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Giustizia. Giuristi Democratici: No Riforme Contro Autonomia PM
Di Loredana Morandi (del 13/10/2009 @ 08:41:24, in Giuristi, linkato 1332 volte)
Ecco, finalmente del fuoco amico !

GIUSTIZIA:GIURISTI DEMOCRATICI,
NO RIFORME CONTRO AUTONOMIA PM


(AGI) - Roma, 13 ott. - “Non ci interessa se le riforme anticipate sulla Giustizia siano una vendetta per la bocciatura del Lodo Alfano, cio’ che ci interessa e ci preoccupa sono le conseguenze delle annunciate riforme su separazione delle carriere e Csm, che non ridurranno di un giorno la durata dei processi, ma ridurranno quelle garanzie che derivano al cittadino dalla presenza di una magistratura autonoma ed indipendente”. Lo sottolinea in una nota il presidente dei Giuristi democratici Riccardo Lamacchia, rilevando che “come era prevedibile, dopo le sentenze sul caso Mondadori del Tribunale di Milano e della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, e’ partita la grande controffensiva del Centrodestra nei confronti di una magistratura che si vuole non piu’ autonoma, ma asservita al risultato delle elezioni politiche; ecco, dunque, ritornare in auge l’ormai stantio ricorso alla separazione delle carriere, come panacea di ogni male e la modifica del sistema di elezioni del Csm, da affidarsi al sorteggio per l’individuazione dell’elettorato passivo”.

Ormai, secondo Lamacchia, “il Presidente del Consiglio e il suo Governo non fanno piu’ mistero di voler assoggettare il Pubblico Ministero al potere esecutivo ed e’ di immediata comprensione che cosa cio’ potrebbe significare nell’attuale situazione politica italiana: si tratterebbe dell’ennesima riforma ad personam e che finirebbe inevitabilmente per far perdere ai magistrati della Pubblica Accusa la loro autonomia e quella cultura della giurisdizione, che si dovrebbe rendere il piu’ possibile condivisa con giudici e avvocati”. Alle proposte di riforma si aggiungono, poi, sottolinea ancora il leader dei Giuristi democratici, “le volgari accuse al giudice Mesiano, che si sarebbe fatto scrivere da altri la sua sentenza sul caso Cir/Fininvest, quelle ai Giudici della Corte Costituzionale, nonche’ le accuse gravissime al Capo dello Stato, presunto traditore di un impegno ad intervenire presso quei giudici costituzionali che costituirebbe un gravissimo attentato all’indipendenza della Corte Costituzionale e che infatti il Presidente della Repubblica ha categoricamente smentito”. Insomma, conclude Lamacchia, “i tentativi di trasformare l’Italia da repubblica a democrazia parlamentare e fondata sulla separazione dei poteri a repubblica presidenziale plebiscitaria, in senso stretto, sono in stadio molto avanzato e ad essi va data ferma risposta, richiamandoci ai principi su cui e’ fondata la nostra Carta Costituzionale”. (AGI)

AGI Red/Oll