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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 08/07/2010
L'INCHIESTA
Inchiesta Finmeccanica, arrestato Cola I pm: "Ha riciclato denaro del gruppo Mokbel"
Il manager indagato nella veste di consulente della società, fermato a Roma poche ore prima di imbarcarsi per gli Stati Uniti. La procura lo accusa di riciclaggio di sette milioni e mezzo per l'acquisto del 51% della Digint srl
di MARIA ELENA VINCENZI ed ELSA VINCI
Svolta nell'indagine su Finmeccanica. Alle tre di oggi pomeriggio i carabinieri del Ros hanno arrestato Lorenzo Cola, 44 anni, nella veste di consulente di Finmeccanica, con l'accusa di concorso in riciclaggio aggravato. A Cola è stato notificato un provvedimento di fermo firmato alle 2.30 della notte tra mercoledì e giovedì dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dai sostituti Rodolfo Sabelli, Giovanni Bombardieri, Francesca Passaniti. Al manager, consulente personale del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, e della moglie e amministratore delegato di Selex, Marina Grossi, la procura contesta il riciclaggio di sette milioni e mezzo di euro versati dal gruppo di Gennaro Mokbel (coinvolto nella megafrode da due miliardi di euro Fastweb e Telecom Italia Sparkle) per l'acquisto del 51 per cento della società Digint srl. Questa somma, secondo quanto ricostruito con rogatorie a Hong Kong, San Marino e Svizzera, faceva parte di un versamento complessivo di otto milioni e 300 mila euro nominalmente utilizzati per l'acquisizione societaria. In realtà, quei sette milioni e mezzo sarebbero stati il prezzo illecito preteso da Cola per chiudere l'affare Digint Finmeccanica. Di Cola ha parlato all'inizio dell'indagine , mentre ieri Finmeccanica ha precisato che è un loro "ex consulente".
Cola è stato fermato a Roma, nella centrale piazza San Lorenzo in Lucina, poche ore prima di imbarcarsi sul volo che, via Parigi, lo avrebbe dovuto portare stanotte negli Stati Uniti. Il manager era arrivato in Italia nei giorni scorsi, a Milano, proveniente dalla Svezia dove sua moglie aveva appena partorito. A rendere necessario il fermo, secondo la Procura, ''il concreto e fondato pericolo di fuga'', dimostrato dalla ''consapevolezza dell'indagato di un'indagine a suo carico e dall'imminente allontanamento per l'estero''. Cola è stato trasferito nel carcere di Rebibbia dove ha nominato quali suoi avvocati il professor Franco Coppi e Ottavio Marotta. La perquisizione della sua abitazione a Roma, nel quartiere Parioli, è proseguita per tutto il pomeriggio. Entro 48 ore il gip dovrà interrogarlo e decidere se convalidare o meno il suo fermo. (08 luglio 2010)
La Repubblica
La Rassegna
La Repubblica - 1 ora fa
Il manager indagato nella veste di consulente della società, fermato a Roma poche ore prima di imbarcarsi per gli Stati Uniti. La procura lo accusa di riciclaggio di sette milioni e mezzo per l'acquisto del 51% della Digint srl Svolta nell'indagine su ...
ANSA.it - 1 ora fa
ROMA - I carabinieri del Ros hanno fermato Lorenzo Cola, in passato consulente di Finmeccanica, nell'ambito dell'inchiesta sul maxi-riciclaggio che coinvolge Fastweb e Telecom Italia Sparkle. L'accusa e', tra l'altro, di concorso in riciclaggio. ...
TGCOM - 2 ore fa
I carabinieri del Ros hanno fermato Lorenzo Cola, 44 anni, in passato consulente di Finmeccanica, nell'ambito dell'inchiesta sul maxi-riciclaggio che coinvolge Fastweb e Telecom Italia Sparkle. L'accusa è di concorso in riciclaggio di 7,5 milioni ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 42 minuti fa
(AGI) - Roma, 8 lug. - Lorenzo Cola, il consulente di Finmeccanica e' indagato in concorso con Gennaro Mokbel, Marco Iannilli, Marco Toseroni, l'ex senatore del PdL Nicola Paolo Di Girolamo "ed altri soggetti" per riciclaggio internazionale per aver ...
