Immagine
 .. riflessi tra foglie rosse..... di Lunadicarta
 
"
E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.Guai al mondo per gli scandali!

Gesù Cristo
"
 
\\ Home Page : Pubblicazioni
Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 14/07/2010

P3/ L'affondo dell'Anm: Magistrati coinvolti si dimettano

"Inaccettabili contiguità con lobbies. Questione morale centrale"


Roma, 14 lug. (Apcom) - Via dalla magistratura le toghe coinvolte nell'inchiesta sulla presunta loggia segreta denominata 'P3'. Non usa giri di parole l'Anm per chiedere ai colleghi finiti nella bufera e coinvolti nelle indagini di abbandonare la toga: "E' inaccettabile - scrive nel documento approvato oggi dal 'parlamentino' - che trapeli l'immagine di una magistratura contigua a gruppi logistici e impegnata in impropri interventi volti a influire sull'assegnazione di affari e incarichi prestigiosi".

Un affondo che, di fatto, riguarda il presidente della Corte d'appello di Milano Alfonso Marra (sul quale da ieri si sono accesi anche i riflettori del Csm che ha aperto una pratica) e l'attuale capo degli ispettori del ministero della Giustizia, Arcibaldo Miller, visto che il sottosegretario Giacomo Caliendo ha già lasciato la magistratura e lo stesso ha annunciato che farà Antonio Martone, che attualmente presiede commissione di trasparenza sulla pubblica amministrazione.

Le notizie sulla 'P3', va giù duro il leader del sindacato delle toghe Luca Palamara, sono "inquietanti e allarmanti", non ci possono essere "tentennamenti", bisogna sgombrare subito il campo dagli "equivoci" e da "ogni ombra di sospetto". "Servono segnali forti. Bisogna avere la capacità di farsi da parte - gli dà man forte il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini - se un sospetto cade sulla tua persona lambisce l'istituzione. Un segnale forte sarebbe che i magistrati coinvolti liberassero l'istituzione e non la coinvolgessero".

P3/ L'affondo dell'Anm: Magistrati coinvolti si dimettano -2-

Md chiede dibattito al Csm su questione morale, Mancino dice no


Roma, 14 lug. (Apcom) - Cascini fa un parallelo con quello che accadde sulla P2: "Le differenze riguardano solo aspetti più grotteschi e poco istituzionali ma il rischio maggiore è quello di sottovalutare la gravità del fenomeno. I fatti che emergono sono chiarissimi, abbiamo espresso subito la nostra indignazione". "Non vogliamo essere accomunati - riprende Palamara - a realtà che non ci appartengono. Su questi temi bisogna sgomberare il campo da equivoci. Noi vogliamo magistrati integerrimi e indipendenti che fanno il loro lavoro nella aule di giustizia".

La 'questione morale' è centrale, ribadisce ancora l'Anm nel documento, in cui si impegna "a contrastare con ogni mezzo qualsiasi forma di contiguità a poteri politici o affaristici". Rivolgendo anche un appello al Csm a "porre al centro della propria azione la questione morale".

Proprio stamattina a Palazzo dei Marescialli era stato chiesto un dibattito su quanto sta emergendo dall'inchiesta sulla 'P3': ad avanzare la proposta, il consigliere togato di Magistratura democratica Livio Pepino, che però si è visto negare l'ok dal vicepresidente Nicola Mancino: "Trasmetterò questa richiesta al presidente della Repubblica, che deve dare la preventiva autorizzazione sugli argomenti all'ordine del giorno del plenum. Su questo - ha detto Mancino - non apro alcun dibattito perché non posso mettere all'ordine del giorno questioni che non sono previste".

La Rassegna

Appalti eolico, Anm: “I magistrati coivolti diano le dimissioni”

Blitz quotidiano - ‎5 minuti fa‎
I magistrati coinvolti nelle ultime inchieste (P3, Eolico, appalti G8) dovrebbero dimettersi. È l'invito rivolto ai colleghi espresso da Giuseppe Cascini, segretario dell'Associazione nazionale magistrati, nel corso della riunione del comitato ...

