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ANM: Palamara intervistato da Klaus Davi
Di Loredana Morandi (del 05/03/2010 @ 15:45:20, in Magistratura, linkato 1443 volte)
GIUSTIZIA: PALAMARA (ANM),
NESSUN BOOM INCHIESTE IN PERIODO ELETTORALE

 
(ASCA) - Roma, 5 mar - ''Non c'e' nessuna escalation di indagini in coincidenza del periodo elettorale. Una simile affermazione non trova rispondenze nella realta'''.

Lo ha affermato il presidente dell'Anm Luca Palamara, nel corso dell'intervista realizzata da Klaus Davi per il suo programma di approfondimento politico KlausCondicio. ''Verso la fine del 2008 -spiega- ci furono le famose inchieste su alcune giunte comunali, che addirittura venivano chiamate dalla stampa giunte rosse, e all'epoca non ricordo che ci fossero elezioni in corso o appuntamenti elettorali. Sono situazioni indubbiamente contingenti, che non sono programmate o preordinate''.

''La definizione di magistrati rossi e neri a seconda delle indagini che svolgono -ha aggiunto Palamara- e' una divisione che la magistratura non accetta. Il vero problema in Italia in questo momento e' il rischio eccessivo di strumentalizzazione della fase delle indagini preliminari''. min/fgl/bra

ANM: PALAMARA, NUOVO CODICE PER
CREDIBILITA' E TRASPARENZA MAGISTRATI

 
(ASCA) - Roma, 5 mar - Basta con l'overdose di presenza in tv di magistrati. No a candidature disinvolte nei collegi in cui si sono fatte indagini. Non solo: chi andra' in politica probabilmente non potra' tornare a fare il magistrato. Sono questi alcuni dei principi del nuovo codice deontologico dei magistrati che l'ANM si appresta a discutere domani in sede di consiglio.

I termini sono stati anticipati dal presidente Luca Palamara in un'intervista rilasciata a Klaus Davi per il suo talk show KlausCondicio in onda su You Tube.

''Il nuovo codice che ci apprestiamo a cambiare -ha detto Palamara- sara' concentrato sul tema della credibilita' e della trasparenza del lavoro del magistrato. Un punto importante sara' anche la questione della partecipazione dei magistrati alla vita politica e amministrativa. Certi fatti di cronaca -continua- hanno indubbiamente riproposto la necessita' di tornare sul tema della credibilita' della magistratura, che passa anche per la capacita' di saper affrontare il tema della questione morale. Non possiamo permetterci di avere al nostro interno situazioni opache o poco chiare, con riferimento a determinati comportamenti dei magistrati. E' per questo che noi vogliamo innalzare, se possibile, la soglia di questa esigenza di moralita'. Le nuove regole saranno oggetto di valutazioni di un'apposita commissione che verra' nominata. Al nostro interno la questione morale e' molto sentita, su questo non abbiamo remore e dubbi''.

''Sulla questione dei magistrati in tv -ha aggiunto- siamo molto fermi nel ribadire che il lavoro del magistrato, si svolge nelle aule di giustizia. Quella e' la sede dove il magistrato svolge il su lavoro. Non so cosa si intenda per 'magistrati opinionisti' e' certo che la sovraesposizione televisiva non fa bene all'immagine di un giudice''. ''Se poi -sottolinea Palamara- viene chiesta un'opinione di carattere generale sulla riforma della giustizia, sulle intercettazioni, sul processo del lavoro, piuttosto che sull'affidamento dei figli dei genitori separati, io penso che sia logico che un magistrato, che fa parte della societa', possa discuterne. ''.

Palamara ha ricordato che ''la questione morale e il nuovo codice deontologico che verra' approvato dall'ANM, non potranno anche non tener conto dello stile di vita di un magistrato. Anche lo stile di vita per un magistrato e' importante. E' bene informarsi, quando si va a cena fuori, su chi c'e' tra i presenti. In genere, non credo che un'assidua frequentazione di salotti faccia bene alla credibilita' di un giudice''. min/sam/bra