Libero-News.it - 2 ore fa
rrestato l'ex consulente di Finmeccanica, Lorenzo Cola, accusato di riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta che coinvolge Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Cola, già consulente del presidente Pierfrancesco Guarguaglini è stato arrestato questo ...
Affaritaliani.it - 2 ore fa
Il consulente di Finmeccanica Lorenzo Colae' stato fermato, dai carabinieri del Ros di Roma, su ordinedella procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulriciclaggio internazionale che ha coinvolto tra l'altro GennaroMokbel , l'ex senatore Nicola Paolo ...
euronews - 1 ora fa
(ANSA) – ROMA, 8 LUG – I carabinieri del Ros hanno fermatoLorenzo Cola, in passato consulente di Finmeccanica.Il fermo nell'ambito dell'inchiesta sul maxi-riciclaggio checoinvolge Fastweb e Telecom Italia Sparkle. L'accusa e', tral'altro, ..
E' lecito immaginare che ora, presso il Collegio dei Maestri Venerabili, che ha sede a Cagliari, sia in corso un fuggi fuggi... LM
L'ordinanza da un articolo su L'Unità: «Una associazione per delinquere diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti» caratterizzata «dalla segretezza degli scopi» e volta «a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali nonchè degli apparati della pubblica amministrazione». È quanto scrive il Gip del Tribunale di Roma, Giovanni De Donato, nel capo di imputazione dell'ordinanza (circa 60 pagine) di arresto per l'imprenditore Flavio Carboni, di Pasquale Lombardi, ex esponente della Dc e dell'imprenditore napoletano, Arcangelo Martino. Per i quattro il reato ipotizzato dalla Procura di Roma è di associazione a delinquere semplice e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Per il gip i tre hanno «sviluppato una fitta rete di conoscenze nei settori della magistratura e della politica da sfruttare per i fini segreti del sodalizio e ciò anche grazie alle attività di promozione di convegni e incontri di studio realizzate tramite una associazione denominata 'Centro studi giuridici per l'integrazione europea Diritti e Libertà». L'associazione era gestita da Lombardi in qualità di segretario e da Martino quale responsabile dell'organizzazione. Una struttura, scrive il gip, «di fatto finanziata e gestita in modo occulto da Carboni». Per il magistrato i tre «approfittavano delle conoscenze per acquisire informazioni riservate e influire sull'esercizio delle funzioni pubbliche rivestite dalle personalità avvicinate dai membri dell'associazione».
Per il Gip, la loggia di Carboni voleva influenzare la Consulta sul Lodo AlfanoUna superloggia segreta guidata dall'imprenditore Flavio Carboni, tra settembre e ottobre 2009, tentò di avvicinare giudici della Corte costituzionale allo scopo di influire sull'esito del giudizio sul cosiddetto Lodo Alfano, la legge che prevedeva la sospensione del processo penale per le alte cariche dello stato. Lo afferma il gip Giovanni De Donato, nell'ordinanza con cui ha disposto l'arresto per Carboni, per Pasquale Lombardi, ex esponente della Dc e l'imprenditore napoletano, e per Arcangelo Martino nell'ambito dell 'inchiesta sull'eolico in Sardegna.
Ai tre arrestati viene contestata l'accusa di associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. «Una associazione per delinquere - scrive il gip - diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti» caratterizzata «dalla segretezza degli scopi» e volta «a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali nonché degli apparati della pubblica amministrazione».
Il 23 settembre dello scorso anno, a pochi giorni dal giudizio della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, secondo il gip avvenne una riunione nell'abitazione romana del coordinatore del Pdl, Denis Verdini, per stabilire un tentativo di avvicinamento ai giudici della consulta. All'incontro era invitato anche lo stesso Carboni, il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri e il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller, oltre ad Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi.
La contropartita chiesta per tale attività di lobby è la candidatura di Nicola Consentino alla Regione Campania, come esplicitato in una telefonata di Lombardi allo stesso sottosegretario. Il tentativo di influire sul giudizio di costituzionalità del lodo Alfano non va però a buon fine. Il 7 ottobre 2009 la Corte boccia il provvedimento, suscitando le ire di Carboni e Martino, che accusano Lombardi del fallimento e della figuraccia fatta con i propri referenti politici, a partire da Verdini.