Cascini:"Si dimettano i giudici coinvolti nell'inchiesta sulla P3"

Julie News - ‎18 minuti fa‎
ROMA - Fin dai primi risvolti delle delicate indagini sull'eolico che hanno portato alla pista della presunta nuova loggia P3, l'Associazione Nazionale del Magistrati, attraverso il segretario Giuseppe Cascini, ha precisato con forza che "servono ...

P3/ L'affondo dell'Anm: Magistrati coinvolti si dimettano

APCOM - ‎1 ora fa‎
Roma, 14 lug. (Apcom) - Via dalla magistratura le toghe coinvolte nell'inchiesta sulla presunta loggia segreta denominata 'P3'. Non usa giri di parole l'Anm per chiedere ai colleghi finiti nella bufera e coinvolti nelle indagini di abbandonare la toga: ...

P3/ L'affondo dell'Anm: Magistrati coinvolti si dimettano -2-

Virgilio - ‎2 ore fa‎
Roma, 14 lug. (Apcom) - Cascini fa un parallelo con quello che accadde sulla P2: "Le differenze riguardano solo aspetti più grotteschi e poco istituzionali ma il rischio maggiore è quello di sottovalutare la gravità del fenomeno. ...

Anm e Csm indignati contro il coinvolgimento di magistrati nel ...

Rinascita - ‎2 ore fa‎
Il Csm cerca di epurare qualsiasi coinvolgimento con l'inchiesta eolica chiedendo le dimissioni dei magistrati nominati nelle intercettazioni attualmente in mano ai carabinieri. Non si tratta né di giustizialismo né di una negazione della presunta ...

LA NOTIZIA: ANM, TOGHE COINVOLTE SI DIMETTANO (ORE 19)

Stato-oggi - ‎2 ore fa‎
(AGI) - Roma, 14 lug. - I magistrati coinvolti nell'inchiesta sugli appalti per l'eolico devono dimettersi. Questa la netta posizione dell'Associazione nazionale magistrati. E' “inaccettabile” - si legge in una nota - che “trapeli l'immagine di una ...

Anm: Manovra, no a interventi discriminatori

ArezzoWeb.it - ‎2 ore fa‎
ROMA - Il Comitato direttivo centrale dell'Anm prende atto delle modifiche introdotte dal Senato sulla manovra economica del Governo. Ribadisce la contrarietà a una manovra che colpisce in maniera iniqua e discriminatoria la retribuzione dei magistrati ...

Anm: si dimettano i magistrati sospettati per la P3

Rainews24 - ‎4 ore fa‎
L'Associazione nazionale magistrati chiede le dimissioni delle toghe coinvolte nelle inchieste sulla cosiddetta P3 scaturita dalle indagini sull'eolico. "Servono segnali forti. Bisogna avere la capacità di farsi da parte - dice il segretario del ...

P3, Anm: "I magistrati coinvolti si dimettano"

PUPIA - ‎5 ore fa‎
È l'invito rivolto ai colleghi espresso da Giuseppe Cascini, segretario dell'Associazione nazionale magistrati, nel corso della riunione del comitato direttivo dell'Anm. "Bisogna avere la capacità e il coraggio di farsi da parte. ...

POL - Anm: No contiguità con politica/affari, magistrati coinvolti ...

Il Velino - ‎5 ore fa‎
Roma, 14 lug (Il Velino) - Il Comitato direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati “auspica – si legge in una nota dell'Anm - che i magistrati coinvolti, indipendentemente dall'accertamento di eventuali responsabilità, ...

Anm: i giudici coinvolti nelle inchieste 'devono fare un passo ...

Giornale Radio Rai - ‎5 ore fa‎
"Bisogna avere la capacità e il coraggio di farsi da parte. Quando il sospetto sulla tua persona getta ombra sulla categoria della è necessario lasciare libera l'istituzione". Parole del segretario dell'Associazione nazionale magistrati Giuseppe ...

Manovra/ Anm: No a interventi discriminatori

Virgilio - ‎5 ore fa‎
Roma, 14 lug. (Apcom) - Il comitato direttivo centrale dell'Anm, che si è riunito stamattina, "prende atto" delle modifiche alla manovra economica che riguardano le retribuzioni dei magistrati ma "ribadisce contrarietà per una legge che colpisce in ...

