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Spataro: "Battisti č un assassino, il suo processo fu giusto"
Di Loredana Morandi (del 16/02/2009 @ 15:09:29, in Magistratura, linkato 1326 volte)
Spataro: "Battisti è un assassino, il suo processo fu giusto"


Padova. Il figlio di Lino Sabbadin ucciso dal terrorista trent'anni fa, lancia un appello: "I giudici brasiliani decidano col cuore, non con la penna"

Padova. Un urlo, gli spari, un grumo di sangue sul grembiule bianco della mamma. Se li porta dentro da trent'anni, Adriano Sabbadin, quei tragici fotogrammi dell'omicidio del padre, di anniversari consumati in una preghiera e una visita in cimitero, avvolti dal silenzio delle istituzioni, ovattati dall'impotenza della giustizia.
Fino a ieri, spera, quando, grazie ad un incontro organizzato dalla Associazione vittime del terrorismo nella sede municipale di Padova, ha potuto - di fronte a politici, magistrati, a mogli e figli colpiti come lui dall'odio degli anni di piombo - ripristinare ruoli e responsabilità: suo padre, Lino, macellaio di Santa Maria di Sala, che aveva difeso la sua famiglia e il suo lavoro da un rapinatore, la vittima; Cesare Battisti, che con Diego Giacomini quel 16 febbraio 1979 gli sparò nel nome dei Proletari armati per il comunismo, l'assassino.
"I giudici brasiliani decidano con il cuore, non con la penna" si appella Adriano Sabbadin.
Un invito, quello di ripristinare verità e giustizia, che il procuratore della Repubblica aggiunto di Milano, Armando Spataro, interpreta con il piglio e l'autorevolezza di chi conosce le carte e ha guidato le inchieste. Sull'attualità, il magistrato non ha dubbi: "Cesare Battisti è un assassino, che è stato giudicato e condannato nella totale legalità e garanzia. Le tesi sostenute dal ministro della Giustizia brasiliano nei confronti del nostro sistema giudiziario sono pertanto offensive. Per l'estradizione di Battisti il governo italiano sta facendo tutto quello che è nelle sue possibilità".
Un Battisti, comunque, sostenuto da lobby internazionali e soprattutto dall'ignoranza.
"In un recente dibattito a Parigi - rivela Spataro - ho sentito professori universitari francesi sostenere che Battisti e gli altri terroristi italiani sono stati giudicati da tribunali speciali".
Anni, comunque, attraversati e vinti con leggi che mai hanno intaccato le garanzie democratiche dei cittadini. "La legge sui pentiti - ha insistito Spataro - è stata determinante per battere il terrorismo. Ancora poco si sa dei suoi effetti, ma posso assicurare che grazie alla collaborazione dei pentiti è stato possibile salvare molte vite umane".
Quanto alla proposta che periodicamente viene lanciata di chiudere la stagione del terrorismo, Spataro non ha dubbi: le leggi sui pentiti e gli ordinamenti carcerari sono stati sufficienti. In carcere sono rimasti i cosiddetti irriducibili e chi ha commesso altri reati. Niente amnistie, dunque.
Aspettando Battisti, Spataro ricorda a tutti le parole di Sandro Pertini: "Il nostro Paese è l'unico che può vantarsi di aver battuto il terrorismo nelle stanze della giustizia e non negli stadi".
Il dovere della memoria, perché nessuna democrazia e salda se non ricorda: questo il messaggio che parte da Padova. E per rafforzare questo esempio che l'Associazione Vittime del Terrorismo si appresta a formalizzare all'amministrazione comunale la richiesta di istituire una "Casa della Memoria".

Francesco Cassandro per Il Gazzettino