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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 28/07/2010
Sulla durata delle indagini spesso ho molti dubbi anche io. I trionfalismi sono sempre sbagliati, ma la stampa da qualche tempo è più accorta e evidenzia attentamente quei casi in cui le stesse indagini possono costituire un abuso ai danni dei minori. Non è lontano il giorno in cui tutti i quotidiani titoleranno alla scoperta di un nucleo corrotto nelle forze dell'ordine che smerciava i materiali dell'orrore. Abbiamo un parlamento pieno di indagati e una Italia che più corrotta di così non l'avevamo vista neppure nella prima repubblica. Certamente non è questo il caso, ma io stessa racconto di Unina, il server partenopeo sfruttato dalla criminalità organizzata del file sharing illegale per 4 anni in peculato d'uso ai danni dello Stato, con tanto di pubblicità con Giancarlo Giannini e fumo negli occhi della popolazione. L.M.
Bambini picchiati, tre indagate28 luglio 2010 di Graziano Cetara GENOVA - Bimbi strattonati, bloccati con la forza quando i rimproveri e le grida erano ormai fatica sprecata. Per la difesa si tratta di «pacche sul sedere necessarie se si vuole educare» altrimenti «meglio chiudere gli asili». Per la Procura degli abusi veri e propri filmati tra gennaio e giugno di quest’anno dalle telecamere nascoste dei carabinieri della stazione di Genova Molassana. Tre insegnanti della scuola materna statale di via De Vincenzi a San Gottardo, in Valbisagno, sono indagate per maltrattamenti, accusate di aver messo in pratica metodi educativi «troppo violenti» nei confronti di bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni. Ieri, il sostituto procuratore Pier Carlo Di Gennaro, che ha temporaneamente ereditato il fascicolo dal collega Stefano Puppo in ferie, ha formalmente chiesto la sospensione dal servizio delle tre maestre. Misura cautelare destinata eventualmente a scattare in attesa che tutti gli episodi contestati, 19, siano chiariti. Per arrivare alla decisione, attesa per oggi, il giudice per le indagini preliminari Silvia Carpanini ha convocato e interrogato ieri le tre indagate, affiancate dai rispettivi difensori, gli avvocati Andrea Vernazza e Maurizio Mascia. Il Secolo XIXMaestre indagate, entro domani la decisione sulla sospensione28 luglio 2010 Si attende tra oggi e domani la decisione del gip Silvia Carpanini in merito alla richiesta di sospensione dal servizio di tre maestre di una scuola dell’infanzia genovese, quella di via De Vincenzi dell’istituto comprensivo San Gottardo in Valbisagno, indagate per maltrattamenti. I 19 episodi al centro dell’inchiesta, condotta dal pm Stefano Puppo con l’ausilio dei carabinieri della stazione di Molassana, sono documentati in un video di mezz’ora circa mostrato ieri alle tre maestre durante un’udienza preliminare, alla presenza del Pm Pier Carlo Di Gennaro. Il video è stato ricostruito da diverse riprese effettuate tra il 20 aprile e i primi di giugno all’interno della scuola, con telecamere nascoste dentro alle lampade sul soffitto di quattro stanze: due aule, la sala mensa e una sala comune. Secondo una fonte dell’istituto comprensivo San Gottardo, la dirigente non era a conoscenza delle riprese. Le tre maestre, due con esperienza di 39 anni di lavoro difese dall’avvocato Maurizio Mascia, e una più giovane assistita dall’avvocato Andrea Vernazza, ieri hanno respinto le accuse, mostrandosi indignate. Avrebbero affermato di ricordare perfettamente i fatti, definiti a più riprese «normali comportamenti volti a difendere gli altri bambini da atteggiamenti aggressivi di alcuni compagni». La più giovane, ad esempio, a fronte della