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Il sistema Anemone, Ragazze e Massaggi - La Stampa
Di Loredana Morandi (del 12/02/2010 @ 11:06:38, in Magistratura, linkato 1756 volte)
12/2/2010 (7:16)  - LA STORIA

Il sistema Anemone
ragazze e massaggi
   
La rete dell'imprenditore e l'ascesa del Salaria Village

MATTIA FELTRI

ROMA - Il Salaria Sport Village non è soltanto il luogo nel quale - secondo le intercettazioni telefoniche e le deduzioni investigative - Guido Bertolaso andava a ritemprarsi dalle fatiche emergenziali. Il Salaria Sport Village, se peccato c’è, è il peccato originale. Il primo a raccontare di questo centro sportivo, del benessere, dello svago e della baldoria è stato Fabrizio Gatti sull’Espresso e la questione è stata ripresa qui e là da giornaletti locali romani. Ma, insomma, i protagonisti e la cronologia dei fatti incuriosiscono perché i protagonisti sono i Balducci (padre e figlio) e gli Anemone (famiglia), bruscamente coinvolti nella faccenda-Bertolaso, e perché la cronologia insospettisce.

Ebbene, quattro anni fa, il 29 dicembre del 2005, il premier Silvio Berlusconi nomina Angelo Balducci (padre) commissario straordinario per i Mondiali di nuoto. Angelo Balducci è uno di fama. Ha già girato i governi e guadagnato la fiducia, per esempio, di Francesco Rutelli e Antonio Di Pietro. Nel nuovo ruolo, Balducci deve individuare (all’inizio in collaborazione con gli amministratori locali, poi un’ordinanza governativa gli concede poteri illimitati) aree romane in cui costruire gli impianti per le competizioni del 2009. Balducci le individua. Individua, in particolare, il Salaria Sport Village che è una cosina, due piscine e due baretti, e che si potrebbe ampliare. Così, almeno, pensa Balducci. E infatti, nel febbraio 2007, il Village avanza la candidatura.

Il Salaria Sport Village era nato nel dicembre del 2004, fondato dalla Stube Spa e dalla Fidear Srl, due fiduciare costituite da Filippo Balducci (figlio di Angelo) e da Diego Anemone, uno degli arrestati dell’altro giorno. Balducci jr e Anemone avevano comprato nel 2004 l’ex centro sportivo della Banca di Roma a Settebagni (Nord di Roma), ne avevano ceduto le quote alla Stube e alla Fidear, la Stube e la Fidear avevano costituito il Salaria Sport Village e qualche anno dopo sarebbe arrivato Balducci padre a farne una piccola capitale dei Mondiali di nuoto, per la gran fortuna di Balducci figlio e soci.

In realtà l’ultimo atto non è di Balducci sr, ma di Claudio Rinaldi, che nel giugno del 2008 prende il posto di Balducci sr nel ruolo di Commissario delegato per i Mondiali di nuoto. In cinque giorni Rinaldi chiude la pratica e il Salaria Sport Village può farsi grande, nonostante Italia nostra sostenga che lì non si possa costruire, perché è un’area di sfogo per le esondazioni del fiume Aniene. A sostegno della tesi, Italia nostra porta il Piano regolatore e altri corposi incartamenti che tuttavia non suscitano curiosità. Oggi il Village occupa quasi 28 mila metri quadrati di terreno, ha due piscine olimpiche coperte (lì si allenò la squadra cinese), un’altra piscina più piccola, dodici campi da tennis, il campo da golf, la Club House eccetera eccetera ed è lì che sverna Luciano, il capostipite degli Anemone. E’ stato lui (originario di Grottaferrata, provincia di Roma) a mettere in piedi la fortuna di famiglia costruendo e ristrutturando mezza Settebagni, e adesso si riposa gestendo il Village e la tenuta in Umbria, colture e allevamenti biologici per le cucine del centro sportivo, e lasciando ai figlioli la gestione delle imprese.

Adesso il Village è un posto dove ci si fa vedere volentieri. D’estate le piscine hanno una densità di frequentazione tipo piazza Venezia in un comizio del ’36. Si fanno le serate a tema, la serata del merengue, la serata sudamericana, e durante il fine settimana l’happy hour attira centinaia di persone sedotte dalla compagnia e dall’open bar, la consumazione illimitata. E’ il regno dei giovani Anemone - Diego e Daniele - che come tutti i trentenni danarosi amano e ostentano le berline di lusso; è anche il regno di Balducci jr (sua moglie e la moglie di Diego Anemone sono in società) e insomma lì i ragazzi brindavano alle recenti fortune. Arrivavano per i massaggi e per l’aperitivo uomini di governo e della maggioranza. Arrivava don Evaldo Biasini, buon amico di famiglia, che compare nelle intercettazioni e che è l’economo provinciale della Congregazione dei missionari del preziosissimo sangue, ruolo di sostanza e di rispetto nel quale, forse, avrà fatto la conoscenza di Bertolaso. Ed ecco, quindi, che se peccato c’è, il Village fu il peccato originale, il primo grande affare, di tanti grandi affari, di famiglia e di famigli.