Appalti, Anm chiede dimissioni magistrati coinvolti

Reuters Italia - ‎5 ore fa‎
ROMA (Reuters) - L'Associazione nazionale magistrati ha chiesto oggi che i magistrati i cui nomi risultano coinvolti nelle inchieste su presunti appalti pilotati lascino i rispettivi incarichi negli uffici giudiziari cui appartengono. ...

MANOVRA: ANM, NO A INTERVENTI DISCRIMINATORI

Stato-oggi - ‎5 ore fa‎
(AGI) - Roma, 14 lug. - L'Associazione nazionale magistrati ribadisce il suo 'no' a “interventi discriminatori” nella manovra economica. Il parlamentino del sindacato delle toghe, con un documento approvato oggi, “prende atto delle modifiche introdotte ...

Eolico/ Anm: Inaccettabili contiguità tra magistrati e lobbies

APCOM - ‎5 ore fa‎
Roma, 14 lug. (Apcom) - "E' indispensabile evitare che si determinino indebite commistioni tra magistratura, politica e alta amministrazione e che, anche dopo la cessazione dalla funzione svolta, i magistrati ricevano incarichi che possano apparire ...

APPALTI EOLICO: ANM, NO TOGHE CONTIGUE A LOBBY

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎6 ore fa‎
(AGI) - Roma, 14 lug. - E' "inaccettabile" che "trapeli l'immagine di una magistratura contigua a gruppi lobbistici e impegnata in impropri interventi volti ad influire sull'assegnazione di affari e di incarichi prestigiosi". Questa la dura posizione ...

Anm. Cascini: "Magistrati coinvolti nelle inchieste si dimettano"

L'Occidentale - ‎7 ore fa‎
I magistrati coinvolti nelle inchieste sull'Eolico, appalti del G8 e cosiddetta "P3" dovrebbero dimettersi. È l'invito che il segretario dell'Associazione nazionale magistrati Giuseppe Cascini ha rivolto ai suoi colleghi durante la riunione del ...

P3: Anm, dimissioni magistrati coinvolti

euronews - ‎7 ore fa‎
(ANSA) – ROMA, 14 LUG – 'Bisogna avere la capacita' e ilcoraggio di farsi da parte', ha detto il segretario Anm Cascinisul coinvolgimenti di magistrati nella P3 'Quando il sospettosulla tua persona getta ombra sulla categoria e' necessariolasciare ...

P3: Anm, dimissioni magistrati coinvolti

ANSA.it - ‎7 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 14 LUG - 'Bisogna avere la capacita' e il coraggio di farsi da parte', ha detto il segretario Anm Cascini sul coinvolgimenti di magistrati nella P3 'Quando il sospetto sulla tua persona getta ombra sulla categoria e' necessario lasciare ...

Appalti, segretario Anm chiede dimissioni magistrati coinvolti

Reuters Italia - ‎8 ore fa‎
ROMA (Reuters) - Il segretario generale dell'Associazione nazionale magistrati Giuseppe Cascini ha chiesto oggi che i magistrati i cui nomi risultano coinvolti nelle inchieste su presunti appalti pilotati lascino i rispettivi incarichi negli uffici ...

Anm: «I magistrati indagati si dimettano»

Il Sole 24 Ore - ‎8 ore fa‎
I magistrati coinvolti nell'inchiesta della Procura di Roma sugli appalti per l'eolico devono dimettersi. Questa la netta posizione dell'Associazione Nazionale Magistrati. «Sarebbe un segnale forte» ha detto il segretario del sindacato delle toghe ...

Eolico, Anm: "Si dimettano i magistrati coinvolti nell'inchiesta"

Libero-News.it - ‎8 ore fa‎
magistrati coinvolti nell'inchiesta sugli appalti per l'eolico devono dimettersi. E' questa la posizione dell'Associazione Nazionale Magistrati. Nel corso della riunione del Comitato direttivo centrale, il segretario del sindacato delle toghe Giuseppe ...

Inchiesta eolico, l'Anm avverte: i magistrati coinvolti devono ...

Adnkronos/IGN - ‎8 ore fa‎
Roma - (Adnkronos) - Cascini: "Un segnale forte da dare sarebbe quello per cui i magistrati coinvolti lasciassero libera l'istituzione, lasciassero la magistratura per non coinvolgerla". Aperta pratica sul giudice Marra al Csm. Anm: ''Tra le toghe un ...

