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Attentato di Milano, il Pm Spataro coordinerŕ le indagini
Di Loredana Morandi (del 12/10/2009 @ 07:19:52, in Magistratura, linkato 1656 volte)
Attentato di un Libico a Milano,
il Pm Spataro coordinerà le indagini


Roma, 12 ott (Velino) - Ha un nome l’attentatore che questa mattina intorno alle 8 ha fatto esplodere un ordigno all'ingresso della caserma “Santa Barbara” di Milano a via Perucchetti. Si chiama Mohammed Game, ha 35 anni ed è di nazionalità libica, in regola col permesso di soggiorno. Risiede a Milano, probabilmente non lontano dalla caserma, e convive con una italiana, già sentita dagli inquirenti. Game è in stato di arresto per detenzione, porto abusivo e fabbricazione di esplosivi ed è denunciato anche per il reato di strage.

Lo ha detto in conferenza stampa il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, che coordina le indagini. Il pm ha anche specificato che l’esplosivo utilizzato è a base di nitrati. Il magistrato ha escluso inolter che l’attentatore sia mai stato coinvolto sulle indagini svolte a Milano e sul territorio nazionale sul fronte del terrorismo. Game avrebbe solo un precedente per ricettazione. Al momento l’attentatore è ricoverato in prognosi riservata al Fatebenefratelli, e gli è stata amputata una mano.

Non desta alcuna preoccupazione invece la sorte del secondo ferito, il caporale Guido La Veneziana, 20 anni, toccato da una scheggia e curato sul posto. Quella di via Perucchetti è la più grande caserma dell’esercito di tutta Milano, sede del Primo Reggimento Trasmissioni e del Reggimento artiglieria a cavallo, impiegati in vari scenari internazionali, tra cui il Medio Oriente e anche l’Afghanistan. Anche il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, si tiene costantemente aggiornato sugli sviluppi, confermano dalla Curia.


La Scientifica sta svolgendo i rilievi, e sono in campo anche gli uomini della Digos e del Nucleo informativo dei carabinieri. Secondo le prime ricostruzioni sembra che l’attentatore sia riuscito a entrare nella caserma approfittando del passaggio di un’automobile. Subito dopo sarebbe tuttavia stato fermato da alcuni militari di guardia. È stato a quel punto che avrebbe cercato di lanciare un ordigno nascosto in un contenitore metallico, accompagnandole da alcune parole gridate in arabo, ma - riporta il Corriere.it - il comandante della caserma Perrucchetti, Colonnello Valentino De Simone, e fonti investigative hanno “smentito categoricamente” che abbia proferito parole inerenti ai nostri militari in Afghanistan, come inizialmente riferito. Pare che la borsa contenesse circa due chili di esplosivo artigianale, che è esploso solo in parte. Diversamente avrebbe potuto far crollare l’ingresso della caserma.

“Sembra un atto isolato, lo è materialmente perché è una singola persona ad essere entrata nella caserma”. Tuttavia “la natura di questo episodio è tutta da comprendere. Dalle investigazioni precedenti è emersa una conversazione che parlava di questa caserma come possibile obiettivo”: lo ha riferito Francesco Rutelli, in veste di presidente del Comitato parlamentare di controllo sui servizi di sicurezza. “Da quello che mi dicono - ha spiegato - si tratterebbe di un libico, certamente non di un comunitario. Sono notizie che esigono grandissima attenzione”. Il nome della caserma era emerso già alla fine del 2008, in alcune intercettazioni telefoniche effettuate dalla Digos, in cui due marocchini, poi arrestati a Milano, che progettavano una serie di attentati proprio nel capoluogo lombardo, la indicavano come possibile obiettivo sensibile, insieme ad altri. Pare comunque che no ci siano legami tra i due fatti.

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, ha detto che “bisognerà accertare bene quali sono i termini di questo episodio che tuttavia deve essere considerato, al di là dell’esito per fortuna limitato, un sintomo di un problema verso il quale tuttavia lo Stato mantiene alta la guardia”. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha invitato a “mantenere la calma” in attesa di “notizie ulteriori che ci sveleranno bene cosa e come è accaduto. Certo - ha aggiunto - si tratta di un fatto grave, le autorità preposte alla sicurezza sono vigilanti e attente. Bisognerà riflettere molto bene, perché non è possibile che accadano episodi di questo tipo che sono di una gravità assoluta”.
 
Il Velino (Marinella Bandini) 12 ott 2009 12:13

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