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Garlasco Perizia Informatica: Stasi era al pc mentre Chiara moriva
Di Loredana Morandi (del 10/10/2009 @ 09:20:46, in Osservatorio Famiglia, linkato 1610 volte)
E' giusto sfrondare un po' di virtuosismi letterari. Chiara sapeva già di Stasi, nessun miracolo o casualità, ed è assolutamente ininfluente che abbia aperto o meno cartelle con materiale per pedofili sul pc di Alberto, la sera prima dell'omicidio. No non può trattarsi di un litigio improvviso, ma di timori coltivati e forse tanti litigi precedenti, nascosti accuratamente alle famiglie.
Alberto che è, a mio avviso, il vero e solo responsabile della morte di Chiara sia che l'abbia uccisa di fatto, sia che non l'abbia uccisa, avrebbe potuto, per la smania delle sue fantasie erotiche, presentare la sua ragazza al caro amichetto pedofilo e violento.
Lo dico per esperienza e per aver visto due trentenni, un uomo e una donna, portare una intera comitiva nelle fauci di un "cartello" pro pedofili omosessuali. Dei due, il trentenne maschio, consente la frequentazione web e via chat della "fidanzata", che ha fratelli piccoli, con un pedofilo. Rapporti questi, che durano da oltre 14 mesi e di cui la famiglia di lei è all'oscuro, pur ospitando in casa lui. Tornando al caso, la serratura della abitazione non è mai stata scassinata, e se c'è una cosa certa nel delitto di Garlasco è che Chiara abbia aperto ingenuamente la porta, a colui che poi l'ha uccisa. Chissà che ad uccidere Chiara non sia stato davvero il Maxi Fasso, Simone Sissimo, Ugo o Ilgiustiziere di turno ? L. Morandi

Perizia informatica da' ragione a Stasi

Chiara Poggi aveva scaricato articoli su omicidi senza colpevole

10 ottobre, 16:52


ANSA - VIGEVANO (PAVIA) - Smonta l'ipotesi dell'accusa e dà ancora ragione ad Alberto Stasi la perizia informatica depositata oggi in tribunale a Vigevano e che è in linea con le altre due, una medico legale e l'altra chimico sperimentale consegnate nelle scorse settimane. Nella loro relazione Roberto Porta e Daniele Occhetti esperti informatici di Torino nominati dal gup Stefano Vitelli nell'ambito del processo con rito abbreviato in cui Stasi è imputato dell'omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi hanno confermato l'alibi del giovane. Dal suo pc "irrimediabilmente compromesso" dalle operazioni effettuate dai carabinieri nei giorni successivi il delitto, sono però riusciti insieme ai consulenti delle parti a estrapolare dati rilevanti: hanno dimostrato che Alberto la mattina dell'assassinio, il 13 agosto del 2007, aprì il pc alle 9,35 e, dopo aver visionato foto erotiche, ha lavorato alla sua tesi fino alle 12,20.

Per problemi al sistema di alimentazione e per alcuni virus che non rendevano il computer affidabile, il giovane ha effettuato salvataggi ogni due minuti e poi l'ha spento non in modo tradizionale ma mettendolo in 'stato di sospensione', stato in cui è rimasto fino al giorno dopo quando poco dopo le 8 di mattina l'ha consegnato agli inquirenti i quali hanno fatto una copia della sua tesi per consegnargliela. E' questo dunque il nodo centrale della perizia che ha però messo in evidenza altri particolari: tra questi il fatto che la sera prima Chiara non ha visto foto né pedo-pornografiche né pornografiché (di queste ultime forse solo le icone delle cartelle) e invece ha aperto tre immagini personali ed ha scaricato quelle relative al week-end trascorso a Londra con Alberto. Tra le altre cose nella relazione c'é anche un capitolo dedicato ad un aspetto suggestivo: Chiara come se avesse avuto una premonizione, tra il 17 marzo e il 24 maggio precedenti aveva scaricato sulla sua chiavetta Usb, alcuni articoli di quotidiani e settimanali tra cui uno sugli "omicidi senza colpevole" e tre relativi al profilo psicologico dei pedofili.


OMICIDIO GARLASCO: SUPERPERIZIA,
ALBERTO 'SALVAVA' LA TESI MENTRE CHIARA MORIVA


ultimo aggiornamento: 10 ottobre, ore 14:56

Milano, 10 ott. - (Adnkronos) - Ogni due minuti Alberto Stasi, accusato del delitto della fidanzata Chiara Poggi, salvava la sua tesi di laurea. Quasi un'ossessione, ma proprio quel tasto di 'salvataggio' premuto sulla tastiera del computer portatile rende l'unico imputato dell'omicidio di Garlasco sempre piu' 'destinato' all'assoluzione. L'ultima conferma al suo alibi arriva, nero su bianco, nelle circa 200 pagine depositate oggi in Tribunale a Vigevano dai consulenti Roberto Porta e Daniele Occhetti nominati dal gup, Stefano Vitelli.