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Privacy: Impronte digitali a 5000 Magistrati Napoletani
Di Loredana Morandi (del 23/11/2008 @ 10:19:56, in Magistratura, linkato 1123 volte)

Impronte digitali a 5 mila magistrati
"La privacy è a rischio"


Le impronte servono per assicurare un accesso sicuro ai sistemi informatici di Procure, Tribunali e Corti di Appello di Napoli
Al via la raccolta di impronte digitali per circa 5 mila tra magistrati e lavoratori di Procure, Tribunali e Corti di Appello del distretto di Napoli.

Con una comunicazione della Corte di Appello è stato dato l'avvio alla direttiva del ministero della Giustizia per l'acquisizione, a Napoli e nelle altre sedi giudiziarie del Sud, dei dati personali e biometrici dei magistrati e dipendenti sia per le tessere di riconoscimento che per l'accesso ai sistemi informatici.

A prevederlo è il 'Progetto Infrastruttura', per la realizzazione di un sistema "sicuro di accesso ai sistemi informatici del ministero della Giustizia" attraverso la distribuzione di smart card a tutto il personale. Un'iniziativa prevista nell'ambito del Pon sicurezza per lo sviluppo del Sud per le Regioni dell'Obiettivo 1.

L'operazione di acquisizione delle impronte digitali per magistrati e lavoratori di Procure e Tribunali di Napoli e del Sud suscita perplessità nella Ugl ministeri. In una nota al presidente della Corte di Appello, al procuratore generale e al Procuratore della Repubblica il sindacato ha chiesto più ampie spiegazioni su una iniziativa che, secondo il sindacato, "non solo non ha informato preventivamente i sindacati ma che sotto l'aspetto della privacy non sembra chiara".

"Quando si prelevano impronte digitali occorre adottare elevate misure di cautela per prevenire il rischio di 'ricostruzioni abusive' in altre parole - spiega il responsabile Ugl Ministeri, Paola Saraceni - non viene riferito né il nome se la ditta esterna incaricata per tale compito risponde ai principi di elevata cautela, tanto meno sappiamo nulla sulle misure adottate a protezione dei dati raccolti e neanche abbiamo garanzia che le impronte digitali non verranno conservate".

"Inoltre - conclude la sindacalista - non sappiamo nulla neanche sulla designazione di un responsabile e di un titolare del trattamento dei dati". Preoccupazione è stata espressa anche dal segretario provinciale Ugl di Napoli, Francesco Falco "sul rischio di ritrovarsi di fronte ad una specie di schedatura dei lavoratori".

La Repubblica 21 novembre 2008