APPALTI EOLICO: ANM, TOGHE COINVOLTE SI DIMETTANO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎8 ore fa‎
(AGI) - Roma, 14 lug. - I magistrati coinvolti nell'inchiesta della Procura di Roma sugli appalti per l'eolico devono dimettersi. Questa la netta posizione dell'Associazione Nazionale Magistrati. "Un segnale forte da dare - ha detto il segretario del ...

P3, Anm: i magistrati coinvolti diano le dimissioni

ANSA.it - ‎8 ore fa‎
ROMA - 'Bisogna avere la capacita' e il coraggio di farsi da parte. Quando il sospetto sulla tua persona getta ombra sulla categoria della e' necessario lasciare libera l' istituzione'': lo ha detto il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini nel corso ...

P3,Anm: magistrati diano dimissioni

TGCOM - ‎8 ore fa‎
Il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, invita i magistrati coinvolti nell'inchiesta sugli appalti per l'eolico alle dimissioni: "Bisogna avere la capacità e il coraggio di farsi da parte". "E' necessario un segnale forte", ha sottolineato nel corso ...
 
Solidarietà ai giornalisti genovesi! Quello che non si riesce a capire dagli articoli è se si tratti di una perquisizione di iniziativa dei Carabinieri o della Procura di Genova, che però in questo caso sarebbe  sorprendentemente contro corrente rispetto alle posizioni della Associazione Nazionale Magistrati, potendo invece convocare giornalisti e "fotografi" come persone informate sui fatti trovando sicuramente la massima disponibilità alla collaborazione "dati i tempi che corrono". E se di "vendita"  si trattasse, il quotidiano è solo l'acquirente e l'utilizzatore, mentre il venditore è ... L.M.

'Ndrangheta; perquisito Secolo XIX, 4 cronisti indagati

Sindacato e Ordine giornalisti, ''no ad ogni bavaglio''


14 luglio, 19:53

(ANSA) - GENOVA, 14 LUG - Perquisizione da parte dei carabinieri del Ros nella redazione centrale ed in quella di Chiavari del quotidiano Il Secolo XIX.

Quattro cronisti del giornale risultano indagati per aver pubblicato con dovizia di particolari atti e intercettazioni dell'inchiesta che ieri ha portato all'arresto di oltre 300 presunti affiliati alla 'Ndrangheta nel nord Italia. Due dei fermati sono genovesi ed in alcune intercettazioni si fanno i nomi di politici liguri. Questa vicenda ''conferma l'impegno dei giornalisti sul fronte dell'informazione, il no a ogni bavaglio'', denunciano Associazione, Ordine e Gruppo Cronisti liguri. (ANSA).

***

Un approfondimento da "Giornalettismo"


Pubblicano atti e intercettazioni:
indagati quattro giornalisti del Secolo XIX


pubblicato il 14 luglio 2010 alle 19:08

Nella redazione di Chiavari del giornale è in corso una perquisizione, e alcuni cronisti dovranno rispondere per aver pubblicato, relativamente  all’inchiesta sulla ‘Ndrangheta al nord, informazioni che riguardavano anche politici liguri

Una perquisizione è in corso da parte di carabinieri del Ros nella redazione centrale ed in quella di Chiavari del quotidiano Il Secolo XIX, che oggi ha pubblicato con dovizia di particolari atti e intercettazioni dell’inchiesta che ieri ha portato all’arresto di oltre 300 presunti affiliati alla ‘Ndrangheta nel nord Italia.

NOMI DI POLITICI LIGURI –  Due degli arrestati sono genovesi ed in alcune intercettazioni si fanno i nomi di politici liguri. Quattro cronisti del giornale risultano indagati. «Mentre è in corso una delle più importanti indagini sulla malavita organizzata con connessioni politiche nel nord Italia, in Lombardia e Liguria – commentano i responsabili di Associazione, Ordine e Gruppo Cronisti liguri - una dozzina di carabinieri del Ros sono stati distratti da incombenze ben più importanti per perquisire la redazione centrale di Genova e quella di Chiavari de Il Secolo XIX. Motivo? La pubblicazione di atti e intercettazioni che hanno svelato intrecci e connessioni tra affari malavita e politica».

