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Riforma della Giustizia: ecco i cambiamenti al procedimento penale
Di Loredana Morandi (del 31/05/2009 @ 22:45:07, in Politica, linkato 2323 volte)
Riforma della Giustizia:
ecco i cambiamenti al procedimento penale


di F.Iannello

Il cavaliere annuncia che il governo è pronto a cambiare la Costituzione per vietare l’appellose si è assolti in primo grado.

Il Ddl approvato venerdì dal Consiglio dei ministri dovrebbe avere l’obiettivo di riformare il processo penale. I cambiamenti apportati riguardano i limiti ai poteri del Pm, maggiore autonomia della polizia giudiziaria, un ampliamento dei poteri per la difesa degli imputati e novità su giudici e competenze.

Berlusconi ha però precisato che la riforma della giustizia non sarà completata fino a quando non verrà inserito il divieto di appello dei Pm in caso di assoluzione dell’imputato in primo grado: “Se sarà necessaria una riforma costituzionale la affronteremo” ha affermato.

Il Ddl indebolisce i poteri dei Pm e potenzia quelli della difesa; obbliga il giudice ad astenersi se esprime giudizi tali da compromettere la sua imparzialità, al di fuori del processo, nei confronti delle parti; propone la revisione delle condanne definitive se la Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia per violazione dei diritti della difesa; impone la trasmissione on line dei dati sulla produttività degli uffici ogni tre mesi. Ancora viene allargato il campo d’azione delle Corti d’assise (composte da due giudici togati e da sei popolari), che saranno in grado di giudicare anche reati come associazione di stampo mafioso o per traffico di droga, sequestro di persona, terrorismo, pure in caso l’imputato dovesse richiedere il rito abbreviato (adesso decide il Gup). La decisione riguardo le misure cautelari sarà di competenza del Tribunale distrettuale in composizione collegiale, non più del Gip, il quale continuerà a decidere se convalidare arresto in flagranza e fermo. Resta il giudizio direttissimo davanti al Tribunale monocratico, ma la misura cautelare eventualmente applicata dovrà essere confermata sempre dal Tribunale collegiale distrettuale, entro 20 giorni. Chi ha subito una condanna a non più di tre anni potrà godere dell’affidamento in prova solo se accetterà di svolgere lavori socialmente utili. Lo stesso vale per i detenuti a cui restano da scontare tre anni di carcere.

In sintesi, i cambiamenti sostanziali del processo penale riguardano:

1 Limiti ai poteri del Pm: il Pm “ non può più prendere cognizione diretta delle notizie di reato. Si limiterà a riceverle dalla polizia giudiziaria”. Quest’ultima “ godrà di maggiore autonomia, così da svolgere investigazioni anche autonome rispetto a quelle delegate da Pm”. Infine, è previsto “un maggiore controllo sulle richieste di provvedimenti cautelari formulate dal Pm” tramite il visto obbligatorio del capo dell’ufficio.

2 Polizia giudiziaria più autonoma: la polizia giudiziaria “potrà compiere tutti gli atti urgenti anche dopo che il Pm ha assunto la direzione delle indagini e svolgere di iniziativa ogni attività necessaria ad accertare reati”. Eccetto casi particolari, “ la polizia giudiziaria svolge le indagini e relaziona al Pm entro sei mesi” mentre per gli accertamenti tecnici, interrogatori o confronti con l’indagato dovrà farsi autorizzare dal Pm.

3 Diritto alla prova, impugnazioni: potere ampliato dell’imputato di far ammettere le prove a discarico. “A parziale contrappeso, si impone maggiore rigore nell’indicare la rilevanza dei testimoni”. Non più vietate le prove superflue. Entro tre giorni dalla lettura del dispositivo della sentenza, Pm, imputato o parti civili devono dire se faranno appello. Se nessuno impugna, il giudice motiva la decisione con una sentenza breve.

4 Revisione delle sentenze: sarà accettata la richiesta di revisione delle sentenze di condanna se la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per violazione del diritto di difesa. Il processo verrà sospeso se l’imputato è assente quando si procede per reati fino a cinque anni, cosiddetti a citazione diretta o sui quali è competente il giudice di pace.

5 I processi in corte d’assise: ai reati già previsti, si aggiungono l’associazione di stampo mafioso o per traffico di droga, sequestro di persona per estorsione e terrorismo. In caso di rito abbreviato per questi reati non è più competente il Gip ma la Corte d’assise. Si introducono criteri più certi per determinare il giudice territorialmente competente se non è individuabile il luogo in cui è stato commesso il reato.

6 Astensione e ricusazione: previsto “l’obbligo di astensione del giudice che ha espresso giudizi fuori dall’esercizio delle funzioni giudiziarie nei confronti delle parti del procedimento e tali da recare pregiudizio all’imparzialità del giudice”. Sarà inoltre controllata l’efficienza delle toghe attraverso sistemi di rilevamento informatici.


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