La Stampa

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11/2/2010 (19:20)  - G8 ALLA MADDALENA - BUFERA SULLA PROTEZIONE CIVILE
   
Nelle carte appalti, donne e soldi.
Domani gli interrogatori di garanzia

FIRENZE - E' una storia di bustarelle e di favori, anche sessuali, quella contenuta nelle carte dell'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi nell'ambito della quale Guido Bertolaso è indagato per corruzione e quattro persone sono state arrestate.

SESSO A GOGO
L’imprenditore romano Diego Anemone, finito in manette come presunto corruttore del sottosegretario Guido Bertolaso e altri pubblici ufficiali per favoritismi negli appalti di grandi opere, tra cui il G8 alla Maddalena, si era dato da fare per «organizzare una cosa megagalattica in favore del Bertolaso» a base di sesso. Lo scrive il gip fiorentino Rosario Lupo nella sua ordinanza. Secondo quanto si legge nel provvedimento, infatti, «il tenore delle conversazioni intercettate non pare consentire interpretazioni diverse da quella che trattasi di prestazioni sessuali di cui il Bertolaso dovrebbe usufruire presso il centro benessere riconducibile all’Anemone; peraltro, l’occasione verrà sfruttata dal Bertolaso solo in un momento successivo».

«LE CHIAVI DELLA CASSAFORTE»
In altra parte dell’ordinanza si ribadisce che nel «centro benessere Salaria sport village, riconducibile alla stessa famiglia Anemone», Bertolaso «usufruisce non solo di massaggi, ma anche di vere e proprie prestazioni sessuali», come proverebbero diverse conversazioni intercettate. Secondo il gip, «appare peraltro comprensibile, attesi i rispettivi ruoli, che Anemone abbia un occhio di riguardo nei confronti dell’illustre suo conoscente, soggetto con un importante e decisivo ruolo istituzionale che gli permette di gestire e decidere la spesa pubblica connessa alla realizzazione degli appalti del G8 di cui l’Anemone è aggiudicatario». E vi sono diverse telefonate dalle quali, si legge nell’ordinanza, «appare evidente» come sia Bertolaso «ad avere le chiavi della cassaforte».

IL DENARO
Tornando alla "cosa megagalattica", Anemone avrebbe deciso di organizzarla subito dopo un incontro avuto con Bertolaso nel settembre 2008 per comunicargli i maggiori costi previsti per l’esecuzione delle opere del G8. L’imprenditore è preoccupato per la reazione che potrebbe avere Bertolaso e, mentre gli manda un sms per fissare l’appuntamento, «si attiva per raccogliere denaro contante anche utilizzando canali insospettabili quali tale don Evaldo Biasini che, dal contenuto delle conversazioni intercettate, risulta occuparsi di opere di beneficenza in Africa». Sempre dalle intercettazioni, risulta che l’incontro tra Anemone e Bertolaso c’è stato e ha avuto «esito positivo», come riferisce l’imprenditore il 21 settembre 2008 alla moglie e a Mauro Della Giovampaola, pure lui arrestato, un funzionario della struttura di missione per il G8.

LE INTERCETTAZIONI
«Sempre parallelamente, proprio lo stesso 21 settembre - annota il gip - l’Anemone, unitamente al Rossetti (Simone Rossetti, indagato, gestore del Salaria sport village - ndr)», si attiva per organizzare la "cosa megagalattica".

ROSSETTI: ...capo
ANEMONE: ...eccomi R.:...allora domenica prossima alle 8
A.:...di quello che parlavamo prima...?
R.:... sì, sì ... cosa megagalattica
A.:...ma li da voi?
R....chiudo il circolo due ore prima...festa al Centro Benessere
A.:...benissimo okay
R.:... (inc)... con lui
A.:...eh?
R.:...tre persone con lui (...)
A.:...grazie... quindi l’ora a che ora è?
R.:...io direi per le 8 così ci organizziamo.. un pò di frutta prima... champagne... frutta ... un pò di colori fuori... cose

Il 23 settembre altra conversazione intercettata tra i due.
ANEMONE: ...2 cose... la prima al 99% domenica va bene
ROSSETTI: ...okay... perfetto A.:...me lo conferma sabato... però m’ha detto che al 99%... si
R.:... okay... sicuramente ci costerà qualche soldino
A.: non mi frega un c. Simò
R.:...no, no, io ’ste cose
A.:...sì, sì, però mi raccomando...la riservatezza tua e basta...Simò
R.:... ah...Diè...tranquillo proprio...

