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Toghe Elette dal Popolo - rassegna agenzie
Di Loredana Morandi (del 19/05/2009 @ 02:16:10, in Magistratura, linkato 1345 volte)
2009-05-18 19:12

GIUSTIZIA: ANM, CON PM ELETTI A RISCHIO INDIPENDENZA

ROMA - L'idea di far eleggere i pm dal popolo mette a rischio la loro indipendenza e compromette l'interesse dei cittadini ad avere magistrati sganciati dal potere politico. Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara boccia senza appello la proposta del leader della Lega Umberto Bossi.

"E' in gioco l'indipendenza del titolare dell'azione penale dal potere politico" avverte il leader del sindacato delle toghe. ''La previsione contenuta nella Costituzione dell'accesso in magistratura attraverso il concorso e' garanzia per il cittadino di avere magistrati indipendenti dal potere politico. Prevedere invece l'elezione direttamente dal popolo di un magistrato e quindi anche di un pm rischierebbe di farne una parte inevitabilmente caratterizzata politicamente'', dice Palamara . Il presidente dell'Anm riconosce che in altri ordinamenti, come quello americano, i procuratori vengono eletti.

Ma, dice, ''non si possono prendere solo alcuni pezzi di un sistema che e' del tutto diverso dal nostro, che contiene invece la garanzia dell'indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato''; un principio che - conclude- ''va difeso nell'interesse dei cittadini''.

GIUSTIZIA CASCINI: ANM, TOGHE ELETTE DA POPOLO? COSTITUZIONE E' COSA SERIA

ultimo aggiornamento: 18 maggio, ore 13:02
Roma, 18 mag. (Adnkronos) - "La Costituzione italiana e' una cosa molto seria e non dovrebbe mai essere affrontata con battute estemporanee". Lo dichiara all'ADNKRONOS il segretario dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Cascini, commentando la proposta del ministro delle Riforme e segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, di magistrati eletti dal popolo.

Giustizia; Cascini (Anm): No a toghe elette dal popolo

15:33 - POLITICA- 18 MAG 2009
Se sistema giudiziario non funziona è anche a causa di Castelli

Roma, 18 mag. (Apcom) - L'Associazione nazionale magistrati boccia, per bocca del suo segretario, la proposta avanzata di recente dal leader della Lega Umberto Bossi sulla elezione popolare dei giudici. "La nostra opinione - spiega Giuseppe Cascini interpellato per un commento - è che sia molto inopportuno lanciare proposte di radicale modifica dell'assetto costituzionale della magistratura con delle battute, soprattutto se ciò proviene da un ministro della Repubblica. Il sistema di accesso in magistratura è disciplinato dalla Costituzione, che garantisce un elevato livello di professionalità, di autonomia, di imparzialità. Tutto è modificabile - precisa Cascini - e il Parlamento ha il potere di intervenire anche sulle norme costituzionali. Ma lo deve fare attraverso il metodo democratico del confronto e della riflessione. Mentre una disposizione che consenta di esercitare cariche pubbliche in una regione solo a persone nate in quella regione contrasta con tutti i principi fondamentali universalmente riconosciuti e quindi - per Cascini - non potrebbe essere realizzato nemmeno con un modifica costituzionale". La giustizia italiana, secondo il segretario dell'Anm, "si trova in una crisi gravissima di funzionalità della quale molta parte di responsabilità è da attribuire al ministro Castelli, che in un'intera legislatura si è occupato esclusivamente della riforma dell'assetto dei magistrati, peggiorando in tutti i settori le condizioni di funzionamento del sistema".


GIUSTIZIA: ROIA (CSM), TOGHE ELETTE DAL POPOLO? PROPOSTA CONTRADDITTORIA E SENZA SENSO

ultimo aggiornamento: 18 maggio, ore 13:21
Roma, 18 mag. - (Adnkronos) - ''Non si capisce il senso della proposta di Bossi, alla luce dei principi costituzionali e delle opinioni culturali che vogliono i magistrati non politicizzati''. Questo il commento del togato di Unicost al Csm, Fabio Roia, alla proposta del ministro delle Riforme e segretario federale della Lega Nord Umberto Bossi di magistrati eletti dal popolo. Roia sottolinea come avere dei magistrati su elezione popolare comporterebbe una ''manifestazione del consenso e dunque una politicizzazione delle toghe all'eccesso. A mio parere in contraddizione a cio' che questa parte politica ha sostenuto finora, contraria ad una magistratura politicizzata''.

GIUSTIZIA: GHEDINI, PM ELETTI SPAVENTA ANM ARROCCATA SU PRIVILEGI CASTA. PROPOSTA BOSSI IDEA PERCORRIBILE MA VALUTARE CON ATTENZIONE 

ultimo aggiornamento: 18 maggio, ore 15:26
Roma, 18 mag. (Adnkronos) - ''E' un'idea percorribile, ma va valutata con attenzione''. Niccolo' Ghedini, deputato del Pdl e legale del premier, spiega all'ADNKRONOS che la proposta di Umberto Bossi di eleggere i pm come in Svizzera e negli States e' gia' prevista dal ddl sulla giustizia e bisogna verificarne la fattibilita' nel rispetto della Costituzione. Il parlamentare azzurro getta acqua sul fuoco (''non e' una riforma che spaventa'') e replica cosi' al segretario dell'Associazione nazionale dei magistrati, Giuseppe Cascini, contrario all'elezione popolare delle toghe in salsa leghista: ''Soltanto l'Anm arroccata sui privilegi della casta si puo' preoccupare''.