LA DURA REAZIONE DEI COLLEGHI – «Se mai era il caso – concludono i rappresentanti dei giornalisti – questa vicenda conferma l’impegno dei giornalisti sul fronte dell’informazione, il no a ogni bavaglio, la non trattabilità dei disegni di legge che limitano indagini e informazione. Ma anche il no a ogni forma coercitiva o intimidatoria da qualsiasi parte provenga nei confronti dei giornalisti. I colleghi del Secolo XIX non sono soli e non è un modo di dire. La loro ‘colpà la sosteniamo, sottoscriviamo e condividiamo in pieno». «È quello che accade quando si pubblicano le notizie», ha commentato laconico il direttore del quotidiano Umberto La Rocca.

Lo speciale della Redazione del Secolo XIX




Gli articoli:



La 'ndrangheta genovese...

I boss calabresi: «I vostri voti dateli a Monteleone»


14 luglio 2010
 
Due boss parlano al telefono, uno è Domenico Belcastro, arrestato ieri a Genova. Parlano di voti, di elezioni, di promesse. E di un altro boss, Mimmo Gangemi, anche lui finito nella retata Ros, che «...vuole appoggiare Monteleone, adesso questo qua gli ha promesso un posto di lavoro al genero». «Questo qua» è Rosario Monteleone, presidente del consiglio regionale e coordinatore dell’Udc in Liguria, la longa manus di Pier Ferdinando Casini. «Sono indebitamente tirato in ballo» è il commento di Monteleone «non c’entro niente con questa gente». Le intercettazioni risalgono a qualche settimana prima delle elezioni regionali.

Dal colloquio tra i due uomini in odor di ’ndrangheta si capisce che è in atto uno scontro tra chi vorrebbe appoggiare Fortunata (Fortunella) Moio, 23 anni, candidata nella Lista Bertone Federazione Pensionati alleata del centrosinistra e chi - Mimmo Gangemi - invece vuole far confluire i voti su Rosario Monteleone, capolista dell’Udc, al fianco del centrosinistra. Il motivo, riportato nella telefonata intercettata, la promessa di un posto di lavoro al genero. Monteleone nega. «Escludo nella maniera più categorica qualsiasi tipo di appoggio elettorale».

E allora perché la citazione nella telefonata tra i due mafiosi? «Ho conosciuto occasionalmente Gangemi, mi ha chiesto un posto di lavoro per il genero a Reggio Calabria, ma io gli ho risposto che non potevo. Lui mi ha detto che si sarebbe rivolto ad altri partiti e così penso che abbia fatto». Monteleone non ricorda in quale occasione ha incontrato Gangemi e neppure se lo ha rivisto in seguito a quel primo «e unico» colloquio. «Boh, forse l’ho rivisto per strada, non lo so...mi sembra tutta una bufala, il frutto di qualcuno che millanta qualcosa».

Monteleone, 52 anni, ha origini calabresi, ma ha sempre negato di aver concentrato le sue campagne elettorali (la prima nel 1981 nella Democrazia Cristiana) sulla folta comunità calabrese di Genova: «Io prendo voti in tutti i quartieri di Genova» ha ripetuto anche prima delle elezioni del marzo scorso. Ieri sera ha informato il presidente della Regione Claudio Burlando «del fulmine a ciel sereno» e stamattina è a Roma per incontrare Casini. «Incontro già in programma, non vado apposta» tiene a precisare. C’è un altro politico genovese che in queste ore è al centro dell’interesse per i suoi, presunti, contatti con il boss Gangemi.

È il consigliere comunale Aldo Praticò, calabrese da 21 anni a Genova, nel marzo scorso candidato al consiglio regionale con il Pdl. Sul suo sito la Casa della Legalità ha pubblicato foto di Praticò con Gangemi. «Quelle foto sono state scattate durante la festa dei calabresi che si svolge ogni anno, un evento pubblico dove viene chi vuole, non una festa elettorale: quella semmai l’avrei fatta se fossi stato eletto in Regione. Eppoi basta: da 21 anni sento sempre le stesse cose sui calabresi e la ’ndrangheta e sui siciliani e la mafia. Non se ne può più».

