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Intercettazioni - rassegna da Il Messaggero del 23.02.09
Di Loredana Morandi (del 23/02/2009 @ 14:02:31, in Politica, linkato 1090 volte)

Intercettazioni, Bongiorno: riflettere su  
diritto cronaca. Di Pietro: stato di polizia 

Relazione di minoranza: si entra nel buio della democrazia

ROMA (23 febbraio) - All'esame dell'aula di Montecitorio il ddl intercettazioni. Il testo era stato approvato dalla Commissione Giustizia la settimana scorsa con i soli voti della maggioranza e l'astensione dell'Udc. L'Idv ha presentato una sua relazione di minoranza. Bongiorno: si rifletta su diritto di cronaca. Il presidente della Commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno, come relatore, difende a spada tratta il ddl ma sull'impossibilità per i giornalisti di poter scrivere qualsiasi cosa sugli atti fino alla fine delle indagini preliminari, chiede che si apra una riflessione. «Io credo che se le indagini si dilatano nel tempo: se gli atti non sono più coperti da segreto; e se c'è un reale interesse della collettività a sapere, si potrebbe provare a riflettere sulla possibilità che la stampa dia notizia del contenuto o del riassunto di atti non più coperti dal segreto».

Bongiorno: riforma equilibrata e necessaria. In merito al ddl del governo la Bongiorno definisce la riforma del sistema delle intercettazioni «equilibrata» e «necessaria». In particolare ricorda il tetto di spesa previsto per le intercettazioni con un emendamento dell'Udc approvato in Commissione e, a proposito dell'emendamento firmato da Deborah Bergamini (Pdl) che prevede il carcere per i giornalisti, sottolinea come riguardi esclusivamente «le intercettazioni che dovevano essere distrutte». E sempre su questo punto riferisce che la previsione del carcere era quella già contenuta nel codice sulla privacy e cioè da uno a tre anni. Ma, la stessa maggioranza, ha chiesto che in alternativa al carcere venga inserita anche la possibilità di pagare una sanzione, come risulta dai pareri della Commissione cultura della Camera. 

Minoranza: nel buio della democrazia. Le relazioni della minoranza sono state illustrate dal capogruppo del Pd in Commissione giustizia Donatella Ferranti e il responsabile giustizia dell'Idv Federico Palomba. La Ferranti, in particolare, ha sostenuto che se questo ddl venisse approvato diventerebbe davvero impossibile continuare a usare le intercettazioni come mezzo di prova e ha criticato con fermezza l'ipotesi dei gravi indizi di colpevolezza previsti come requisiti necessari per poter chiedere le intercettazioni. Secondo Palomba con questo testo si entra «nel buio della democrazia». E anche lui punta il dito contro l'obbligo dei gravi indizi di colpevolezza per poter controllare le conversazioni telefoniche. «Questo ddl - ha sottolineato Palomba - è gravemente intriso di pesanti illegittimità costituzionali». Palomba, quindi, ha criticato l'intera struttura della riforma ricordando, infine, come sia possibile per il ministro della Giustizia arrivare addirittura a rifiutare i fondi per le intercettazioni a quegli uffici giudiziari che «magari stanno intercettando dei potenti». Sia Palomba, sia la Ferranti, hanno difeso poi il diritto di cronaca che, se il ddl intercettazioni diventasse legge, verrebbe completamente cancellato. Fino alla chiusura della fase delle indagini preliminari, infatti, sarà impossibile per chiunque pubblicare qualsiasi cosa che riguardi gli atti del procedimento o il contenuto di questi.

Di Pietro: verso stato di polizia. «Stiamo davvero andando verso uno Stato di Polizia, perchè si potrà arrestare chi si vuole senza che il cittadino lo venga a sapere». È questa una delle critiche che il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, muove al disegno di legge. Ma Di Pietro attacca la riforma del governo su quasi tutti i fronti, non solo quello del divieto di informare. Secondo il deputato è «assolutamente assurdo», anche il fatto che vengano caricati solo i tribunali distrettuali della decisione di autorizzare le intercettazioni e di prorogarle: «ma vi rendete conto delle migliaia di carte e di fascicoli che dovranno fare il giro d'Italia solo per mettere in condizione il tribunale distrettuale di valutare le richieste del Pm? E poi parlate tanto di violazione del segreto... Ma con tutto questo prendere e portare gli atti del procedimento, forse - ironizza Di Pietro - si farebbe prima a consegnare gli atti secretati direttamente negli uffici stampa...». «E poi - sottolinea il leader dell'Idv - con questo Ddl diventerà impossibile accertare l'associazione a delinquere, perchè il magistrato per arrivare a dire che c'è una associazione a delinquere, deve prima scoprire tutti i reati che sono stati commessi dalle varie persone. Non può certo, in 60 giorni e con l'obbligo che ci siano gravi indizi di colpevolezza, arrivare a questo risultato». «Questo provvedimento - conclude - è dunque pura follia, ma può trovare una sua giustificazione solo se si persegue uno scopo: quello di garantire l'impunità a qualcuno di voi. Tutto questo ha un senso solo se serve a nascondere ai cittadini le malefatte che qualcuno compie nelle istituzioni».

Udc: riforma indispensabile e attesa. «La riforma sulle intercettazioni è indispensabile e attesa dal Paese. Il provvedimento è migliorabile in Parlamento. I gravi indizi di colpevolezza e il carcere per chi ne pubblica i contenuti restano al momento i due principali nodi da sciogliere. Ci auguriamo che il Governo, dopo aver dimostrato di non voler chiudere le porte al dialogo, non blindi il ddl, ma consenta alle opposizioni di proporre le modifiche necessarie per giungere ad un testo condiviso ed equilibrato». Lo ha affermato il deputato dell'Unione di Centro Roberto Rao, componente della Commissione Giustizia della Camera.

Il Messaggero