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Papi Silvio e Billy Ballo - articolo critico
Di Loredana Morandi (del 24/05/2009 @ 03:44:02, in Osservatorio Famiglia, linkato 1272 volte)
Papi Silvio e Billy Ballo


Sono fermamente convinta che l'antiberlusconismo fine a se stesso non sia strumento utile a nessuna campagna elettorale, eppure periodicamente ogni anno in maggio assistiamo ad una recrudescenza di tale fenomeno.

E' preoccupante inoltre l'uso strumentale fatto dalla stampa su concetti come la pedofilia, ovvero l'interesse sessuale di adulti nei confronti di minori. Una casistica abusata al punto di creare l'assioma: prete uguale pedofilo, che non si confà al caso Papi Silvio/Noemi, perché 17 anni è l'età media di una aspirante modella che partecipa a Miss Italia. E non si confà al modus operandi di Mediaset per coloro che diverranno i suoi ancor man - ancor woman.

Bisogna essere vecchi e senza figli per non ricordare che Paolo Bonolis ha fatto un decennio di praticantato in Bim Bum Bam, trasmissione pomeridiana dedicata ai bambini. Oppure che Cristina d'Avena, colei ci ha ammorbato negli ultimi 20 anni cantando tutte le colonne sonore di tutti i cartoni animati giapponesi dati in programmazione su Italia Uno, o che la iena Alessia Marcuzzi non abbiano avuto un identico curriculum vitae prima di divenire legionari nelle schiere di Berlusconi (a me la indicarono come raccomandata di ferro addirittura un marchese in "500" e un principe con il "ciao", gli ottimi giovani rampolli della antica nobiltà romana con i quali lavoravo). Noemi, ve lo dico io, la ritroveremo presto in uno degli innumerevoli show mediasettiani, perché la ragazza ha una prerogativa d'eccezione: sembra una dell'est europeo pur essendo italiana, evviva iddio una bionda nostrana.

Oltre al cattivo investimento politico sull'antiberlusconismo, c'è l'errore sociale della creazione del mitismo.

Da antica femminista so bene che gli uomini del potere da sempre amano circondarsi di belle donne, specie se giovinette, come retaggio colto dal feudale jus primae noctis, ma da qui a provocare una arringa come quella di Berlusconi ai danni della velina Marcegaglia, beh.. ne corre. Berlusconi ha creato una nuova moda, e possiamo scommettere che ora l'intera assemblea di Confindustria ci gratificherà della propria maleducazione e del personalissimo commercio in carne umana (vedi i processi di Potenza), come se non fosse già bastato il pietoso duetto Brunetta - Bignardi. o le di lui esternazioni consuete.

Billy Ballo è, al pari dell'uso sbagliato fin elettorale di fenomeni come la pedofilia, un prodotto commerciale. Il porcile da high society di oggi prevede le presenze protocollari della velina, del transessuale ed ora anche del pedofilo. Perché, che "party" sarebbe senza di essi?

Quindi l'attorucolo, contando sulle lungaggini burocratiche della giustizia e sull'inafferrabilità data dai tre gradi di giudizio, ha pensato bene di "targhettarsi" pedofilo per l'high society e lo ha fatto nel solito modo: "con il circuire e coercire una minorenne". Il suo obiettivo è raggiungo: creare la propria popolarità su facebook. Ora lui è il mito delle tredicenni che scrivono sui blog e altri social network cose oggettivamente ripugnanti come: - "Kawaiiii", com'è romantico! Billy Ballo "Ai", vieni anche da me. - ma nella realtà esse possono incontrare i tipi raccontati dalle Iene o altri personaggi simili.

A recepire sono sempre gli adulti che usano il web per l'espressione del proprio istrionismo, o che fanno sfoggio della propria corporea sessualità (la parola "fap" corrisponde esattamente all'atto di onanismo), circondati da aspiranti veline che sfogano la propria esuberante ricerca di un Dam (protettore) nell'esposizione pubblica di pornografia scattata di ritorno da una seduta alla toilettes (tutti son capaci di cliccare sul link "Spoiler"). La pericolosità sociale di questi personaggi è controllata, ma a scoppio ritardato. Infatti se pure è reperibile googlando questi nick una ipocondriaca bibliografia sull'epistassi e sul morso della zanzara, nonché una sorta di senile adesione al mangiapretismo generico italiota, che potrebbero denotare una certa involontaria incapacità a far del male ad una mosca, là dove imperasse la noia gli stessi nick sono capaci di convocare intere società del porno commerciale ad uso e consumo dei propri forummisti.

Concludendo, ho deciso che spedirò il mio curriculum a La Repubblica, perché se D'Avanzo lo passano al gossip, allora forse in redazione hanno bisogno di giornalisti in cronaca. Però... Se fossi in lui, protesterei ... soprattutto perché "Papà" denuncia ...

UPDATE lato Facebook: una ragazza, credendo di parlare con un nickname qualsiasi, mi ha accusata di non avere "senso dello Stato" e di non conoscere la "Libertà di Stampa".

A me, sì proprio a me. LOL !!! (laughing out loud
or laugh out loud)

E' proprio vero che il social network è veicolo principale dell'ignoranza, cioè del dato oggettivo del non sapere, pertanto ci si scrive di tutto. Spiegazione: il social network crea una sorta di massificazione del pensiero, ed in quanto strumento di per se massificante è pericoloso se gestito unilateralmente da chiunque voglia far propaganda. Questo è un principio applicabile ad ogni tipo di propaganda, naturalmente.

Vero è che questa storia di Noemi è l'ennesima manciata di sabbia negli occhi e al massimo porterà a scoprire il "riposo del guerriero" del personaggio indiziato di nefandezze, mentre il PD sarà libero di proporre l'ennesima, inutile, candidatura di giornalisti pescati in Rai, inesistenti sul piano sociale e che al massimo han rivolto un ciao ai colleghi delle Agenzie Nazionali. Il tutto senza programma.


E, su. Siamo realisti. D'Avanzo lo abbiamo difeso tante volte nelle sue battaglie, ma che faccia gossip è imperdonabile proprio per questo. Perché diciamola tutta, cosa vuoi che gliene freghi agli italiani di una velina, quando il portavoce di Prodi ci ha già fatto ingoiare il rospo delle sue pruderie autostoppiste con i transessuali?

Come la Legge, anche i Valori Morali dovrebbero essere Uguali per tutti.

Loredana Morandi