Le intercettazioni:

«La stiamo appoggiando noialtri... ci impegniamo noi contro la volontà di compare Mimmo Gangemi che abbiamo avuto una discussione.... Che ha voluto appoggiare a un (inc) che è un finanziere, uno sbirro... cinque anni fa ha detto lui che è sbirro questo qua, che è un infame... che questo... adesso ha voluto appoggiare a Monteleone lui... lo potete appoggiare... uno vale l’altro, appoggiamo a Monteleone... adesso questo gli ha promesso un posto di lavoro al genero e voleva appoggiare a questo qua...».

È questa l’intercettazione telefonica inclusa nella maxi ordinanza messa a punto dai gip di Reggio Calabria e Milano che ha smantellato con 300 arresti una rete malavitosa calabrese su tutto il territorio nazionale che lambisce anche la Liguria. Chi parla è Domenico «Mimmo» Belcastro, 48 anni, imprenditore calabrese, considerato dagli inquirenti un leader emergente della `ndrangheta a Genova.

Sta avendo una conversazione con Giuseppe Commisso, il boss calabrese, suo referente. E parla del leader ´ndranghetuso genovese, Domenico «Mimmo» Gangemi, di 64 anni. Nelle sue parole fa capolino il nome di Monteleone, Rosario Monteleone, presidente del Consiglio regionale ligure, rappresentante dell’Udc, ex democristiano con varie cariche amministrative nel suo passato di politico di professione.

La battaglia tra Mimmo Belcastro e Mimmo Gangemi si gioca proprio sulla decisione dell’appoggio politico. Belcastro, originario di Siderno, ritiene di dovere dare il proprio appoggio per le regionali alla figlia di Vincenzo Moio, 51 anni, originario di Taurianova, residente a Camporosso, in provincia di Imperia, imprenditore edile ed ex vice sindaco di Ventimiglia con la maglia del Pdl. La telefonata risale al 4 marzo del 2010, ad urne quasi aperte.

«Stiamo appoggiando ad uno, voi sapete che è questo che lui veniva sempre a Siderno e vi conosce... quel Moio ve lo ricordate voi? Che è un amico che si impegna... e adesso sta candidando la figlia e l’appoggiamo noi...». Commisso chiede a Belcastro se in seno alla cellula della `ndrangheta genovese sia stata fatta una votazione. Belcastro assicura: «No!». E aggiunge: «(Gangemi, ndr) Se ne è andato a Ventimiglia lui a chiamare persone ad uno ad un altro là... invece questi hanno mandato da me a questo, no?... gli hanno detto: «andate da Mimmo e non vi preoccupate»... e lui si è risentito che è venuto da me... e io non l’ho mandato a chiamare... poi mi ha mandato a chiamare lui, poi alla fine ha detto che voleva parlare con Moio a chiedergli scusa che ha sbagliato in buona fede, poi gli ha chiesto scusa pure a questo Moio...».

L’appartenenza di Gangemi alla ´ndrangheta è chiara, e così appare in una conversazione avuta con il boss Domenico Oppedisano: Dice Gangemi: «Siamo tutti una cosa, pare, che la Liguria è ndranghetista. Noi siamo calabresi e quello che c’era qui lo abbiamo portato li. Quello che abbiamo lì è una cosa che abbiamo...noi siamo in collaborazione con la Calabria. Siamo tutti una cosa...calabresi. Mi trovo a Rosarno...sempre da qua sei partito». Segue l’avvertimento del boss Oppedisano: «Però compare quello che amministriamo lì, lo amministriamo per la nostra terra, li amministriamo sempre noi calabresi».
 
Di Loredana Morandi (pubblicato @ 19:56:01 in Magistratura, linkato 44 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

 



L’Associazione Nazionale Magistrati ribadisce la centralità della questione morale a fronte delle gravissime vicende emerse negli ultimi mesi che coinvolgono le istituzioni del paese.

E’ inaccettabile che trapeli l’immagine di una magistratura contigua a gruppi lobbistici ed impegnata in impropri interventi volti ad influire sull’assegnazione di affari e di incarichi prestigiosi.

I magistrati si legittimano esclusivamente nello svolgimento dell’attività giurisdizionale esercitata con indipendenza ed imparzialità e senza che si insinui il dubbio di illeciti condizionamenti esterni.

