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Io non posso nascondere reati.

Loredana Morandi
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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 17/07/2010

Naturalmente è una orrenda balla quella della società di Montain View. Infatti non sussiste il benché minimo dubbio che si tratti di personale italiano/internazionale (pedofilo è una parola italiana/lingue latine), che ha modificato l'algoritmo per ottenere questa indicizzazione. Sono anni che sappiamo che Yahoo italia legge le email o entra e modifica i gruppi, oppure certi bloggers vip della vecchia generazione non le avrebbero pubblicate negli anni (è accaduto a me). Nulla vieta che questo accada anche su Google.

Aprite pure un fascicolo di indagine.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/vatican_2010-07-17_182729.jpg

Attacco degli hacker

Digitando Vatican su Google esce sito pedofilo


Roma, 17-07-2010 (AGI) - Google sotto attacco degli hacker: da alcune ore, qualunque utente inserisca la parola 'vatican' all'interno della stringa di ricerca ottiene come primo risultato il link al sito 'pedofilo.com'. "Stiamo analizzando la situazione e cercando di risolverla quanto prima", ha riferito Google all'Agi, "stiamo valutando le cause, non si è trattato necessariamente di un hackeraggio".

Il problema non riguarda soltanto la versione italiana del motore di ricerca. Anche su google.com, cercando 'vatican' o 'vaticano' esce come primo risultato il sito pedofilo e per secondo quello ufficiale della Santa Sede.

A Mountain View stanno lavorando per risolvere il problema che potrebbe essere stato causato da un attacco all'algoritmo che permette al motore di ricerca di indicizzare i contenuti in base alla loro attinenza.

Meno credulone l'articolo su La Repubblica, che fonda le proprie conoscenze sull'esperienza di personaggi vicini a Pirate Bay e a quella di un blog vip il cui nome è permanentemente associato al mio presso il Tribunale di Milano. Qualsiasi cosa sia quel sito: è una porcheria. Soprattutto se a farlo sono associazioni radicali o vicine agli ambienti ateistici e/o del movimento omosessuale italiano.


Cerchi 'Vaticano' esce 'pedofilo'
Google, beffa sui risultati

Cercando informazioni sulla Santa Sede, il primo risultato è il dominio "pedofilo.com", al momento disattivato. L'azienda indaga sull'accaduto

AVERE il proprio nome associato ad una serie di scandali sessuali, su internet può essere un problema. Così almeno fa pensare il comportamento di Google se si ricerca il termine "Vatican", da alcune ore a questa parte. Il secondo risultato porta dritti alla home page della Santa Sede, ma il primo link, sotto la scritta "Vaticano", punta al sito "pedofilo.com". Irraggiungibile, va detto, dopo l'intervento di Google, che però al momento non ha modificato la peculiare gerarchia dei risultati.

Come è potuto succedere? Non si tratta quasi certamente di un attacco hacker. Piuttosto di una certa conoscenza dei funzionamenti di Google da parte dei creatori della pagina incriminata, per far salire quel particolare sito nella rilevanza del termine di ricerca "Vatican". A Google hanno comunque ritenuto opportuno esaminare tempestivamente la questione: "Stiamo valutando le cause, non si è trattato necessariamente di un hackeraggio", dichiara l'azienda. Al momento, il problema non riguarda soltanto la versione italiana del motore di ricerca.

Il Whois del sito web è questo, potete vederlo in immagine o cliccare QUI.

Quel sito è nato nell'aprile del 2005, ha avuto ben tre registrar, l'attuale è Wild West Domain Inc, ed attualmente è intestato alla GuionBajo di Monterrey in Messico, probabilmente una società prestanome con altri 490 domini intestati. Io mi fermo qui, probabilmente nelle prossime ore leggeremo un comunicato di Don Fortunato Di Noto o la sua intervista sulle Agenzie. L.M.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/vatican_2010-07-17_184958_whois_pedofilo_com.jpg


 
Di Loredana Morandi (pubblicato @ 18:19:26 in Magistratura, linkato 49 volte)

“Cherchez il Magistrato”


Cherchez la femme” è la famosa frase di un investigatore francese che voleva dire che non esiste trama criminosa o delitto in cui non ci sia di mezzo una donna: cercatela!