contestazione di aver trattenuto il viso di un bambino o addirittura di avergli storto il capo ha spiegato di aver preso il suo viso tra le mani e avergli detto: «guardami negli occhi, ascoltami bene e non tenere giù la testa». Il video però è privo di audio. «Se i carabinieri dai video avevano individuato degli episodi particolarmente gravi come mai non sono intervenuti subito? - si chiede l’avvocato Mascia -. Se facciamo delle riprese in un asilo qualsiasi, troviamo esattamente le stesse scene. Non si vede nessuna violenza, ma correzioni bonarie, spesso con gesti affettuosi. Inoltre quelle maestre avevano chiesto ripetutamente e invano degli insegnanti di sostegno per alcuni bambini particolarmente vivaci». Mascia ha anche fatto presente che, nella stessa scuola dell’infanzia, una maestra (estranea ai fatti contestati) è stata morsa e refertata. Un’altra, incinta, è stata colpita da un bambino e ha quindi chiesto la pausa per maternità a rischio. «Come mai nessun bambino è stato refertato?», conclude l’avvocato. L’inchiesta parte infatti da un’informativa dei carabinieri che inizia con la frase «da informazioni ricevute», ma non risulta la fonte e non ci sono denunce. IL COMUNE: DECIDERA’ IL GIP«Mi dispiace, sono situazioni che non dovrebbero avvenire, ma sono certo che a breve ci saranno delle risposte concrete da parte dei magistrati»: lo ha detto l’assessore comunale alle scuole, Paolo Veardo a proposito dell’inchiesta che vede accusate di maltrattamenti tre maestre di una scuola dell’infanzia statale della Valbisagno. «La scuola interessata è statale e non comunale, quindi non è di nostra competenza - ha aggiunto Veardo -. Inoltre c’è la magistratura di mezzo e un’indagine in corso che approfondirà i fatti. Quello che posso dire è che conosco da tempo la dirigente Cinzia Baldacci, è una persona di grande competenza e molto seria, quindi se dice ai giornali che non ha avuto sentore di episodi di violenza e nessuna segnalazione da parte dei genitori sicuramente è così».
Il Secolo XIX
Brancher: pm chiede 2 anni per l'ex ministro
(ANSA) 28 luglio, 12:24 Il pm di Milano, Eugenio Fusco, ha chiesto la condanna a due anni di reclusione e seimila euro di multa nei confronti dell'ex ministro Aldo Brancher, imputato in un filone dell'inchiesta sulla tentata scalata ad Antonveneta. Brancher è accusato di appropriazione indebita per una cifra di poco più di 400 mila euro e di ricettazione per altri 600 mila euro ricevuti in contanti dall'ex ad di Bpi Gianpiero Fiorani o da qualche suo collaboratore tra il 2001 e il 2005. Insieme all'ex ministro è imputata anche la moglie, ma solo per appropriazione indebita in concorso con il marito. Riguardo la posizione della donna, i difensori, gli avvocati Pier Maria Corso e Filippo Dinacci, hanno sollevato una questione di incompetenza territoriale sulla quale il giudice Anna Maria Gatto, davanti al quale si sta svolgendo il processo con rito abbreviato, dovrà esprimersi. Ora la parola passerà al legale di parte civile, cioé di Banca Popolare Italiana. Poi parleranno le difese e infine il giudice entrerà in Camera di consiglio per emettere la sentenza.La Rassegna
ANSA.it - 3 ore fa
Il pm di Milano, Eugenio Fusco, ha chiesto la condanna a due anni di reclusione e seimila euro di multa nei confronti dell'ex ministro Aldo Brancher, imputato in un filone dell'inchiesta sulla tentata scalata ad Antonveneta. ...
L'Unione Sarda - 1 ora fa
L'ex ministro Aldo Brancher imputato a Milano oggi non è venuto in aula al processo anche per "tutelare da indebite divulgazioni" la sua famiglia. E' questo il senso di una lettera che Brancher ha depositato questa mattina al giudice della Quinta ...
