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Mafia: Scarcerazioni Bari, Scontro Procura e Ufficio Gip
Di Loredana Morandi (del 16/04/2009 @ 13:56:57, in Magistratura, linkato 1160 volte)
2009-04-16 19:54

MAFIA:SCARCERAZIONI BARI, SCONTRO PROCURA E UFFICIO GIP

BARI (Ansa)- E' scontro sulle scarcerazioni dei 21 presunti malavitosi a Bari. Tra procura e ufficio gip del tribunale della città è il giorno dei distinguo e delle polemiche alle quali non è indifferente il Csm che ha subito aperto un'istruttoria e ha convocato per il 28 aprile prossimo i presidenti di Corte d'appello, tribunale e ufficio gip. Quest'ultimo ha già consegnato in Corte d'appello la relazione contenente la cronistoria dei fatti che sarà subito inviata agli ispettori del ministero della Giustizia.

I pubblici ministeri non hanno gradito le dichiarazioni del presidente dell'ufficio del giudice per le indagini preliminari, Giovanni Leonardi, che ieri aveva espresso perplessità sull'utilità, da parte degli inquirenti, di istruire maxiprocessi come quello a carico degli Strisciuglio che il 16 gennaio 2008 ha portato a 150 condanne e a dieci assoluzioni e, da ieri, alla scarcerazione di 21 presunti mafiosi e trafficanti di droga solo perché il gup che li ha giudicati con rito abbreviato, Rosa Anna De Palo, non è stata in grado di depositare in 15 mesi le motivazioni della sentenza di primo grado.

Per questo, quasi certamente, un'altra trentina di affiliati al clan, condannati a pene superiori a dieci anni di reclusione, lascerà il carcere nell'ottobre prossimo.

Il primo a replicare ai rilievi mossi dal giudice Leonardi è il coordinatore della Dda, Marco Dinapoli, che spiega ai cronisti che "il compito della procura è di raccogliere prove e di sostenere l'accusa in giudizio. Le strategie processuali sono di nostra competenza e crediamo di operare nel migliore dei modi". "Se delinquono in tanti - afferma il procuratore aggiunto Dinapoli - non è colpa nostra. Cosi come non è colpa nostra se il sistema giudiziario non è in grado di gestire queste situazioni". Perché accade tutto ciò? Perché - conclude - "c'é una debolezza del sistema giustizia che è evidente.
E' l'organizzazione che non riesce a gestire una domanda di giustizia così elevata, soprattutto da quando il rito abbreviato è diventato un diritto dell'imputato e non è più vincolante il nostro parere".

Rompe il silenzio anche il pubblico ministero della procura antimafia che ha istruito il processo al clan Strisciuglio, Desiré Digeronimo, che sottolinea che "la Dda ha concluso il maxiprocesso nel rispetto dei termini di custodia cautelare. E che eventuali problemi ricollegabili a carenze del sistema giudiziario o ai carichi di lavoro di altri uffici non competono a chi deve esercitare l'azione penale e concludere i processi".

Resta zitto, invece, il giudice De Palo, da qualche mese promossa dal Csm alla presidenza del tribunale per i minorenni di Bari. Chi l'ha sentita riferisce che è avvilita, mortificata e stupita dal clamore suscitato dalla vicenda. Lei forse si aspettava le scarcerazioni e, forse anche per questo, nei mesi scorsi aveva cominciato a concedere ad alcuni condannati gli arresti domiciliari.