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Agenti e Coca: confessione di fronte al Giudice
Di Loredana Morandi (del 13/02/2009 @ 10:46:46, in Sindacati Giustizia, linkato 1226 volte)
Interessante vicenda giudiziaria, bisogna leggere il Secolo XIX più spesso ...

si rompe il muro di omertà di fronte al giudice

Agenti e coca, uno confessa
Ispezione del Capo della Polizia


Lo ha deciso Antonio Manganelli. Interrogatorio di convalida per i due agenti, con iniziali parziali ammissioni. Poi uno dei due rende una ampia confessione sui fatti e le connessioni investigative a lui contestate

15:53 | 13 febbraio 2009 | Genova
Il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha disposto immediatamente un’ispezione dopo che due poliziotti sono stati arrestati a Genova per spaccio di cocaina. E dagli interrogatori dei due agenti arrestati emergono inizialmente delle parziali ammissioni, poi uno dei due confessa.

I due poliziotti sono stati sospesi dal servizio. E nel giorno delle prima confessione arriva la decisione del capo della polizia. Antonio Manganelli, che ha disposto una inchiesta sul caso Genova.

Indagine amministrativa interna che - secondo quanto trapelato - dovrebbe prendere in esame sia il caso specifico e ultimo “deflagrato” con la vicenda degli agenti spacciatori e-o consumatori sia con altri episodi verificatisi negli ultimi anni sui quali - “la rivolta degli onesti” - i sindacati di polizia Silp Cgil e Sap avevano chiesto con durezza, dopo altri precedenti interventi, di intervenire con decisione con una indagine interna i cui esiti, nel caso, sarebbero stati anche da portare alla magistratura. I testi delle intercettazioni pubblicate oggi da Il Secolo XIX rendono l’idea di una situazione particolare e inquietante.

Gli agenti assuntori di droga sarebbero infatti una trentina e la diffusione dello “sniffo” sarebbe avvenuta in feste e altri incontri a Genova e nel Tigullio, in incontri ai quali avevano partecipato anche molti giovani frequentatori.

Intanto - come detto in apertura - i giudice per le indagini preliminari del tribunale di Genova, Daniela Faraggi, ha ascoltato i due agenti di polizia genovesi coinvolti nell’indagine.

I due imputati, Stefano Picasso (difeso dall’avvocato Giorgio Torrigino) e Morgan Mele (difeso dall’avvocato Enrico Grillo), hanno fornito prima parziali ammissioni sugli addebiti che sono stati mossi nei loro confronti. Con Picasso che ha poi reso una confessione ampia su tutti i fatti e le connessioni della vicenda a lui contestate nell’ordine di custodia cautelare e nelle prove di accusa ad esso allegate.

Gli avvocati di entrambi hanno chiesto che i due vengano concessi gli arresti domiciliari.

Secondo il pubblico ministero Vittorio Ranieri Miniati, Mele avrebbe anche presentato falsi certificati medici per avere un maggior numero di giornate libere da dedicare all’attività di spaccio. Un aspetto secondario della vicenda, ma considerato come un “mezzo a fine”, dall’accusa, per potere dare corso al resto delle altre e più gravi attività illecite contestate.

Gli interrogatori proseguiranno lunedì.