GIUSTIZIA: DI PIETRO, BOSSI SU TOGHE VENETE? CONTRO COSTITUZIONE ED ETICA POLITICA

'FACCIO MIE LE DICHIARAZIONI DEL SEGRETARIO ANM CASCINI'


ultimo aggiornamento: 18 maggio, ore 18:06
Roma, 18 mag. (Adnkronos) - Con l'Anm, contro la Lega nord e il ministro Bossi. Il leader di Italia dei valori Antonio Di Pietro si schiera, dopo le dichiarazioni dell'espoentne leghista sulla necessita' di avere in Veneto magistrati veneti, eletti dal popolo e dunque legati al loro territorio. "Faccio mie le posizioni del segretario dell'Associazione nazionale magistrati, Cascini", dichiara Di Pietro all'ADNKRONOS concordando con la 'bocciatura' espressa dall'esponente dell'Anm.

Giustizia/ Brigandì (Lega): Infondati attacchi Anm a pm eletti
"Sono alcuni magistrati che hanno attaccato la Costituzione"


Roma, 18 mag. (Apcom) - "Bossi ha innescato un argomento che prima o poi doveva esplodere: quello del pubblico ministero elettivo. Infondati sono gli attacchi dell'Anm, subito seguita a ruota dall'ex magistrato oggi parlamentare Tenaglia e dall'ex magistrato e anche lui parlamentare Ferranti, che dimostrano che abbiamo ormai il partito dei magistrati in Parlamento". A dichiararlo è il deputato Matteo Brigandì, capogruppo della Lega Nord in commissione Giustizia a Montecitorio, che rispondendo alle accuse dei parlamentari dell'opposizione sottolinea: "Bossi ha perfettamente ragione quando afferma che i pubblici ministeri dovrebbero essere eletti. Questo non è un attacco alla Costituzione ma semplicemente fa notare che sono i magistrati che hanno a loro volta attaccato la Costituzione, e non essendo perciò più coerenti con il dettato costituzionale devono essere riformati". "I magistrati - afferma Brigandì - devono essere sottoposti alla legge e garantire l'esercizio dell'azione penale nei confronti di tutti: in realtà non sono sottoposti alla legge e lo dimostrano i tentativi ormai repentini di smontare alcune leggi come ad esempio la Bossi-Fini. Sono i magistrati quindi che hanno travalicato, ovviamente solo quelli che fanno politica, nel piccolo e nel grande. I magistrati hanno ritenuto di poter dunque essere al di sopra della Costituzione in alcuni casi e quindi bisogna ricorrere ad un rimedio. L'unico metodo - conclude Brigandì - è quello di ridare il potere al popolo perché non si può pensare ad una giustizia assolutamente non controllata da nessuno". 

GIUSTIZIA: MANTOVANO AD ANM, DISCUTERNE CON CAUTELA MA SENZA DEMONIZZAZIONI

ultimo aggiornamento: 18 maggio, ore 18:26

Roma, 18 mag. - (Adnkronos) - Le riforme in materia di giustizia "vanno affrontate con cautela ed attenzione, soprattutto in un'ottica di insieme e con una visione di quadro, ma non ci devono essere demonizzazioni e nessuno si deve sentire per questo una 'vergine violata'. Anche perche' ad esempio, in tema di obbligatorieta' dell'azione del pm, in Italia l'azione penale e' gia' di fatto discrezionale nella pratica quotidiana". Il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano commenta cosi' all'ADNKRONOS le dichiarazioni del segretario dell'Anm Giuseppe Cascini, che aveva criticato l'ipotesi avanzata da Umberto Bossi di giudici eletti dal popolo e su base regionale.



Il segretario dell'Associazione nazionale magistrati Cascini, ribatte a Bossi
"Il nostro sistema è previsto dalla Costituzione ed è uno tra i migliori nel mondo"

L'Anm e le toghe elette dal popolo
"La Costituzione è una cosa seria"


"Sconcerta il razzismo legato alla provenienza regionale di funzionari Statali"
Tenaglia (Pd): "Proposta stravagante e completamente inaccettabile"

ROMA - "La Costituzione italiana è una cosa molto seria e non dovrebbe mai essere affrontata con battute estemporanee". Lo dichiara il segretario dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Cascini, commentando la proposta del ministro delle Riforme e segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, di magistrati eletti dal popolo.

Cascini sottolinea come il sistema di accesso in magistratura italiano "è previsto dalla Costituzione ed è un sistema tra i migliori nel mondo per le garanzie che offre in termini di professionalità e indipendenza; mentre non credo - aggiunge- che lo stesso possa dirsi con riferimento ad altre funzioni di nomina elettiva".

Bossi giorni fa aveva lanciato la proposta che i magistrati siano eletti dal popolo e aveva aggiunto che "il Veneto avrà i suoi magistrati perché non se ne può più di non avere neppure un magistrato veneto". Quanto la provenienza territoriale dei magistrati reclamata da Bossi, Cascini conclude che "appare sconcertante che ancora oggi si debbano sentire manifestazioni di razzismo legate alla provenienza regionale dei funzionari dello Stato, ed è molto grave che una così grande offesa alla Costituzione venga da un ministro della Repubblica".

Per Lanfranco Tenaglia, responsabile giustizia del Pd, "la proposta di eleggere i pubblici ministeri è stravagante e completamente inaccettabile". Per l'esponente del Partito democratico. "la nostra Costituzione impone che il pm sia autonomo ed indipendente, cosa che stride completamente con l'elezione che vedrebbe il pm espressione di una parte politica. Altro che parità tra accusa e difesa, il pm eletto sarebbe espressione di parte e non tutela dell'interesse dei cittadini ad avere un giudizio equo e paritario. Si tratta - conclude Tenaglia - dell'ennesimo attacco ai principi costituzionali e all'equilibrio dei poteri dalla Costituzione repubblicana".

(La Repubblica -18 maggio 2009)