Il Gip inoltre afferma che tra la fine del 2009 e febbraio del 2010, in vista delle elezioni regionali, i tre arrestati si impegnarono al fine di ottenere la candidatura dell'attuale sottosegretario all'Economia. Questi però fu raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere perché accusato di concorso esterno in associazione mafiosa dal gip Raffaele Piccirillo.
I tre allora cercarono di favorire un rapido accoglimento del ricorso proposto contro tale misura, grazie al rapporto esistente fra Lombardi e il presidente di Corte di Cassazione, nel tentativo di recuperare la sua candidatura di Cosentino. Il ricorso fu tuttavia rigettato. A questo punto il gruppo guidato da Carboni avviò, secondo il Gip, un'intensa attività diretta a screditare il nuovo candidato del Pdl alla presidenza della regione Campania, Stefano Caldoro, nel tentativo di escluderlo dalla competizione elettorale, anche diffondendo all'interno del partito e su Internet, notizie diffamatorie sul suo conto.
Per il gip i tre hanno «sviluppato una fitta rete di conoscenze nei settori della magistratura e della politica da sfruttare per i fini segreti del sodalizio e ciò anche grazie alle attività di promozione di convegni e incontri di studio realizzate tramite una associazione denominata "Centro studi giuridici per l'integrazione europea Diritti e Libertà"». L'associazione era gestita da Lombardi in qualità di segretario e da Martino quale responsabile dell'organizzazione. La struttura, scrive il gip, era «di fatto finanziata e gestita in modo occulto da Carboni». Per il magistrato i tre «approfittavano delle conoscenze per acquisire informazioni riservate e influire sull'esercizio delle funzioni pubbliche rivestite dalle personalità avvicinate dai membri dell'associazione»
Gli altri episodi contestati sono: il tentativo, a partire da luglio del 2009, di accaparrarsi appalti per la produzione di energia eolica in Sardegna; le attività di interferenza nei confronti di componenti del Consiglio superiore della magistratura per la nomina, ad alcune cariche direttive, di magistrati graditi al sodalizio, tra cui Alfonso Marra, aspirante alla carica di presidente della Corte di Appello di Milano; le attività per influire sull'esito del ricorso presentato dalla lista «Per la Lombardia» del presidente Roberto Formigoni contro l'esclusione dalle regionali (intervento operato tramite l'intervento di Lombardi sul magistrato Alfonso Marra, appena insediato alla Corte d'Appello di Milano, ma senza esito); l'intervento su rappresentanti del ministero della Giustizia, dopo il respingimento del ricorso della "Lista per la Lombardia", per sollecitare una ispezione straordinaria nei confronti dei magistrati del collegio che aveva esaminato il ricorso (tentativo fallito a causa dell'opposizione dei vertici del ministero).
Il Sole 24 ore
Leggi anche:
La difesa di Carboni: arresto assurdo e ingiustificato.
La Rassegna
Eolico in Sardegna: arrestato Flavio Carboni Una superloggia segreta sugli appalti
di Paola Medde
Il faccendiere sardo Flavio Carboni è stato arrestato questa mattina a Roma dai carabinieri su ordine della magistratura romana nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti dell'eolico in Sardegna.
L'OMBRA DELLA MASSONERIA Per lui l'accusa è di corruzione, ma sul suo arresto spunta anche l'ombra della massoneria: «Banda segreta come la P2 per pilotare giudici e politici» dicono gli inquirenti. Carboni, 78 anni, originario di Torralba, in provincia di Sassari, è stato condotto a Regina Coeli. Il suo difensore Renato Borzone ha già annunciato il ricorso al tribunale delle Libertà. In manette sono finiti anche il geometra Pasquale Lombardi, ex sindaco Dc originario dell'Avellinese e membro delle commissioni tributarie, e l'imprenditore edile Arcangelo Martino, entrambi implicati nell'affaire del vento in Sardegna.