E’ indispensabile evitare che si determinino indebite commistioni tra magistratura, politica ed alta amministrazione, e che, anche dopo la cessazione dalla funzione svolta, i magistrati ricevano  incarichi che possano apparire collegati al pregresso esercizio delle funzioni giudiziarie. 

E’ questa la magistratura, delineata dalla Costituzione, che intendiamo rappresentare e nella quale vogliamo identificarci.

Ribadiamo, pertanto, l’impegno dell’Associazione a contrastare con ogni mezzo qualsiasi forma di contiguità a poteri politici o affaristici e di opacità nei comportamenti al fine di restituire credibilità all’intero corpo giudiziario.

In tale prospettiva un ruolo determinante deve essere svolto dal C.S.M. appena eletto, che dovrà porre al centro della propria azione la questione morale e l’autoriforma della magistratura, ed in particolare le tematiche concernenti la nomina dei dirigenti, le valutazioni di professionalità, l’organizzazione degli uffici ed il rispetto del sistema tabellare.

Auspichiamo, inoltre, che i magistrati coinvolti, indipendentemente dall’accertamento di eventuali responsabilità, abbiano la sensibilità istituzionale di fare un passo indietro e liberare l’istituzione da ogni ombra di sospetto.

IL C.D.C.

si impegna sin d’ora a proseguire con rigore nell’attività di vigilanza e denuncia di comportamenti contrari, o che comunque possano apparire tali, al codice deontologico dell’associazione;

chiede un intervento immediato delle istituzioni competenti per il completo accertamento delle responsabilità e per sanzionare eventuali comportamenti illeciti;

chiede che vengano adottate le modifiche normative volte ad evitare qualsiasi legame tra magistrati e politica idonei ad incidere sulla credibilità non solo del singolo ma anche dell’intero ordine  giudiziario;

chiede che i probiviri accertino, con la necessaria tempestività, le eventuali singole responsabilità e propongano, in tal caso, al C.D.C. i provvedimenti previsti dallo Statuto nei confronti dei soci.

Roma, 14 luglio 2010
 
Consiglio Superiore della Magistratura

Comunicato stampa del Consigliere Livio Pepino


IL CSM, IL SIGNOR LOMBARDI,
LA QUESTIONE MORALE


 

Leggo con sorpresa un comunicato stampa con cui il comitato di presidenza del Consiglio superiore precisa di non avere avuto sollecitazioni ad affrontare il tema delle “frequentazioni di consiglieri con il sig. Lombardi”. Il Comitato (nella sua componente in carica all'epoca dei fatti) non ha buona memoria o confonde la “apertura di una pratica” con la richiesta di un pubblico dibattito in plenum. Il 15 marzo scorso, insieme ad altri 14 consiglieri, chiesi, con nota scritta diretta al comitato, l'apertura di una pratica tesa ad accertare la veridicità di quanto riferito da fonti di stampa circa rapporti impropri di un consigliere con lobby di potere emersi nel corso di indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Trani.

L’accertamento era finalizzato a una valutazione, quantomeno, della correttezza di siffatti comportamenti. In successivi plenum segnalai la necessità che tale questione fosse affrontata in seduta pubblica (provocando anche reazioni polemiche di almeno un consigliere). Il 12 maggio (ricollegandomi a un opportuno intervento del cons. Berruti) reiterai – sempre in plenum – la richiesta di un dibattito pubblico sulla deontologia dei consiglieri a seguito di notizie di stampa relative ad asseriti rapporti, ancora una volta a mio modo di vedere discutibili, di componenti del Consiglio con il signor Lombardi. Nel giugno scorso mi è stato comunicato che il comitato di presidenza aveva archiviato la richiesta sopra indicata. Nonostante un sollecito scritto non mi è stata rilasciata copia del provvedimento di archiviazione (in forza di una interpretazione del regolamento interno quantomeno discutibile). Ignoro, dunque, se nella motivazione del provvedimento si prenda in esame solo la richiesta originaria ovvero se si menzionino anche quelle da me formulate successivamente e, in particolare, il 12 maggio (la cui canalizzazione era, all’evidenza, di competenza del comitato di presidenza). Tale omissione sarebbe assai curiosa ma non basterebbe, in ogni caso, a elidere un fatto storico di singolare (e preoccupante) linearità: non una ma più richieste di pubblicità e trasparenza (relative a comportamenti di consiglieri ampiamente divulgati dalla stampa) sono rimaste senza seguito!
 