RomagnaOggi.it - 55 minuti fa
MILANO - Due anni di reclusione e 6mila euro di multa. E' la condanna chiesta dal pm di Milano, Eugenio Fusco, nei confronti dell'ex ministro Aldo Brancher, imputato in un filone dell'inchiesta sulla tentata scalata ad Antonveneta. ...
APCOM - 1 ora fa
Milano, 28 lug. (Apcom) - Due anni di carcere e seimila euro di multa. E' questa la richiesta del pm di Milano Eugenio Fusco a carico dell'ex ministro Aldo Brancher, accusato di appropriazione indebita nell'ambito dell'inchiesta sul tentativo di ...
TGCOM - 3 ore fa
Il pm di Milano Eugenio Fusco ha chiesto la condanna a due anni di carcere e una multa di 6mila euro per l'ex ministro Aldo Brancher, imputato nell'inchiesta sulla tentata scalata ad Antonveneta. Il procedimento con rito abbreviato potrebbe arrivare a ...
La Voce d'Italia - 3 ore fa
Milano - Al via oggi il processo con rito abbreviato per la tentata scalata ad Antonveneta da parte dell'ex ministro Brancher. Presiede il giudice della quinta sezione penale Anna Maria Gatto; il processo, a porte chiuse, è cominciato a Milano. ...
PUPIA - 3 ore fa
MILANO. Il pm Eugenio Fusco ha chiesto due anni per l'ex ministro Aldo Brancher nell'ambito del processo a Milano per la scalata ad Antonveneta. L'udienza si svolge con rito abbreviato (che prevede la riduzione di un terzo delle pene) e riguarda uno ...
Il Sole 24 Ore - 3 ore fa
ll pm di Milano, Eugenio Fusco, ha chiesto la condanna a due anni di reclusione e 6mila euro di multa nei confronti dell'ex ministro Aldo Brancher, imputato per appropriazione indebita e ricettazione in un filone dell'inchiesta sulla tentata scalata ad ...
Adnkronos/IGN - 3 ore fa
Caso Antonveneta, al via il processo a ex ministro Brancher. Il pm chiede due anni Milano - (Adnkronos/Ign) - E seimila euro di multa. La sentenza potrebbe arrivare già nel pomeriggio. E' accusato, insieme alla moglie, per appropriazione indebita e ...
Libero-News.it - 4 ore fa
iniziata davanti al giudice monocratico della quinta sezione penale del tribunale di Milano, Annamaria Gatto, l'udienza del processo con rito abbreviato all'ex ministro Aldo Brancher accusato di appropriazione indebita e riciclaggio nell'ambito di uno ...
La Stampa - 4 ore fa
Due anni di reclusione e 6mila euro di multa. È questa la richiesta di condanna avanzata oggi dal pm di Milano, Eugenio Fusco nei confronti dell'ex ministro Aldo Brancher accusato, in uno stralcio dell'inchiesta sulla mancata scalata ad Antonveneta, ...
Reuters Italia - 4 ore fa
MILANO (Reuters) - Il pm di Milano Eugenio Fusco ha chiesto oggi una condanna a due anni di carcere e una multa di 6.000 euro per l'ex ministro leghista Aldo Brancher, imputato nel processo con rito abbreviato per appropriazione indebita nella vicenda ...
euronews - 3 ore fa
(ANSA) – MILANO, 28 LUG – La condanna a 2 anni per l'ex ministroAldo Brancher e' stata chiesta dal pm in un processo a Milanoper la scalata ad Antonveneta. Il processo si svolge con rito abbreviato e riguarda uno deitanti capitoli dell'inchiesta sulla ...
Il Tempo - 3 ore fa
Dopo la richiesta del pm, la parola passerà alla difesa e poi il giudice si chiuderà in camera di consiglio per emettere la sentenza. Al centro del caso 420mila euro, che per l'accusa sono frutto di appropriazione indebita. ...