A seguire le mille trame della “Sporca Italia”, storie talvolta di crimine e malaffare organizzato altre volte di “semplici” intrallazzi, clientelismi, raccomandazioni e interessamenti “interessati”ci si rende rapidamente conto che non ve n’è una dove non ci sia dentro un Magistrato o Giudice, spesso di alto livello. La conferma a questa regola non scritta è arrivata immancabile dalle vicende di questi ultimi mesi, dalle indagini legate alla “cricca” vicina alla Protezione Civile per la ricostruzione post terremoto de L’Aquila come a quelle, di ieri e l’altro ieri, legate alla cosiddetta “P3”, sospetta associazione criminosa segreta per condizionare sentenze, appalti e quant’altro che coinvolge altissimi personaggi del partito di maggioranza, del governo e, appunto, della Magistratura.

Tanto che perfino l’ineffabile Capo dell’ANM (Associazione Nazionale Magistrati, il privatissimo sindacato unico dei Magistrati Italiani), Luca Palamara, famoso per difendere sempre e comunque i magistrati anche quando sono indifendibili, davanti all’ennesimo caso di Alti Magistrati implicati in una trama poco chiara (la cosiddetta P3) ha prima ammesso: “C’è una questione morale tra le toghe” (Q.N. del 13-7-2010) per poi aggiungere 2 giorni dopo (15-7-2010) “Si dimettano dalla Magistratura coloro che sono implicati nella vicenda “P3”.

Tanto che l’ex Magistrato ed ex Presidente della Repubblica (ed in tale veste Presidente del CSM, organo di autogoverno della Magistratura) Oscar Luigi Scalfaro, che a suo tempo ebbe forti conflitti istituzionali con il primo governo Berlusconi, richiamò i suoi ex colleghi “Isolate i colleghi indegni. Un PM non può candidarsi politicamente nel territorio dove ha indagato” (“CorrSera” 26-3-2010, 9), con riferimento alla scandalosa candidatura alle Regionali 2009 in Puglia di un PM pugliese che aveva perfino indagato fino al giorno prima, da Magistrato, sui suoi avversari politici.

Tanto che l’ex Giudice e considerato il Capo del cd. “partito dei giudici”, l’ex Presidente della Camera ed esponente di spicco della sinistra Luciano Violante 2 anni fa sbottò, pure lui: “Basta, questa Magistratura ha troppo potere”.

Dunque “Cherchez il Magistrato” che è sempre in mezzo a qualche vicenda poco chiara, penalmente rilevante o moralmente riprovevole, dunque. Ecco un elenchino sommario che ci aiuta.

Prima di iniziare il lungo elenco ricordiamo la nutrita pattuglia di Magistrati, oltre a quelle dei giornalisti, dei Politici, degli alti graduati dell’arma dei CC,… presente nella disciolta loggia massonica deviata P2. Se la memoria non mi tradisce (non ne sono certissimo) vi era pure addirittura perfino l’allora Vicepresidente del CSM.


