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Napoli: Intimidazione contro magistrato anti camorra, bruciata l'auto
Di Loredana Morandi (del 11/07/2009 @ 00:12:43, in Magistratura, linkato 1410 volte)

Intimidazione contro magistrato anti camorra, bruciata l'auto


Intimidazione della criminalità organizzata contro un giudice donna dell'Ufficio Gip. E' stata incendiata l'auto di un magistrato particolarmente impegnato contro camorristi e pubblici funzionari corrotti. L'episodio risale ad alcuni giorni fa. Il giudice aveva anche convalidato il fermo di Marco Ricci, il giovane accusato di aver fatto parte del commando che ha ucciso il musicista di strada romeno Petru Birlandeandu

di Conchita Sannino

Intimidazione della criminalità organizzata contro un giudice donna dell'Ufficio Gip di Napoli. Il magistrato, particolarmente impegnata nell'emissione di ordinanze di custodia contro camorristi e pubblici funzionari corrotti e nella convalida di arresti che hanno riguardato i clan del centro storico di Napoli, ha subìto alcuni giorni fa l'incendio della propria auto. Ma l'episodio è stato reso noto solo ieri, attraverso una nota di protesta di Tullio Morello, il presidente dell'Anm distrettuale.

Il giudice colpito dal grave gesto, infatti, come tutti i colleghi del settore penale e dell'Ufficio delle Indagini preliminari, non dispone né di un accompagnamento né di una tutela, a differenza di quanto previsto per i pubblici ministeri del pool antimafia di Napoli. "Nell’esprimere la solidarietà di tutti i magistrati napoletani a chi ha subito tale gravissima intimidazione, o ritorsione per la propria attività, devo denunciare ancora una volta l’assoluta mancanza di sicurezza dei magistrati del distretto. Appare intollerabile che i giudici del settore penale e dell’ufficio GIP sono costretti a raggiungere e lasciare l’ufficio con mezzi propri anche quando celebrano difficili processi contro imputati pericolosissimi", scrive infatti Morello, dopo avere incontrato sia la collega sotto minaccia che il presidente dell'Ufficio Gip, Bruno D'Urso, che ha attivato tutte le procedure per la sua protezione.

"Si tratta di una persona molto forte e motivata, dunque serena. Ma questo non può esimerci dal denunciare l'inadeguatezza delle misure di protezione", aggiunge Morello. Che spiega: "E’ inefficiente lo Stato che non sa proteggere i suoi cittadini, ma è ancor più ingrato e ingiusto lo Stato che non vuole proteggere i suoi servitori quando essi sono esposti a rischio".

La prossima settimana il prefetto Alessandro Pansa valuterà la richiesta di una tutela per il magistrato, nel corso del comitato per l'ordine e la sicurezza: un'istanza che dovrebbe ovviamente sfociare nell'assegnazione di una scorta. Sulle modalità dell'attentato indagano i carabinieri del comando provinciale di Napoli. Pochi dubbi sulla matrice camorristica del raid. Gli inquirenti lo mettono in relazione a più decisioni che avrebbero esposto quel giudice ad eventuali ritorsioni. L'ultimo atto firmato da quel gip, in ordine di tempo, ha riguardato un episodio di ferocia criminale che ha scosso la città: le scorribande armate dei killer dei Quartieri Spagnoli. Il magistrato aveva infatti convalidato il fermo per concorso in omicidio di Marco Ricci, il giovane accusato, insieme ad altri complici, di avere sparato alla cieca alla Pignasecca, lo scorso maggio, uccidendo per errore il musicista di strada rumeno Petru Birlandeandu.