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Emergenza dipendenti, la giustizia chiede aiuto a Savona
Di Loredana Morandi (del 13/02/2009 @ 10:41:04, in Sindacati Giustizia, linkato 1321 volte)

Emergenza dipendenti,
la giustizia chiede aiuto

13 febbraio 2009| G. Cio

L’impossibilità di assumere e la concomitante messa in pensione di molti cancellieri rischia di far collassare la giustizia savonese. Nel tentativo di avere un appoggio dal mondo politico il presidente del Tribunale Giuseppe La Mattina ha incontrato i sindaci di savona, Albenga, Cairo, Finale e Varazze

La macchina della giustizia savonese è alle prese con organici ridottissimi che a volte impediscono anche il regolare svolgimento dell’attività o quanto meno costringono il personale in servizio a turni massacranti. Il problema è da tempo sotto la luce dei riflettori delle parti interessate, ma ieri l’argomento è stato esteso anche alla componente politica della società savonese che vive da vicino il rapporto con la giustizia.

Nell’ufficio del presidente del tribunale, Giuseppe La Mattina, si sono incontrati il procuratore della Repubblica Francantonio Granero ed i sindaci dei centri cittadini che ospitano una sede staccata del tribunale. Ecco, quindi, che a fianco del padrone di casa Federico Berruti e il segretario Piero Araldo, si sono ritrovati i sindaci di Cairo, Varazze, Finale e Albenga. Di fronte alle carenze di organici i vertici della giustizia hanno chiesto l’intervento della parte politica affinché faccia pressioni su Roma per «avere qualche rinforzo in più».

«Predisporremo un documento unitario» si è limitato a sottolineare il sindaco di Savona, Berruti. Una presa di posizione da inviare poi a Roma al fine di convincere sulla necessità di un rinforzo degli organici soprattutto nelle due sedi principali di Savona e Albenga, dove il lavoro cresce di quantità e al contrario cala il numero degli impiegati negli uffici. Da anni il caso Albenga è al centro dell’attenzione non solo dei vertici del palazzo di giustizia, ma anche dell’ordine degli avvocati (ieri al vertice rappresentato dal presidente Carlo Bertolotto) che spesso si trova alle prese con cancellerie al collasso e sicuramente sotto organico.

Proprio il tribunale ingauno, che da alcune parti si vuole che chiuda, da altre nessuno prende decisioni, vede all’orizzonte nubi nerissime. Entro la fine di quest’anno vanno in pensione le uniche due cancelliere responsabili, le uniche in grado di poter firmare tutti gli atti e senza la mancanza di altri vertici il collasso è apparentemente dietro l’angolo. Per questo è necessario far presto e trovare soluzioni (trasferimenti) visto che entro il 2010 anche la macchina del tribunale savonese perderà 4 cancellieri C1 ed eventuali applicazioni da Savona ad Albenga diverrebbero insostenibili.

La mancanza di figure professionali sottolineato e sostenuto da tempo dalle varie sigle sindacali degli operatori di giustizia, si è quindi trasformato in un problema concreto per i vertici del tribunale. E con tempi di soluzione, come detto, strettissimi.

Tra i punti “deboli” della macchina c’è anche Varazze, dove all’ufficio del giudice di pace c’è un commesso e un solo cancelliere B3, l’unico in grado di andare in udienza e di ricevere gli atti. Se manca lui (malattia o ferie) il cittadino è obbligato ad andare a Savona per depositare la documentazione che necessita la firma di un cancelliere.

Insomma, l’emergenza è veramente a livelli di guardia e mai come in questo momento le forze politiche devono rendersi conto che di questo passo la giustizia rischia il tracollo. Per mancanza di personale.

Il Secolo XIX