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ANM sulla Geografia Giudiziaria
Di Loredana Morandi (del 21/01/2009 @ 09:52:49, in Magistratura, linkato 1019 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

 

L’ANM SULLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA


L’Associazione Nazionale Magistrati ha più volte denunciato la grave crisi di funzionalità del sistema giudiziario e la urgente necessità di interventi di riforma per garantire ai cittadini un processo in tempi ragionevoli.

Le proposte del governo e il dibattito pubblico, invece, sono incentrate, ancora una volta, sull’assetto ordinamentale della magistratura, sulla separazione delle carriere, sulla responsabilità civile e disciplinare dei magistrati, per non parlare della riforma dell’assetto costituzionale della magistratura. 

Tra gli interventi proposti per incidere davvero sulle inefficienze del sistema giudiziario l’associazione ha indicato più volte la necessità di rivedere la anacronistica geografia giudiziaria del nostro Paese.

A tal fine, l’ANM, anche richiamandosi alle conclusioni della Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica (CTFP) istituita presso il Ministero del Tesoro, ha proposto una ricognizione sulla esatta consistenza degli uffici giudiziari (sommatoria tribunale + procura), che non superano il limite di 20 unità, individuato come la dimensione minima assolutamente inderogabile di un ufficio giudiziario.

Da tale analisi, si evince che ben 67 uffici hanno organici inferiori alle 20 unità (pari al 68% degli uffici di 1° grado), e che tra loro vi sono addirittura due uffici che coincidono con capoluoghi di corte di appello (L’Aquila e Campobasso). Mentre ben 16 uffici hanno organico inferiore alle 10 unità.

Il primo risultato cui tendere, dunque, è  quello di razionalizzare nell’immediato la dimensione degli uffici la cui sopravvivenza è del tutto “ingiustificabile”.

L’ANM propone dunque un intervento immediato  attraverso:

a) l’unificazione degli uffici di minime dimensioni (6-10 unità) ad altri che hanno consistenza numerica superiore alle 10 unità (salve le peculiarità del territorio su cui operano)

b) ulteriori accorpamenti per arrivare alla dimensione ottimale minima di 20 unità.

Roma, 21 gennaio 2009
La Giunta Esecutiva Centrale