L'ORDINANZA «Una associazione per delinquere diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti» caratterizzata «dalla segretezza degli scopi» e volta «a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali nonchè degli apparati della pubblica amministrazione». È quanto scrive il Gip del Tribunale di Roma, Giovanni De Donato, nel capo di imputazione dell'ordinanza (circa 60 pagine) di arresto per l'imprenditore Flavio Carboni, di Pasquale Lombardi, ex esponente della Dc e dell'imprenditore napoletano, Arcangelo Martino. Per i quattro il reato ipotizzato dalla Procura di Roma è di associazione a delinquere semplice e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Per il gip i tre hanno «sviluppato una fitta rete di conoscenze nei settori della magistratura e della politica da sfruttare per i fini segreti del sodalizio e ciò anche grazie alle attività di promozione di convegni e incontri di studio realizzate tramite una associazione denominata 'Centro studi giuridici per l'integrazione europea Diritti e Libertà». L'associazione era gestita da Lombardi in qualità di segretario e da Martino quale responsabile dell'organizzazione. Una struttura, scrive il gip, «di fatto finanziata e gestita in modo occulto da Carboni». Per il magistrato i tre «approfittavano delle conoscenze per acquisire informazioni riservate e influire sull'esercizio delle funzioni pubbliche rivestite dalle personalità avvicinate dai membri dell'associazione».
L'INCHIESTA I tre erano finiti nel registro degli indagati della Procura di Roma insieme ad altre tre persone, tutti con l'accusa di corruzione: Pinello Cossu, consigliere Udc della provincia di Carbonia Iglesias e nipote di Carboni; Ignazio Farris, nominato dalla Giunta Cappellacci alla direzione dell'ARPAS (Agenzia Regionale Protezione Ambiente); Franco Piga, commissario dell'Autorità d'ambito, ruolo importante nella gestione delle acque. Secondo gli inquirenti, attorno all'eolico sardo si sarebbe sviluppato un “sistema gelatinoso” manovrato da Carboni e mirato a ottenere appoggi politici per favorire imprenditori interessati alla realizzazione di parchi eolici in Sardegna, affievolendo i lacci e lacciuoli burocratici imposti dalla normativa. E non è un mistero che nell'agosto del 2009 la Giunta Cappellacci fece cadere effettivamente quasi tutti i vincoli per gli impianti eolici fissati dalla precedente Giunta Soru dando il via, di fatto, a un far west del vento su cui fece marcia indietro solo nel marzo 2010 con una delibera di stop assoluto, quando e perché, probabilmente, la “cricca” aveva annusato l'odore dell'inchiesta.
L'indagine, partita sulla base di un'informativa della Direzione Distrettuale Antimafia e coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dai pm Rodolfo Sabelli e Ilaria Calò, si è successivamente allargata ad altri nomi eccellenti: Denis Verdini, coordinatore del Pdl, che da Carboni avrebbe intascato una maxitangente di 800 mila euro (transitati per il Credito Cooperativo Fiorentino, la banca di Verdini) per raccomandare la “cricca del vento” a Ugo Cappellacci, a sua volta indagato per corruzione e abuso d'ufficio con l'accusa di aver aggirato le vie legali per nominare all'ARPAS Ignazio Farris (delibera secretata, quella della nomina), uomo raccomandato da Carboni, come lo stesso faccendiere ha ammesso pubblicamente. Farris, a capo dell'Agenzia che effettua la Valutazione di Impatto Ambientale (Via) dei progetti di parchi eolici e che è tutt'ora al suo posto nonostante le richieste di dimissioni, avrebbe dovuto dare il via libera alle fattorie del vento targate Carboni & Co. Ma nelle intercettazioni erano rimasti impigliati anche nomi di rilievo come il senatore Marcello dell'Utri e il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, che non risultano però indagati.
