca delle soluzioni possibili.

Invece così non è. Così non avete voluto che fosse.
Al netto delle parole, i fatti dicono questo.

Mi permetta, però,  ricordarLe alcuni numeri. Dal 1 gennaio di quest’anno  : 18 suicidi in cella; 29 tentati suicidi sventati in extremis dalla polizia penitenziaria (di cui spesso ci si dimentica);  42 agenti penitenziari, 4 infermieri e due medici aggrediti e feriti; 2 evasioni e tre tentate evasioni. Innumerevoli le proteste con battiture e incendi di suppellettili . Inquantificabili gli episodi di autolesionismo. Solo poche ore fa a Porto Azzurro due agenti sono stati sequestrati dai detenuti in rivolta per protestare contro le disumane condizioni del penitenziario ….
Nonostante questo desolante, preoccupante, imbarazzante, degradante, spregevole quadro d’insieme le ragioni politiche hanno, evidentemente,  sopraffatto i bisogni, le necessità ed il buon senso.

Ne prendiamo atto con rammarico, persino con dolore.

Vorrà permettermi di affermare con sincerità impolitica che dopo la grave scelta compiuta dal PD, ogni parola che sarà pronunciata in relazione alle criticità, al degrado, all’inadeguatezza del nostro sistema penitenziario non sarà più credibile.
Voglio auspicare, e rivolgo accorato appello,  che potendo, in ogni momento, concedere la sede legislativa si voglia rivedere la determinazione assunta e favorire, pertanto, il varo di quelle soluzioni che, per quanto non esaustive e parziali, contribuirebbero ad alleviare l’attuale insostenibile situazione dei nostri penitenziari.

Mi creda, ne abbiamo bisogno !
Molti cordiali saluti,

C. Eugenio Sarno
Segretario Generale

*** gli ultimi comunicati del PD sulla questione carceraria

Carceri, Pd: bene messa in prova e carcere domiciliare, ma servono investimenti

Ferranti: in commissione valuteremo reale volontà governo e maggioranza

 “Prima di accordare la legislativa sul provvedimento del governo sulla detenzione domiciliare e la messa in prova, vogliamo verificare in commissione la reale volontà di tutte le forze politiche ad avviare un percorso normativo che sia veramente risolutivo e durevole per risolvere le cause primarie del sovraffollamento delle carceri.


Non vogliamo alcun allungamento dei tempi, ma come sempre puntiamo su un confronto in commissione costruttivo ed efficace. Se il governo e la maggioranza ci daranno segnali in questo senso, saremo i primi a richiedere il trasferimento in legislativa. Una delle maggiori perplessità sull’attuale testo del ddl è che ancora una volta si vorrebbero affrontare le riforme sulla giustizia a costo zero.


Quando sappiamo bene che per una reale riuscita della messa in prova e del carcere domiciliare c’è bisogno di investire su mezzi e risorse umane”. Lo afferma la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti.

 

Roma, 7 aprile 2010


MOLTE CARCERI SONO CAYENNE
MA IL GOVERNO PENSA SOLO ALL'EDILIZIA

Dichiarazione del senatore Francesco Ferrante (PD)

“Il livello di suicidi nelle carceri italiane è un dato di enorme gravità, che è miope sperare di risolvere innalzando la capienza massima delle strutture di detenzione. Dall’inizio dell’anno sono 16 le persone che si sono tolte la vita in un penitenziario, e l’ultimo caso, quello di Romano Iaria nel carcere di Sulmona, ci pone di fronte ad una questione gravissima perché in quella ed in altre strutture carcerarie i suicidi e le morti sospette si susseguono con una frequenza inquietante, che fa inorridire e pensare ad una moderna Cayenna”. Lo dichiara il senatore del PD Francesco Ferrante, che ha presentato sul drammatico fenomeno delle morti nelle carceri e nei Cie già 8 interrogazioni al governo, senza mai ricevere risposta.
"È in corso una strage silenziosa – continua Ferrante -che colpisce alcune carceri più di altre: solo nel carcere di Cagliari, con una presenza media di 500 detenuti, vi sono stati 21 morti in 7 anni, mentre, per fare un paragone, a Regina Coeli a Roma, nello stesso periodo ci sono stati 20 decessi, ma a fronte di più di 1.000 detenuti, dunque un tasso doppio rispetto al sovraffollato carcere romano. Il sovraffollamento è senza dubbio un delle maggiori fonti di disagio per la popolazione carceraria e per il personale di sorveglianza, ma non è assolutamente da sottovalutare lo stato di prostrazione e inedia cui sono obbligate le persone, come Romano Iaria, che si trovano recluse nelle cosiddette ‘Case di lavoro’, che a dispetto del nome non offrono nessuna o quasi attività, anzi nel caso in questione del carcere di Sulmona costringono l’internato a vivere per venti ore al giorno nella propria cella, che è uno spazio di nove mq per tre persone. Quello che invece prospetta l’imminente ‘Piano carceri’ del Governo è la creazione di 47 nuovi padiglioni e 18 nuove carceri 'flessibili' (sul modello delle case del post-terremoto all'Aquila) che assieme ad altre strutture penitenziarie porteranno entro il 2012 alla creazione di quasi 22mila nuovi posti, con un'ordinanza che affida al Commissario straordinario Franco Ionta poteri speciali, tali da poter agire in deroga alle normali procedure, con la segretazione delle gare di appalto e avvalendosi della Protezione Civile, e un finanziamento di 600 milioni di euro.”
“Un piano carceri dunque – conclude Ferrante - che è teso solo a sostenere l’edilizia carceraria in deroga alle procedure ordinarie, mentre per rendere più umane le condizioni della vita quotidiana nei penitenziari occorre aumentare la pianta organica delle guardie carcerarie, occorre diradare le carceri attraverso il ricorso, quando possibile, alle pene alternative, che vanno finanziate, e garantendo a chi sta scontando la pena un adeguato sostegno psicologico.”

Roma 6 aprile 2010