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Giustizia, il governo vara la riforma: limitati i poteri dei pm (Il Messaggero)
Di Loredana Morandi (del 06/02/2009 @ 11:38:01, in Politica, linkato 1659 volte)

Giustizia, il governo vara la riforma:
limitati i poteri dei pm

ROMA (6 febbraio) - Via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge di riforma del processo penale. Il provvedimento, che ha avuto oggi l'ok da palazzo Chigi, contiene cinque deleghi al governo a legiferare e punta a limitare i poteri del pm, attraverso una maggiore autonomia alla polizia giudiziaria, ampliando allo stesso tempo le prerogative della difesa. 

La riforma del processo penale, ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi, «sarà completa, quando sarà impossibile fare un processo di secondo grado a chi è stato assolto in primo grado». «Vedremo - ha agiunto il capo del governo - se sarà necessaria una riforma della Costituzione».

Quello sulla riforma del processo penale è stato un disegno di legge «lungamente elaborato, su cui c'è stato voto unanime di tutti i ministri», ha poi aggiunto il presidente del Consiglio nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi. «Abbiamo fatto un buon lavoro con l'obiettivo di garantire un processo penale più rapido e giusto», ha rimarcato il Guardasigilli Angelino Alfano.

Il provvedimento punta all'obiettivo di garantire il «giusto processo» con la «perfetta parità tra accusa e difesa, rendendo effettivo l'articolo 111 della Costituzione», ha sottolineato ancora il ministro della Giustizia. Il disegno di legge, ha aggiunto, prevede «una più efficace lotta alla criminalità» restituendo dopo 40 anni una serie di compiti alla polizia giudiziaria. 

Le novità, ha spiegato il ministro, riguardano l'introduzione della regola della comunicazione online nel processo penale e civile; la digitalizzazione della giustizia e «misure che sgraveranno il sistema di formalismi e consentiranno risparmi come le notifiche». Alfano ha sottolineato, riferendosi alla elezione dei vice procuratori onorari presso i giudici di pace, che «per la prima volta abbiamo reso effettivo un principio previsto dalla Costituzione che è la partecipazione del popolo all'amministrazione della giustizia».
 
«Le forze di sinistra e l'opposizione come l'Udc ma anche l'Anm potranno ritrovare in questo testo le proposte che hanno formulato in questi mesi», ha poi detto ancora Alfano.


Il Messaggero

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Giustizia, i punti della riforma: dall'autonomia della polizia alla digitalizzazione

ROMA (6 febbraio) - Limiti ai poteri del pm, maggiore autonomia alla polizia giudiziaria, poteri più ampi per la difesa degli imputati, competenze estese per la corte di assise, sospensione del processo agli irreperibili accusati di reati non gravi, controllo sulla produttività dei magistrati, pm onorari elettivi, notifiche on line e via libera alla digitalizzazione: sono alcune delle novità del disegno di legge approvato oggi da Palazzo Chigi che in 32 articoli ridisegna la fisionomia del processo penale. 

CORTE DI ASSISE, PIÙ COMPETENZE (art. 1)
Ai reati già previsti con pena non inferiore a 24 anni, si aggiungono l' associazione per delinquere di stampo mafioso o per traffico di droga, il sequestro di persona per estorsione e i reati di terrorismo. In caso di giudizio abbreviato per questi reati non è più competente il gip, ma la stessa Corte di Assise. Lo stesso articolo prevede criteri più certi per determinare il giudice territorialmente competente se non è individuabile il luogo in cui è stato commesso il reato. In caso di «eccezionali situazioni di contrasto tra gli uffici del pm», interverrà il pg della Cassazione, trasferendo il procedimento.

ASTENSIONE E RICUSAZIONE (art. 2)
Riguarda il giudice che ha espresso giudizi fuori dall'esercizio delle funzioni giudiziarie nei confronti delle parti del procedimento e tali da recare pregiudizio all'imparzialità del giudice. 

PM E POLIZIA GIUDIZIARIA (art. 3, 5 e 7)
Il pm «non può più prendere cognizione diretta delle notizie di reato. Si limiterà a riceverle dalla polizia giudiziaria». Quest'ultima «godrà di maggiore autonomia, così da poter svolgere investigazioni anche autonome rispetto a quelle delegate dal pm». È previsto «un maggiore controllo sulle richieste di emissione di provvedimenti cautelari formulate dal pm» assicurato tramite il visto obbligatorio del capo dell'ufficio. La polizia giudiziaria «potrà compiere tutti gli atti urgenti anche dopo che il pm ha assunto la direzione delle indagini e svolgere di iniziativa ogni attività necessaria ad accertare reati». Salvo casi particolari, «la pg svolge le indagini e relaziona al pm entro sei mesi» mentre per accertamenti tecnici, interrogatori o confronti con l' indagato dovrà farsi autorizzare dal pm.

DIRITTO ALLA PROVA (art. 4)
Potere piu 'ampio per l'imputato di far ammettere le prove a discarico. «A parziale contrappeso, si impone maggiore rigore nell'indicare la rilevanza dei testimoni» da ascoltare.

IMPUGNAZIONI (art. 8)
Entro tre giorni dalla lettura del dispositivo della sentenza, pm, imputato o parti civili devono subito dire se faranno appello. Se nessuno decide di impugnare, allora il giudice motiverà la decisione con una sentenza breve.