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Recepito il Trattato di Prum: Banca dati del DNA; Il Dna sarŕ prelevato anche ai minorenni
Di Loredana Morandi (del 26/06/2009 @ 10:55:02, in Magistratura, linkato 2216 volte)
Da "IL SOLE 24 ORE" di venerdì 26 giugno 2009

Indagini penali. Se necessario per provare i fatti - Possibile la forma forzosa

Il Dna sarà prelevato anche ai minorenni
Non serve l`iscrizione al registro degli indagati

Giovanni Negri

MILANO - Prelievo, anche in forma forzosa, di campioni biologici per i minori. Con l`obiettivo di tracciarne il profilo del Dna e arricchire la banca dati a disposizione delle forze di polizia e dell`autorità giudiziaria. La legge approvata mercoledì dal Senato e ora in attesa solo della pubblicazione in «Gazzetta» comprende anche i minorenni e gli incapaci tra i soggetti che possono essere sottoposti all`intervento, anche d`autorità, per ottenere 1`identikit genetico.

Una possibilità prevista ad ampio raggio, visto che per l`operazione non è necessario il coinvolgimento "ufficiale" in un procedimento penale a titolo di Le legge si limita invece a precisare che il consenso è fornito dal genitore o dal tutore che possono essere presenti alle operazioni. È poi evidente, per analogia con quanto previsto quando l`interessato è un maggiorenne, che in caso di rifiuto può essere disposto l`accompagnamento coattivo. Le condizioni sono poi le stesse a cui è subordinato il prelievo nei confronti di adulti mai iscritti nel registro degli indagati e cioè un procedimento penale per reato non colposo sanzionato con la pena superiore a tre anni oppure l`autorizzazione fondata su un`esplicita norma e l`assoluta indispensabilità perla prova dei fatti.

Analoga anche la procedura da rispettare. Il Pm, che la richiede al Gip, oppure anche il giudice stesso, d`ufficio, possono stabilire l`effettuazione di una forma di perizia invasiva della libertà personale come quella indirizzata a ottenere il profilo del Dna dell`interessato attraverso il prelievo di peli, capelli, mucosa. Le finalità possono poi anche essere diverse dall`ovvia ricerca dell`identificazione del colpevole di un reato:

l`allargamento della perizia ha infatti come obiettivo anche di cancellare dalla scena delreato figure che con questo non c`entrano affatto (passanti, forze di polizia, infermieri e medici).

Una sorta di sterilizzazione quindi con l`obiettivo di non disperdere le indagini in direzioni irrilevanti.

L`ordinanza emessa dal Gip per lo svolgimento del prelievo, sia in forma coattiva sia consensuale, deve però prevedere, nei confronti di tutti i soggetti, minorenni o adulti, una serie indispensabile di elementi.

Tra questi: l`indicazione del reato per cui si procede e la descrizione sommaria del fatto, le ragioni che rendono assolutamente indispensabile l`effettuazione del prelievo, l`avviso che in caso di mancata comparizione potrà essere disposto l`accompagnamento coattivo.

Nelle modalità vanno evitate quelle più invasive o che rischiano di mettere in pericolo la vita o la salute della persona interessata. In caso di assenza del difensore nominato, l`atto va considerato nullo.

È prevista poi una procedura d`urgenza affidata in prima battuta all`intervento del pubblico ministero che dispone l`effettuazione del prelievo anche forzoso chiamando il Gip apronunciarsi entro le successive 48 ore. I profili, anche dei minori, dovranno poi confluire nella banca dati del Dna, ma i campioni biologici andranno distrutti all`esito della perizia o, al più tardi, con la conclusione definitiva del procedimento. La norma si pronuncia solo sulla distruzione dei campioni, senza nulla dire sul destino dei profili. Inseriti nell`archivio generale potrebbero rimanervi per non meno di 40 anni. Un`apparente incongruenza, che andrebbe chiarita, perchè i profili del Dna di chi è stato prima indagato e poi assolto vengono invece cancellati dopo il proscioglimento, mentre quelli destinati a una conservazione estremamente ampia sono invece anche quelli di chi dal procedimento penale è stato solo lambito.

L`allargamento
Coinvolti i minorenni a li prelievo di campioni biologici con l`obiettivo di tracciare il profilo del Dna da fare confluire nella banca dati nazionale, cui hanno accesso solo polizia e autorità giudiziaria, pub essere disposto anche nei confronti di minorieincapaci

Le forme
Il consenso deve essere fornito dal genitore reo dal tutore ma è possibile anche l`utilizzo della forza per poter procedere al prelievo di capelli, peli o mucosa

Le condizioni
L`effettuazione dell`operazione èsubordinata alfatto che sia in corso un procedimento per un reato sanzionato con almeno tre anni di carcere oppure che l`autorizzazionesia fornita da una specifica norma e che il prelievo sia indispensabile per l`accertamento dei fatti

La procedura
Il controllo èsempre affidato alGip che può procedere su richiesta del pubblico ministero o anche d`ufficio; è possibileanche una procedura d`urgenza affidata al Pm, ma soggetta a successiva convalida da parte del Gip, entro 48 ore

La conservazione
I campioni biologici saranno distrutti all`esito della perizia o al termine del procedimento (restano comunque delle incertezze sulla sorte dei profili del Dna che ne sono stati tratti)

La segnalazione
Sul Sole 24 ore di ieri l`analisi dei contenti della legge che ha recepito nel nostro ordinamento iltrattatodi Prumdisciplinando l`istituzione della banca dati del Dna nel nostro Paese. Entro un anno dovrà essere effettuato il prelievo dei campioni biologici nei confronti di tutti gli oltre 63.000 detenuti. I profili saranno conservati per 40 anni [.]