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You Reporter, ovvero come NON diventare Giornalista
Di Loredana Morandi (del 27/01/2009 @ 15:34:15, in Sindacato, linkato 1350 volte)
Cari lettori,

vi segnalo quello che a mio avviso si presenta come una tentata truffa.

Premessa: il web offre spazi gratuiti a chiunque per la pubblicazione di foto, video, pensieri, parole e altre opere di ingegno In Proprio.

Poi ci sono i furbetti del quartierino, che chiedono materiale video e fotografico da "regalare" alle testate giornalistiche televisive, cartacee e del web, e sottraggono così tutti i possibili compensi ad aspiranti giornalisti.

E' il caso di You Reporter, che, stante una bella veste grafica e giuridica, offre le seguenti condizioni professionali:

Compenso per il prestatore del servizio foto/video giornalistico = Zero.

Zero compenso = NO iscrizione all'Albo dei Giornalisti (neppure pubblicisti)

E' matematico.

Nessun utente/fornitore di You Reporter diventerà giornalista con questa collaborazione.

Il contenuto pubblicitario è ingannevole: infatti il sito invita a "diventare Reporter",
senza averne alcun titolo e soprattutto senza offrire alcuna garanzia, che ciò possa mai realizzarsi.

Le redazioni, certo, sono tutte contente. Ma sarebbe giusto che protestassero le agenzie foto giornalistiche, esattamente come hanno fatto per la photoshoppata (in gergo il collage di due foto con il programma di grafica photo shop) delle foto del bombardamento di Gaza su Il Giornale.

Che cosa ha fatto suonare a me il campanello: il sito web è in hosting sulla SeeWeb, che a mio avviso ha messo a disposizione un intero server dedicato, dato il volume in byte dei formati video.

Ovvero gli stessi che fagocitarono la piccola società svizzera IT Host (ed io faccio le vendette del buon Cristian, perché con loro mi trovavo benissimo) e che, nel bel mezzo del bailamme della caduta del server UNINA, il server di Università Federico II di Napoli usato per il file sharing illegale via rete IRC, entravano addirittura a far parte del circuito illegale Azzurra.org, sposando chi di fatto è reo della partecipazione ad un reato di peculato ai danni dello Stato Italiano.

Loro sì, sono dei veri duri, e poi sono di Frosinone.

Io non ho tempo di leggermi le interviste a questo Stefano De Nicolo, ma mi dichiaro sicura che questo signore è un "calvo, con una idea geniale in testa": divenire famoso senza retribuire nessuno e così "svoltare" un posto in Rai o in Mediaset.

Mi informerò meglio ma, a parte il fatto che dichiara di lavorare in coppia con un amico, mentre grazie al contrattino di ferro presente sul sito si evince anche la presenza di uno scaltro avvocato alle spalle (probabilmente presto potrò dirvi chi è), oltre ad una partecipazione di impresa dell'hosting, questo giovanissimo imprenditore è una personcina, che non mi piace proprio.

Il web e il diritto 2.0 sono realmente una truffa.

Tutti coloro che invocano una seria regolamentazione del web, ed una altrettanto seria limitazione alla spregiudicatezza commerciale di certa gente, hanno ragione. E anche certi giuristi dovrebbero essere limitati nelle loro attività, apparendo inoltre evidente la recidiva su certi reati e la contestuale istigazione a braccetto dei soliti partner ...

La peggiore legge del Parlamento Europeo? Quella che ha dato vita al dlgs 70/2003, divenuto strumento liberticida di licenza per la più becera criminalità del web.

Loredana Morandi