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Venezia Tribunale: Taglio Cancellieri, 155 in meno
Di Loredana Morandi (del 30/05/2009 @ 06:04:07, in Sindacati Giustizia, linkato 3104 volte)
Organici - tribunale della serenissima

Giustizia, taglio di cancellieri: 155 in meno

Le nuove tabelle prevedono una riduzione del personale amministrativo. Sindacati in rivolta. Tribunale di Venezia, per le cancellerie nuovi tagli.


VENEZIA – «Mi auguro che il governo provveda in modo chirurgico alla revisione delle piante organiche del Veneto. Solo così i nostri concittadini potranno avere una risposta di giustizia». Con queste parole dure, pronunciate di fronte al sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati, la presidente della Corte d’appello di Venezia Manuela Romei Pasetti aveva aperto l’anno giudiziario lo scorso 31 gennaio. Le speranze della presidente rischiano però di rimanere lettera morta. Nei giorni scorsi, infatti, le segreterie nazionali dei sindacati confederali hanno ricevuto le prime tabelle del personale amministrativo distretto per distretto, punitive per tutti i tribunali, compresi quelli veneti. Commessi, cancellieri, operatori giudiziari e altre figure passerebbero infatti da 2051 a 1896, con un taglio secco di 155 unità.

Piante provvisorie Il capo dipartimento dell’organizzazione giudiziaria Luigi Birritteri ha spiegato che sono «piante organiche provvisorie». Ma i sindacati non si fidano, visto che il governo da mesi sta lavorando ai numeri dei cancellieri di tutta Italia. «Si tratta di tagli meno che ragionieristici, fatti solo per risparmiare», ha commentato Cosimo Arnone, sindacalista Cgil della funzione pubblica, ieri a Mestre per la «Giornata provinciale della giustizia», organizzata dalla sua sigla sindacale.

La scopertura Già oggi in servizio ce ne sono molto meno: 1731, con tassi di scopertura che in alcune sedi sfiorano il 40 per cento. A crescere saranno invece le figure meno qualificate, tipo i commessi (da 120 a 199) e gli operatori giudiziari B1, ovvero i dattilografi (da 152 a 234), che non hanno nemmeno il potere di firma degli atti. «Al personale sarà richiesto anche ciò che non è nelle sue qualifiche, con tutto quello che ne consegue», aggiunge Maria Salvagno, cancelliera del giudice di pace di Mestre e coordinatrice provinciale giustizia della Cgil. Già oggi capita per esempio che in udienza vadano operatori che non sono nemmeno cancellieri.

A chi giova La domanda la pone il presidente dell’Anm regionale Enrico Stefani, giudice penale a Venezia. «Cui prodest? Un sistema inefficiente serve solo ai grandi debitori e ai grandi criminali – attacca – I primi sono spesso le stesse amministrazioni pubbliche, dei secondi alcuni siedono anche in Parlamento». La carenza di personale infatti blocca il sistema giustizia. «Io sono convinto che i giudici siano in numero sufficiente – conclude Stefani – Il problema è che se una sentenza non viene poi resa esecutiva dalla cancelleria, è carta straccia».

Alberto Zorzi per
Il Corriere del Veneto
29 maggio 2009