  1. La Procura di Firenze porta avanti le indagini sulla “cricca” di affari poco chiari legati alla Protezione Civile ed alla ricostruzione post terremoto in Abruzzo. Indagini che hanno visto indagato lo stesso Bertolaso e che hanno portato in carcere personaggi potentissimi come il Presidente del Consiglio dei Lavori Pubblici Angelo Balducci ed il Provveditore alle opere Pubbliche della Toscana Fabio De Santis. Indagini che hanno tirato in ballo uno dei Coordinatori Nazionali del PdL e colonnelli di Berlusconi, Denis Verdini. Dalle intercettazioni emerge il ruolo del Procuratore aggiunto della Repubblica di Roma Achille Toro accusato di aver favorito in itinere gli indagati tenendoli aggiornati sullo sviluppo delle indagini, tanto che pare che qualcuno si preparasse ad emigrare. Achille Toro si dimise immediatamente dalla Magistratura onde evitare sanzioni.
  2. In alcune delle tante intercettazioni relative alla suddetta “cricca” legata alla ricostruzione post terremoto in Abruzzo emergono strane telefonate, interessamenti e sospetti conflitti di interesse di 2 alti Magistrati: Giuseppe Tesauro, Giudice della Corte Costituzionale e Mario Sancetta, Giudice della Corte dei Conti. Entrambi soci in società immobiliari con tal Antonio Di Nardo, imprenditore e dipendente del ministero delle Infrastrutture, in stretti rapporti con quell’imprenditore De Vito Piscicelli divenuto famoso per aver confessato via telefono la sua risata alla prospettiva di fare affari sui morti del terremoto. Di Nardo che, secondo certi rapporti del ROS, sarebbe in stretti rapporti con la criminalità organizzata campana. Sancetta parla al telefono con un socio di Di Nardo, Lamino e promette interessamento per di attivare i suoi contatti per ottenere commesse per le imprese di Di Nardo (suo socio) e Lamino in Abruzzo. Altrettanto i ROS hanno accertato un giro di telefonate tra il Giudice Tesauro ed il suo socio Di Nardo: Tesauro si interessa per una licenza di una sua azienda (fonte: “CorrSera”, Mercoledì 17 febbraio 2010).
  3. Processo conclusosi in data 12-7-2010 presso l’8° Sezione Penale del Tribunale di Milano con la condanna a 14 anni del Generale Giampaolo Ganzer capo del reparto di èlite dell’Arma dei carabinieri, quel ROS che ha condotto e sta conducendo le indagini su quasi tutte le più grandi inchieste di questi anni, incluse quelle quelle qui esposte. Condannato per aver organizzato importazioni, traffici e spacci di grossi quantitativi di droga, in collaborazione coi narcotrafficanti di mezzo mondo, per poter poi fare brillanti operazioni all’unico fine di mettersi in mostra, raccogliere encomi, fare carriera ed acquisire potere. Sotto accusa, in uno stralcio di processo che sarà celebrato a parte, finisce il PM di Bergamo Mario Conte, accusato di aver fatto da sponda autorizzando queste strane “operazioni coperte” volute ed organizzate appunto dal generale Ganzer (fonti: “CorrSera” e “Q.N” di martedì 13-7-2010).
  4. Luglio 2010, scoppia lo scandalo della cd. “P3”. Secondo gli investigatori un potentissimo comitato segreto di pressioni, affari ed intrallazzi, una sorta di loggia massonica segreta trasversale come appunto la P2 in grado di condizionare grossi appalti come quello dell’eolico in Sardegna, nomine di Giudici, decisioni della Corte Costituzionale,…: “sodalizio criminale” lo definiscono i giudici. Vengono indagati per associazione a delinquere e ci finiscono dentro il fondatore di Forza Italia e già condannato in 2° grado di supporto esterno in Associazione Mafiosa il Senatore Marcello Dell’Utri, il ViceMinistro dell’Economia Nicola Cosentino (che si dimette in data 14 luglio), il Coordinatore Nazionale di Forza Italia Denis Verdini, mentre vengono addirittura arrestati per le stesse accuse il noto faccendiere Flavio Carboni, e 2 suoi amici, il Giudice Tributario Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino. Ma l’elenco dei Magistrati coinvolti si allunga ben presto quando emergono altri partecipanti ad una strana cena del “sodalizio criminale” svoltasi nella casa romana di Denis Verdini. Oltre a Verdini, Dell’Utri ed il trio degli arrestati Carboni-Martino-GiudiceLombardi sono accusati di aver partecipato a quella cena altri 3 Magistrati: Antonio Martone, avvocato di Stato in Cassazione (che si dimette subito, come fece in Procuratore Toro, per evitare sanzioni), Giacomo Caliendo, ex membro del CSM e sottosegretario al Ministero di Grazia e Giustizia ed il Capo degli Ispettori dello stesso MGG Arcibaldo Miller. Ma non bastano 4 alti Magistrati implicati nella vicenda (Lombardi, Martone, Caliendo e Miller): ce ne finiscono dentro altri 2. L’avvocato Generale della Cassazione Oscar Fiumara, che avrebbe ricevuto da un altro Giudice (quello arrestato, Lombardi, con tanto di eloquenti telefonate) il dono di alcune per bottiglie di vino pregiato come ricompensa per aver sostenuto lo spostamento dalla Commissione Tributaria alla Cassazione a sezioni unite del processo per 400 milioni di tasse non pagate dalla Mondadori nel 1991. Il presidente della corte di Appello di Milano Alfonso Marra, trasferito d’ufficio dal CSM in data 15 luglio in seguito allo scandalo: il suo nome compare nelle intercettazioni in quanto la sua nomina a tanto importante incarico sarebbe stata frutto delle pressioni della “P3” di Flavio Carbone (fonte: “CorrSera”, martedì 13-7-2010).