Roma, 14 luglio 2010

Livio Pepino  
 
Sono anni e anni che discuto di questo argomento con gli ambientalisti e con i presidenti delle associazioni costituite per i danni presso il Tribunale di Roma, ma mai, in nessuna discussione, mi sono stati opposti dati incontrovertibili che sottraggano una centrale nucleare dall'ombra di quelle antenne alla luce di una analisi epidemiologica del territorio. Nella foto uno dei reattori nucleari: il "Tapiro"




A mio avviso infatti nessuna perizia epidemiologica recherà dati veritieri nel caso in cui non ricomprenda la certa incidenza data dalla presenza della centrale atomica sperimentale Ex Enea alla Casaccia, che si trova all'ombra delle antenne dagli anni 60 ed è stata oggetto di incidenti anche gravissimi e che oggi ospita ancora 4  installazioni nucleari, ed in più è divenuta sito di stoccaggio per oltre 6500 fusti dal contenuto radioattivo. I tumori ci sono, ma ne siamo grati alla produzione di anni del combustibile al plutonio per il reattore canadese "Chalk River". L'ultimo incidente subito dall'impianto cui possa risalire io seduta stante è del 2006. L.M.


Tribunale di Roma: «Nesso fra le onde

di Radio Vaticana e i tumori dei bimbi»

La replica di Padre Lombardi, direttore dell'emittente: «Sono stupito. Al più presto le nostre controdeduzioni»

ROMA (13 luglio) - C'è un nesso tra i tumori e l'esposizione alle antenne di Radio Vaticana. La superperizia disposta dal tribunale di Roma e resa nota oggi dopo cinque lunghi anni di lavoro non lascia dubbi: c'è «un'associazione importante», dice, tra l'esposizione alle strutture di Radio Vaticana e il rischio di leucemie e linfomi per i bambini. Un esito inaspettato per l'emittente della Santa Sede, il cui direttore Padre Lombardi ha reagito con «stupore», annunciando però che la radio «presenterà al più presto le proprie controdeduzioni».

Nelle oltre 300 pagine di perizia, disposta dal gip rispetto alle morti da elettrosmog avvenute tra la fine degli anni '80 e il 2003, nell'ambito dell'inchiesta per omicidio colposo, si parla di «rischi importanti» di morti per «tumori emolinfopoietici», per le persone esposte tra i 5 e i 9 chilometri dall'emittente, per almeno 10 anni». E in particolare dell'esposizione dei bimbi: «Lo studio suggerisce che vi sia stata una associazione importante, coerente e significativa - si legge - tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini». E aggiunge che le strutture di MariTele, l'installazione della Marina, «in modo limitato e additivo, hanno plausibilmente contribuito all'incremento di quel rischio».

La radio Vaticana apprende con stupore i risultati della perizia, commenta Padre Lombardi, anche perchè «non è stata ancora resa pubblica dal Tribunale». E provvederà comunque a presentare al più presto le proprie considerazioni e le controdeduzioni dei propri consulenti tecnici, il prof. Umberto Veronesi e la dott.ssa Susanna Lagorio. Padre Lombardi sottolinea inoltre che «secondo la letteratura scientifica internazionale in materia, non è stata mai dimostrata l'esistenza di un nesso di causalità come quello ipotizzato - a quanto sembra - dalle conclusioni della perizia, che non vanno quindi ritenute assodate». E ribadisce che la radio della Santa Sede «ha sempre osservato le indicazioni internazionali sulle emissioni elettromagnetiche e, dal 2001, in seguito ad accordo con le competenti autorità italiane, ha osservato i più restrittivi limiti stabiliti dalla sopravvenuta normativa italiana in materia, in modo tale da rispondere attentamente, come dovuto, ad ogni eventuale preoccupazione della popolazione circostante».
 

Fotografie del 14/07/2010

Nessuna fotografia trovata.
Ci sono  persone collegate

< luglio 2010 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
 
             




Cerca per parola chiave
 

Titolo


Titolo






A.N.M.
A.D.M.I.
Argon News
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unità per la Costituzione
Unicost Milano
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed


Blog Link







06/09/2010 @ 22.53.04
script eseguito in 469 ms