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Trento: stupro di una quattordicenne
Di Loredana Morandi (del 03/02/2009 @ 09:18:17, in Osservatorio Famiglia, linkato 2415 volte)
Continuo a pensare che Fansub, Anime e Cartoni animati, Siti pornografici e squilibri mentali di ultra trentenni siano un connubio devastante per le menti di quei ragazzini, che ne venissero a contatto.
Non uno solo, tra gli operatori del contrasto alla pedofilia online, si è dichiarato meno che allarmato, quando presentai il caso da me scoperto "con link e tutto". Tutto il resto, clonazioni, ingiurie e altro sono comuni reati di istigazione e soggetti istigati. Considerato che quel forum, inoltre, ospita un ideologo della *pedofilia*, mi domando cosa mai si attenda a por fine allo scempio. Forse soltanto il mio viaggio alla Procura di Cagliari e/o a quella di Roma.


2009-02-03 16:34

SALTA SCUOLA CON 3 RAGAZZI, LA STUPRANO

TRENTO - E' stato l'alcool il protagonista assoluto della violenza sessuale subita a Trento dalla ragazza di 14 anni, che ha denunciato l'accaduto alla Polizia. La Squadra Mobile ha infatti ricostruito che l'adolescente, quel giorno dei primi di dicembre era completamente ubriaca, probabilmente vicina al coma etilico. I tre accusati dello stupro le avrebbero infatti fatto bere almeno una bottiglia di vodka e quattro bicchieri di vino; avevano invece spartito tra loro tre, altre due bottiglie del superalcolico e del vino. Saltare la scuola, come avevano deciso quel giorno, era un comportamento non nuovo. Erano in sette. Con loro c'erano anche una coetanea della ragazzina violentata, il suo giovanissimo fidanzato e un altro minorenne della stessa scuola. Prima erano andati a bere, tutti insieme, qualche bicchiere di vino in un bar, poi avevano acquistato la vodka in due supermercati. Avevano iniziato a bere e deciso di continuare a casa di uno di loro. Ma uno dei minorenni si era staccato subito dal gruppo e l'altra 14enne appartata con il fidanzatino. L'adolescente poi violentata aveva invece continuato a bere con gli altri tre. Il più grande intanto, il 17enne, si era preoccupato di mandare uno dei due compagni di scuola più giovani ad acquistare dei profilattici. E' allora, quando l'adolescente aveva, ormai, quasi perso conoscenza, che i tre le hanno usato violenza.

Dopo la violenza di gruppo l'adolescente se ne è andata da quella casa così come due dei suoi tre presunti stupratori, mentre il proprietario di casa è rimasto a riordinare, in modo che la famiglia non si accorgesse dell'accaduto. Per l'adolescente violentata è iniziato un pomeriggio di solitudine. E' andata a casa propria, dove i familiari non c'erano, perché erano a lavorare e a scuola la sorella maggiore. L'eccesso di alcool le ha causato vomito e stordimento. Si è lavata e, sotto shock, è andata in biblioteca, come faceva d'abitudine, cercando di studiare. E' rincasata poi intorno alle 18.00, come sempre, come se nulla fosse accaduto. Non ha chiesto aiuto per i disturbi

STUPRATA DA COMPAGNI; SI VANTAVANO A SCUOLA

Per un mese intero la ragazzina ha tenuto segreta la violenza a tutti, famiglia compresa, finché ne ha parlato con la sorella più grande, appena maggiorenne, ai primi di gennaio. Per i suoi compagni, invece, lo stupro era stato più volte occasione di vanto a scuola. E' allora che la sorella ne ha parlato con la mamma e insieme sono andate a chiedere aiuto in questura. Nessuno quel giorno dei primi di dicembre, quando i fatti sono accaduti, aveva saputo. La ragazzina era apparsa soltanto molto nervosa e si era giustificata con i tanti impegni scolastici. I tre ragazzi accusati della violenza invece ne avevano parlato a scuola, nell'Istituto superiore di Trento, che frequentavano come la stessa vittima. Se ne vantavano allegramente, secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile della Polizia, dicendo: "é una facile". I tre, 14 anni, 15 anni e 17 anni, risultano incensurati e mai identificati dalle forze dell'ordine, così come sconosciuti al Tribunale dei Minori. Per i primi due la misura cautelare in comunità è stata stabilita al momento per due mesi, mentre per il terzo la durata prevista è di sei mesi. La ragazzina invece, seguita da specialisti, vive in famiglia e al momento non sta frequentando la scuola.