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Intercettazioni: Rassegna Comunicati dal Parlamento
Di Loredana Morandi (del 23/02/2009 @ 13:33:45, in Politica, linkato 1144 volte)
Intercettazioni, Ferranti (Pd) a Costa, contingentate dibattito per non mostrare divisioni

Ferranti (Pd): ddl è grave attacco a libertà di stampa. "La verità è che maggioranza è lacerata su questo provvedimento e non vuole discutere per evitare 'brutte sorprese' e scongiurare che gli elettori di An, Forza Italia e Lega possano comprendere che le norme sulle intercettazioni determinano un grave attacco alla sicurezza dei cittadini. Altro che tutela della privacy!". Così la capogruppo del Pd in commissione Giustizia, Donatella Ferranti, risponde al capogruppo del Pdl, Enrico Costa.
"Non è un caso - aggiunge - che la maggioranza abbia portato in Aula questo provvedimento 'allo scader del mese' per poter usufruire di quella norma del regolamento della Camera che consente il contingentamento il mese successivo. Tradotto: il governo e la maggioranza non vogliono discutere, non vogliono aprire alcun dibattito in parlamento per evitare di mostrate in Aula le proprie divisioni e l'assoluta incoerenza di un provvedimento che in nome di una apparente tutela della riservatezza impedisce l'accertamento dei reati e l'individuazione dei colpevoli".
"Si faceva prima a dire che certe indagini non si possono fare. Si faceva prima a seguire la linea di Berlusconi che è contrario a priori alle intercettazioni e le vuole eliminare. Invece il Governo non ne ha avuto il coraggio e ha creato un sistema di norme macchinoso che però, di fatto, arriva allo stesso risultato ponendo pesanti limitazioni all'uso di questo importante strumento di ricerca della prova. E' un grave attacco a valori essenziali del nostro sistema democratico: dalla effettiva repressione dei reati, alla compressione della libertà di stampa, alla sicurezza dei cittadini". Roma, 23 febbraio 2009


Intercettazioni, Pd: Governo compromette sicurezza in nome di 'lotta politica'

"Finalmente il governo ha confessato il vero scopo del ddl intercettazioni. Nella sua replica in Aula  il sottosegretario Caliendo si è lasciato sfuggire che il governo vede nelle intercettazioni un fastidioso 'strumento di lotta politica e non un mezzo per la ricerca della prova'. Ecco allora il vero motivo per cui devono essere eliminate. Peccato che grazie alle intercettazioni in questi anni sono stati risolti numerosissimi casi, e non solo legati alla criminalità organizzata e al terrorismo". Lo dichiara la deputata del Pd, componente della Commissione Giustizia della Camera, Marilena Samperi, che aggiunge: "con questo provvedimento il governo elimina un importantissimo strumento di indagine, sacrifica la sicurezza dei cittadini, compromette l'efficacia dell'azione investigativa, imbavaglia la stampa e fa carta straccia del diritto ad essere informati. Il ddl intercettazioni è un provvedimento oscurantista che, insieme alle ronde 'fai da te', fa parte di più vasto disegno per indebolire lo stato di diritto e privatizzare la sicurezza. Si tratta dell'ulteriore tassello del piano di deriva autoritaria al quale punta sempre più scopertamente il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi". Roma, 23 febbraio 2009


Sicurezza: Calipari (Pd), "L’ennesimo inganno, nel Decreto anti stupri non ci sono nuove risorse”

“Vengono riciclati 100 milioni già stanziati in Finanziaria”

"Con il decreto approvato dal consiglio dei Ministri siamo alla sicurezza ‘creativa’: infatti, i soldi stanziati per le Forze di polizia non sono affatto risorse aggiuntive ma quelli che restano dopo la scure della Finanziaria, cioè appena 100 milioni, già insufficienti per l’ordinaria amministrazione, figuriamoci per quella straordinaria”. Lo denuncia la capogruppo del Pd in commissione Difesa, Rosa Villecco Calipari, la quale spiega: "la Legge Finanziaria ha tagliato ben 1 miliardo e 600 milioni per la tutela dell’ordine pubblico, la prevenzione e il contrasto del crimine e le frodi fiscali. Quei 100 milioni rimanenti ora vengono riciclati nel decreto nati-stupri e dunque il ministro La Russa, anziché vantarsi di questa nuova beffa del suo governo, farebbe bene a spiegare il blocco del turn over e tagli al personale che, come denunciano i sindacati di polizia  già da alcuni mesi, hanno prodotto un buco di 21.000 agenti. Dunque, mentre si ricorre a provvedimenti straordinari e “creativi”, non si dà attuazione alle norme ordinarie che almeno porterebbero al tanto atteso transito dei volontari delle forze armate che sono già risultati idonei e che hanno già prestato servizio per almeno quattro o sei anni nelle  forze armate". Roma, 23 febbraio 2009