I due parlano ancora della festa il 25 settembre.
ROSSETTI:...senti quante situazioni devo creare?...una...due
ANEMONE:....io penso due... lui si diverte... due R.:...tre?...che ne so! A.:...eh la Madonna!
R.:...(ride) va bene... a posto
A.:...di qualità!
R.:...assolutamente

Bertolaso, in una telefonata ad Anemone del 27 settembre, spiega però di non poter essere a Roma la sera dopo, domenica.
ANEMONE.: ...quindi non ci sei domani sera
BERTOLASO: ...no domani sera... ahimè non ci sono A.:... ho capito...
B.: ...però conto che l’offerta possa essere ripetuta ovviamente in un’altra occasione (...)
A.:...come no! come no!...grazie...ci sentiamo in settimana.

«UNA RIPASSATA CON FRANCESCA»
«Sono Guido, buongiorno...sono atterrato in questo istante dagli Stati Uniti...se oggi pomeriggio Francesca potesse...io verrei volentieri...una ripassata». È una delle intercettazioni telefoniche, del 21 novembre 2008, che dimostrerebbero come Bertolaso «in molteplici occasioni, talora in concomitanza con gli incontri con l’Anemone - si legge sempre nell’ordinanza - ha usufruito di prestazioni presso il centro benessere del Salaria Sport Village gestito da Simone Rossetti sotto le direttive di Diego Anemone.

«BERTOLASO MI FA I PELI»
La frase è contenuta nelle intercettazioni: è la preoccupazione che Fabio De Santis - uno degli arrestati nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per il G8 - esprime in una conversazione telefonica intercettata. Sta parlando con una funzionaria del ministero delle Infrastrutture che fa parte della Struttura di missione che coordina i lavori alla Maddalena quando questa lo informa che nei lavori affidati alla ditta Anemone per la costruzione del "Main Conference", è prevista una maggiorazione. Ed è in questo contesto che, sostiene il Gip nell’ordinanza, che viene organizzata dagli arrestati una «festa megagalattica» per Bertolaso. «De Santis - scrive il Gip Rosario Lupo - è preoccupato per la reazione che può avere Bertolaso se gli prospetta l’esigenza di dover incrementare la spesa complessiva di cento milioni di euro». Ecco cosa dice De Santis alla funzionaria del ministero: «Bisogna che facciamo una riunioncina a Roma con Mauro e con tutti quanti perchè bisogna...eh, perchè bisogna prospettarla...a Bertolaso perchè senno ci si i... quello ... cioè gli mandiamo un conto che sarà di 100 milioni di euro in più... eh... (ride)...cioè mi fa i peli...». Alla funzionaria del ministero, «De Santis - scrive ancora il Gip - confida che già a Bertolaso ha fatto presente l’esigenza di un notevole incremento di spesa per la ristrutturazione dell’ospedale che deve essere trasformato in albergo». Ecco cosa dice l’ingegnere che per 5 mesi è stato soggetto attuatore dei lavori alla Maddalena: «C...!..tutto quello che fa lui è tutto eccezionale...tutte le cose che fa lui..(ride)...anche perchè dire, voglio dire...ieri sono andato da Bertolaso a presentare il progetto dell’ospedale a mare...quello lì visitato... praticamente gli ho detto che ci vogliono altri cento milioni di euro in più...mo gli dico altri 100 qua...e lui mi dice...’ma vattene a fare in c...!!...(ride)».

LO SFOGO DI TORO
La tentazione è quella di lasciare la magistratura, ma non se la sente «perchè c’è di mezzo mio figlio». Lo dice il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, uno degli indagati - pare che siano una quarantina - nell'inchiesta sugli appalti per le grandi opere. All’indomani della diffusione della notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati Toro ha restituito al procuratore Giovanni Ferrara la delega di coordinamento delle inchieste sulla pubblica amministrazione. Poi s'è sfogato, con le lacrime agli occhi, con i giornalisti. «Io e mio figlio non abbiamo mai conosciuto Angelo Balducci e Diego Anemone; tantomeno abbiamo avuto contatti con loro tramite altre persone. Bertolaso l’ho visto solo una volta in una occasione ufficiale». «Posso dire - ha aggiunto - che la sola persona che conosce mio figlio è l’avvocato Edgardo Azzopardi (il cui colloquio con uno degli indagati ha determinato il coinvolgimento di Toro e del figlio Camillo nell’inchiesta di Firenze ndr) sul quale non voglio dire nulla». Il magistrato romano ed il figlio sono indagati per rivelazione del segreto d’ufficio. A Camillo Toro è contestato anche il favoreggiamento personale.

GLI I NTERROGATORI
Domani sono previsti gli interrogatori di garanzia per i quattro arrestati nell’ambito dell’inchiesta della procura di Firenze. Fabio De Santis, funzionario del dipartimento sviluppo e competitività della Presidenza del Consiglio, sarà interrogato a Milano per rogatoria. Il presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, l’imprenditore Diego Anemone e Mauro Della Giovampaola, anche lui funzionario del dipartimento Sviluppo, saranno invece interrogati, sempre domani, nel carcere di Regina Coeli a Roma, dal gip di Firenze Rosario Lupo. L’inchiesta fiorentina è condotta dai sostituti procuratori di Firenze Giuseppine Mione, Giulio Monferini e Luca Turco.

La Stampa