ANSA.it - 4 ore fa
(ANSA) - MILANO, 28 LUG - Via al processo con rito abbreviato nei confronti dell'ex ministro Brancher nell'ambito dell'inchiesta sulla tentata scalata a Antonveneta. Il processo, a porte chiuse, e' cominciato a Milano davanti al giudice della quinta ...
Agenzia di Stampa Asca - 4 ore fa
(ASCA) - Milano, 28 lug - Due anni di reclusione e il pagamento di 6mila euro di multa. E' questa la condanna chiesta dal Pm di Milano, Eugenio Fusco, nei confronti di Aldo Brancher, l'ex ministro imputato in uno stralcio del processo Antonveneta con ...
NanoPress (Blog) - 3 ore fa
Chiesti due anni di reclusione e 6000 euro di multa per l'ex ministro Aldo Brancher, imputato nel processo sul tentativo di scalata alla banca Antonveneta. Il dibattimento giudiziario si svolge a Milano con rito abbreviato e la conseguente riduzione di ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 6 ore fa
(AGI) - Milano, 28 lug. - E' cominciata, davanti al giudice monocratico della quinta sezione penale del tribunale di Milano Annamaria Gatto, l'udienza del processo col rito abbreviato all'ex ministro Aldo Brancher, accusato di appropriazione indebita e ...
Radio Lombardia - 8 ore fa
Si apre oggi a Milano il processo con rito abbreviato nei confronti dell'ex ministro Aldo Brancher, imputato insieme alla moglie per un filone dell'inchiesta sulla tentata scalata ad Antonveneta da parte di Bpi. Brancher, che aveva tentato di far ...
Il Manifesto (Abbonamento) - 39 minuti fa
MILANO (Reuters) - Il pm di Milano Eugenio Fusco ha chiesto oggi la condanna a due anni di carcere e una multa di 6.000 euro per l'ex ministro leghista Aldo Brancher, imputato di appropriazione indebita e ricettazione nel processo con rito abbreviato ...
Giornalettismo - 3 ore fa
Eugenio Fusco, ha chiesto la condanna al carcere e seimila euro di multa nei confronti dell'ex ministro, imputato in un filone dell'inchiesta sulla tentata scalata alla banca. Due anni di reclusione e 6mila euro di multa. ...
PolisBlog.it (Blog) - 5 ore fa
Una meteora: Aldo Brancher è passato in un lampo da essere un dimissionario ministro pietra dello scandalo, a essere banalmente un imputato. Quanto sarà passato? Un mesetto o poco più? Stamane è infatti cominciato davanti al giudice della quinta ..
Associazione Nazionale Magistrati
   L’A.N.M. SULLA GIUSTIZIA CIVILE
L’Associazione Nazionale Magistrati ha sempre ribadito che il processo civile rappresenta per il cittadino lo strumento fondamentale di tutela dei diritti lesi nell’agire quotidiano e per il paese un nodo nevralgico ai fini dello sviluppo economico e degli investimenti, anche da parte di operatori stranieri, troppo stesso scoraggiati dalle difficoltà di tempestiva risoluzione dei conflitti e di rapida esecuzione delle decisioni.
E’ ferma convinzione dell’Associazione che sia necessaria ed improcrastinabile l’adozione di interventi in relazione all’eccessiva durata delle procedure ed al progressivo e rilevante aumento delle controversie pendenti.
Tali interventi debbono involgere in primo luogo l’organizzazione e la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari, da dimensionare nell’organico dei magistrati e del personale amministrativo in modo da consentirne autonomia e capacità di funzionamento, con dotazione di strutture informatiche e banche dati idonee ad accelerare lo svolgimento delle attività processuali ed una migliore qualità delle decisioni.
