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Intervista alla Giustizia - da Giornalettismo
Di Loredana Morandi (del 17/11/2009 @ 12:16:00, in Varie, linkato 2267 volte)
In attesa di avere il tempo per un riassunto sensibile di quanto accaduto in questo periodo e nel comparto giustizia, dall'incidente occorso alla privacy del giudice Mesiano alla dichiarazione dello stato di agitazione della magistratura, più un racconto delle cattiverie a me, extra danneggiamenti, che avevo dato vita ad un gruppo facebook intitolato ai "Calzini Azzurri per la Costituzione", nato un paio di giorni prima dei calzini sul sito del Movimento per la Giustizia e cancellato per mera invidia con almeno 300 segnalazioni dalle autrici del furto del gruppo Staminali e altra criminalità del web, del quale vi mostro il banner ...



Vi pubblico questo divertente articolo tratto da Giornalettismo a firma Michele Fronterre, che mi piace molto perché sembra un dialogo tratto dalle commedie del giudice drammaturgo Gennaro Francione. Anzi, consiglio ad entrambi di far conoscenza e chissà che non ne esca uno scritto a 4 mani. L.M.


Intervista alla Giustizia


di Michele Fronterre
Giornalettismo

Alla ricerca di quattro chiacchiere con la protagonista del momento

MF si reca nella dimora che ospita la Giustizia. Non è una dimora di poco conto, ma un vero e proprio palazzo. Il Palazzo di Giustizia. Una volta giunto all’ingresso, si avvicina al banco informazioni e interloquisce con l’addetto alle informazioni, un certo, così dice il tesserino, Sig.Logiudice:

MF: Buongiorno, Mi chiamo MF e volevo incontrare la D.ssa Giustizia.

Sig.Logiudice: (ride, un sorriso non offensivo, disilluso…) E’ la prima volta che viene qui a Palazzo?

MF: Si, la prima volta.

Sig.Logiudice: Capisco. Da chi vuole andare? Dalla D.ssa Giustizia DASE’, dalla D.ssa Giustizia SOCIALE o dalla D.ssa Giustizia UNIVERSALE?

MF: Ah, non sapevo che fossero più giudici. Pensavo che fosse un’unica persona. La stessa che investiga, confuta, suggerisce, giudica, tutela, punisce. Pensavo che la D.ssa Giustizia fosse una donna che sa il fatto suo, che si fa rispettare, e che fa rispettare gli altri. E visto che oggi è così tanto al centro dell’attenzione dei più, volevo avvicinarla per porgerle delle domande.

Sig.Logiudice: (ride, un sorriso non offensivo, disilluso…) Le ripeto non è una singola persona. E non sono giudici. La prima è un Magistrato, la seconda è Avvocato, solo la terza è un Giudice. Ricevono solo su appuntamento. Vede quella lunga coda lì dietro. Ecco…

MF: Quindi ho fatto un viaggio a vuoto?

Sig.Logiudice: (ride, un sorriso non offensivo, disilluso…) Dipende.

MF: Come dipende? Mi ha appena detto che devo registrami e che normalmente intercorrono dei mesi, se non anni dalla prenotazione!?!?

Sig.Logiudice: (ride, un sorriso non offensivo, disilluso…) Dipende da chi vuole incontrare. C’è un grosso ingolfamento nelle prenotazioni per i casi gestiti dalla D.ssa Giustizia DASE’ e per la D.ssa Giustizia SOCIALE. Mentre, se vuole, forse tra mezzora può incontrare il Giudice Giustizia UNIVERSALE. Sempre se arriva. Sa quando arriva lei è sempre un momento epocale…

MF: Beh… Immagino. Anzi non immagino. Però io ero interessato alla giustizia di tutti i giorni, non a quella epocale. O forse non c’è differenza?!?

Sig.Logiudice: Non faccia il presuntuso. (si accende una sigaretta all’interno del suo gabbiotto) e tenga a freno il suo sarcasmo che a farsi giustizia da sé si fa in fretta…

MF: Ma come nel posto dove la giustizia è di casa non si è liberi di esprimere un’opinione per quanto velata da un filo di sarcasmo?

Sig.Logiudice: Lei non si rende conto di essere in un ufficio pubblico. In un palazzo giudiziario. Dove si pesa tutto. Soprattutto le parole. Che sono sentite, intercettate, interpretate, a volte, alla bisogna, riascoltate. Abbiamo bilance e bilancini. (Indica col dito una vetrinetta che ospita bilance da orafo antiche). Lei non è libero di dire quello che vuole. Deve chiedere a me che sono l’ufficiale di portineria. Io che smisto, che oriento e introduco.

MF: Va bene. Mi scusi. La prego di non farci caso. Torniamo al motivo per cui sono qui. Sono qui per un’intervista. Ma a questo punto non so chi è meglio incontrare.

Sig.Logiudice: (serissimo) Mi dica che domande aveva in mente ed io la inoltro.

MF: A me sta a cuore capire se è vero come sostengono alcuni che è una spendacciona. Conoscere che tipo è. Se è veramente una donna libera ed emancipata. Indipendente.

Sig.Logiudice: Il discorso è complicato. Le devo descrivere tre donne diverse. Cercherò di semplificare. Sa, ho tanto da fare e non posso perdere tempo con i ficcanaso. Le basti sapere che: la Giustizia UNIVERSALE e quella SOCIALE fanno tutto in economia. Sono come le massaie di una volta. Ma il loro lavoro si svolge molto lentamente. Talmente in là nel tempo che…. La Giustizia DASE’… invece, beh, diciamo che non si fa mancare nulla. E’ donna del suo tempo. Sofisticata, sempre in tiro. Ha classe ed eleganza. Libera e indipendente ma che di tanto in tanto cade vittima di passioni e innamoramenti.

MF: ma si tratta di innamoramenti per interesse?

Sig.Logiudice: E’ un essere umano

MF: Perchè c’è questa disparità. Perchè la Giustizia UNIVERSALE e quella SOCIALE impiegano più tempo della Giusitizia DASE’?

Sig.Logiudice: Eh, semplice! Loro due risolvono problemi che non sono di questo mondo. La D.ssa Giustizia DASE’ invece ha un numero incalcolabile di cause in corso. Tutti la desiderano. Anche se non lo si ammette, tutti vogliono tempi certi e condanne certe. Però, sappia che questo correre, questo voler accelerare non fa altro che creare casi per le altre due. Fisiologici effetti collaterali…

MF: Cioè mi faccia capire, c’è un aldilà del diritto e un aldiqua del rovescio?

Sig.Logiudice: Un’altra così e la faccio giudicare per direttissima!

MF: Scusi ma non sarebbe meglio affiancare alla D.ssa Giusitiza DASE’ qualche assistente?

Sig.Logiudice: Puaff!!!

MF: Ma per vedere riconosciuti i propri diritti si dovrà pure fidarsi di qualcuno?

Sig.Logiudice: Lei cerca risposte universali pensando che si trovino nella pratica di tutti i giorni. Non è così. Non è facile soppesare colpe e complicità, smascherare colpevoli e garantire imputati giustamente o ingiustamente. Specie quando non c’è in gioco solo lo stato di dirtto ma gli interessi degli uomini di stato. Specie se poi si è costretti a usare le bilance arruginite di 100 anni fa!

MF: Però sono le 10 del mattino e qui non si vede ancora nessuno. E le file crescono.

Sig.Logiudice: Ehi guardia! Venga! Presto! Metta dentro questo imprudente!

http://www.giornalettismo.com/archives/42125/intervista-alla-giustizia/