Cherchez il Magistrato”, dunque. E ne troverete sempre. In abbondanza. Purtroppo.

Sporca Italia


 
Di Loredana Morandi (pubblicato @ 18:14:16 in Giuristi, linkato 41 volte)
Accade a Rodano, ma poteva essere Palermo o Napoli o Roma. La mia impressione, dettata anche dall'esperienza del caso Uni Napoli, è che gli avvocati siano sempre più legati alla criminalità. LM

Agguato in strada vicino Milano:
ucciso un avvocato a colpi di pistola

A sparare sarebbe stato una persona a bordo di una moto guidata da un complice

Una raffica di colpi, poi lo stridio di ruote che sgommavano via a tutta velocità. A terra, ieri sera poco prima delle ventidue, un uomo, devastato da diversi colpi d'arma da fuoco. Per lui non c'è stato nulla da fare: è morto meno di un'ora dopo, nonostante tutti i tentativi dei medici del 118 di salvarlo. Ha tutti i contorni di un agguato in piena regola quello che è costato la vita a Pasquale Maglione, avvocato cinquantacinquenne originario di Benevento, il cui passato i carabinieri di Cassano d'Adda hanno già iniziato a scandagliare da ieri sera per cercare di capire chi e perché abbia voluto la sua morte: ai militari è apparso subito chiaro che i suoi assassini non volevano lasciargli scampo, non hanno mirato alle gambe, ma al petto e all'addome.

Almeno quattro colpi, sparati a raffica in un parcheggio alla periferia di Rodano, zona residenziale, isolata ma circondata da antiche cascine ristrutturare e negozi. Lì la vittima deve esser arrivata poco prima delle 22, qualcuno ha riferito di aver sentito i colpi, forse di aver visto due persone in sella a una moto che sgommava via. Un passante ha avvisato il 118 e i carabinieri, i volontari hanno rianimato l'uomo per più di venti minuti, poi non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. E gli elementi in mano agli uomini del capitano Camillo di Bernardo per ora sono pochi: la vittima è un avvocato noto a Milano e nell'hinterland, è dai suoi contatti di lavoro che sono partite le indagini, già avviate nella notte. L'uomo ha esercitato la professione di avvocato sino al 1996, si occupava di gestione e di recupero crediti, curava interessi di aziende e di enti, è stato vicepretore reggente dal 1993 al 1996 alla Pretura di Airola in provincia di Benevento, è stato Giudice Tributario a Benevento e poi alla sede Regionale della Campania, ma si è anche occupato di gestione delle risorse umane per un'azienda di Caleppio di Settala e per alcune cooperative di servizi nel milanese.


Leila Codecasa Barbara Sanaldi
16 luglio 2010(ultima modifica: 17 luglio 2010)
 

Fotografie del 17/07/2010

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Di Lunadicarta (pubblicato @ 14:44:52, vista 40 volte)
la piccola akiko .. (i gatti di GQ) ...
 
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06/09/2010 @ 23.03.12
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