La recente proposta governativa, opportunamente ritirata, di introduzione della figura del c.d. ausiliario, oltre a porsi in contrasto, per il modo in cui era stata formulata, con i principi costituzionali posti a presidio dei caratteri costitutivi della giurisdizione e dei diritti di difesa nel processo, non avrebbe consentito in alcun modo di pervenire ad una effettiva e reale deflazione del contenzioso.
In particolare, la previsione che il giudice potesse delegare ad “ausiliari” esterni la definizione delle controversie mediante la formulazione di una proposta di sentenza da rivolgere direttamente alle parti, non solo appare inidonea a scongiurare il rischio che i tempi del processo, anziché ridursi, subiscano ulteriori allungamenti, ma avrebbe finito sostanzialmente per sottrarre al magistrato la potestà decisoria.
Per contro, l’istituzione di un ufficio del giudice, quale stabile struttura di supporto al magistrato, cui resta affidato il compito istituzionale della decisione della causa, rappresenterebbe uno strumento strategico al fine della riduzione degli arretrati e della funzionalità del sistema giudiziario.
Per il corretto funzionamento della giustizia civile è, invero, indispensabile un ufficio del giudice che trasformi le articolazioni interne degli uffici giudiziari in unità operative dotate di adeguate tecnologie informatiche, di banche dati in costante aggiornamento, di personale amministrativo opportunamente riqualificato, di giudici onorari in funzione di collaborazione con il magistrato per la gestione delle singole fasi processuali al fine di evitare l’accumulo dei ruoli, di assistenti e “stagisti” che possano svolgere ricerche, coadiuvare il giudice nello studio dei fascicoli e nella tenuta dell’agenda e predisporre bozze di motivazioni dei provvedimenti.
Tale intervento, da tempo reclamato sia dall’ANM sia dall’avvocatura, permetterebbe di ottimizzare le risorse ed organizzare in maniera più moderna e razionale gli uffici giudiziari, in quanto consentirebbe di pervenire alla drastica riduzione dei tempi processuali, al recupero fisiologico e duraturo della funzionalità del processo ed alla formulazione di programmi razionali di esaurimento degli arretrati.
A tale risultato potrebbe concorrere anche l’introduzione, quanto meno per le cause più risalenti, di forme decisorie che anticipassero in modo schematico i motivi di fatto e di diritto della decisione, salvo illustrazione dei motivi già indicati, ove almeno una delle parti ne faccia richiesta entro un limite temporale normativamente fissato.
Interventi come quelli illustrati non importerebbero oneri maggiori, ma al contrario un netto risparmio di spesa rispetto a quella già sostenuta dallo Stato per effetto della sola legge Pinto.
In un sistema in cui fosse intrapresa decisamente e senza più indugi la strada della semplificazione e della drastica riduzione dei riti processuali (dando attuazione alla delega contenuta nell’art. 54 della legge n. 69 del 2009), ed in cui gli istituti della mediazione e della conciliazione fossero realizzati non come alternative al processo e come mezzi di “liquidazione” dei conflitti, ma come tramite per il loro superamento, il principio costituzionale del giusto processo sarebbe finalmente non più una speranza, ma una realtà.
L’Associazione Nazionale Magistrati chiede, quindi, al Ministro ed a tutte le autorità competenti che vengano adottati tempestivamente tutti gli indicati interventi per consentire il reale funzionamento della giustizia civile, e si riserva di convocare, subito dopo il periodo feriale, un’assemblea del Patto per la Giustizia al fine di illustrare le richieste e sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi veri della giustizia.
Roma, 26 luglio 2010
CORTE DEI CONTI: "MOMENTODIFFICILE E PATEMA MORALE"(fonte Agi su Leggo) Da una parte la mancanza «del senso sacrale del pubblico denaro» con «il grande rispetto, quasi una remora, che bisogna avere nell'accostare le risorse pubbliche»; dall'altro «il venir meno di canoni deontologici nella pubblica amministrazione» con «il prevalere di interessi di categoria, privati, rispetto al superiore interesse pubblico». Il tema dell' etica nelle pubbliche amministrazioni è stato affrontato oggi dal neo-presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino che ha incontrato alcuni giornalisti per delineare gli obiettivi della sua presidenza della magistratura contabile. «È un momento non facile per il Paese», ha detto Giampolino che ha posto l'accento sia sulle «difficoltà economiche» sia sul «patema morale» per il quale si «avverte la necessità di sensibilità etiche rilevanti». Corte Conti/ Giampaolino: Vogliamo accompagnare azione legislativa"Su prossima sessione bilancio da noi contributi obiettivi"Roma, 27 lug. (Apcom) - La Corte dei Conti accompagni l'azione legislativa di governo e Parlamento. E' la richiesta del neo presidente dei giudici contabili, Luigi Giampaolino, che in occasione di un incontro con i giornalisti afferma: "Vogliamo accompagnare governo e Parlamento nella formazione delle leggi. E' un'opera che potrebbe essere molto utile. Vogliamo dare suggerimenti e valorizzare i nostri contributi". In particolare a proposito della prossima sessione di Bilancio, Giampaolino auspica "che abbia una contestuale trattazione" presso la Corte dei Conti da cui possono arrivare "contributi fondamentali di terzietà e obiettività". Sul federalismo fiscale la Corte dei conti si candida per la certificazione dei costi standarddi Nicoletta Cottone 27 luglio 2010 Più che un ruolo di consultazione la Corte dei Conti dovrebbe avere una funzione di "certificazione" dei costi standard del federalismo fiscale assicurando un ruolo di terzietà. È l'auspicio del neo presidente della Corte, Luigi Giampaolino, tracciando in un incontro con i giornalisti quello che sarà il ruolo della Corte dei Conti nel prossimo futuro. La Corte, ha precisato il neo presidente, «é opportunamente attrezzata per poter svolgere questo ruolo: ha un reticolo di sezioni regionali che possono essere di apporto al Parlamento e ai governi locali come interfaccia base per il federalismo fiscale. Abbiamo la necessaria preparazione specifica professionale. Non possiamo essere solo un contraddittore sanzionante». Giampaolino ha anche riferito di essere stato «sollecitato sia da Tremonti, sia da Calderoli che confidano molto in questo ruolo di supporto» da parte della magistratura contabile. L'articolo prosegue su Il Sole 24 oreCorte dei Conti, pressing sull'ExpoMatteo Prioschi 27 luglio 2010 MILANO - Sarà anche che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sta lavorando per l'Expo, come ha dichiarato ieri l'amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala, però la Corte dei Conti non fa sconti a nessuno. Ieri è stata una giornata concitata a Milano dove si sono incrociati due incontri ad alto livello per il futuro dell'esposizione universale. Alle 14.30 è iniziato il cda di Expo 2015, che avrebbe dovuto dare il via a sette gare per le progettazioni specialistiche di ingegneria della piastra del sito espositivo. Un passaggio che appariva scontato, anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Sala al termine del cda di martedì scorso. Invece il consiglio di amministrazione si è concluso ufficialmente verso le 17.30 con un nulla di fatto e la riunione è stata aggiornata a venerdì mattina. Nel frattempo Sala aveva abbandonato l'incontro per raggiungere il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il sindaco di Milano, Letizia Moratti, nella sede milanese dell'Agenzia delle Entrate. «Non abbiamo parlato dell'acquisto delle aree» ha affermato l'amministratore delegato al termine del vertice. E stando alle dichiarazioni ufficiali nemmeno i problemi relativi ai finanziamenti sono stati oggetto della discussione che, invece, ha affrontato il tema dell'installazione del centro di produzione Rai nell'area Expo. Una partita che, come affermato da Sala, «deve essere chiusa entro dicembre». L'articolo prosegue su Il Sole 24 ore
Fotografie del 28/07/2010
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06/09/2010 @ 22.05.11
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