L'uomo chiave della vicenda, il tessitore occulto delle trame del eoliche è però lui, Flavio Carboni, personaggio che ha cavalcato i misteri della Prima e della Seconda Repubblica: coinvolto nell'indagine per la morte del banchiere Roberto Calvi sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra nel 1982, accusa da cui è stato di recente assolto, è riemerso successivamente come il burattinaio dell'affaire eolico: sarebbe lui, secondo l'accusa, ad aver funzionato come anello di congiunzione tra gli interessi dei signori del vento e la Regione Sardegna attraverso l'appoggio romano di Verdini, che lo avrebbe introdotto alla corte di Cappellacci. Ma, come il presidente della Commissione antimafia Giuseppe Pisanu ha confermato, neanche la mafia starebbe a guardare: l'eolico, secondo alcune ipotesi, non sarebbe altro che il “piede nella porta” attraverso cui conquistare e svalutare i territori di maggiore pregio ambientale per dare il via , una volta minati di pali d'acciaio e svalutati a dovere, alla speculazione edilizia.
L'unità 08 luglio 2010
http://www.unita.it/news/italia/100950/eolico_in_sardegna_arrestato_carboni_una_superloggia_segreta_sugli_appalti
Il Sole 24 Ore - 14 minuti fa
«Dopo averlo solo sospettato, la lettura dell'ordinanza di sociologia giudiziaria della autorità giudiziaria di Roma dà conferma che il nulla probatorio emerso da mesi di indagine è sfociato in un arresto assurdo e ingiustificato, tra l'altro nei ...
Il Post - 22 minuti fa
Arcangelo Martino, imprenditore napoletano, Pasquale Lombardi, ex esponente della DC, e il “faccendiere” Flavio Carboni sono stati arrestati su ordine della magistratura romana con l'accusa di aver costituito un'associazione a delinquere che avrebbe ...
Adnkronos/IGN - 22 minuti fa
Roma - (Adnkronos/Ign) - Ordini di custodia per l'imprenditore, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino. Le accuse contestate associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi. Il gip: ''Hanno concordato e tentato l'avvicinamento di giudici ...
il Giornale - 44 minuti fa
I giudici: avrebbe pilotato giudici e politici sugli appalti per l'energia. Arrestati anche l'imprenditore Martino e l'ex dc Lombardi. Le accuse: associazione per delinquere e violazione della legge sulle associazioni segrete. ...
Il Messaggero - 54 minuti fa
CAGLIARI (8 luglio) - Gli arresti effettuati questa mattina (di Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino) nascono da uno stralcio, aperto quest'anno, dell'inchiesta sugli appalti per l'eolico in Sardegna in cui sono coinvolti, ...
Libero-News.it - 1 ora fa
Roma, 8 lug. - (Adnkronos) - "Escludo nella maniera piu' assoluta che durante la mia presenza alla riunione con Pasquale Lombardi si sia parlato di possibili interventi presso la Corte Costituzionale". Lo dice all'ADNKRONOS il sottosegretario alla ...
Il Sole 24 Ore - 1 ora fa
Una superloggia segreta guidata dall'imprenditore Flavio Carboni, tra settembre e ottobre 2009, tentò di avvicinare giudici della Corte costituzionale allo scopo di influire sull'esito del giudizio sul cosiddetto Lodo Alfano, la legge che prevedeva la ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 1 ora fa
(AGI) - Roma, 8 lug. - Quando la Lista Formigoni fu respinta dalla commissione elettorale presso la corte di appello di Milano, Arcangelo Martino, il costruttore arrestato assieme a Flavio Carboni ea Pasquale Lombardi, si attivo' nel marzo scorso ...
Libero-News.it - 1 ora fa
"Volevano influire sulla Corte Costituzionale per il Lodo Alfano". Riunione a casa di Verdini, presenti Dell'Utri e Carboni a banda dell'eolico tentò di influire sui giudici della Corte Costituzionale per il giudizio sul Lodo Alfano. ...
Leggo Online - 1 ora fa
Il 23 settembre dello scorso anno, a pochi giorni dal giudizio della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, avvenne una riunione nell'abitazione romana del coordinatore del Pdl, Denis Verdini, per stabilire un tentativo di avvicinamento ai giudici della ...
Adnkronos/IGN - 1 ora fa
Roma, 8 lug. - (Adnkronos) - La riunione che i tre indagati organizzarono per poi cercare di influire sul giudizio della Corte Costituzionale a proposito del lodo Alfano, si svolse nell'abitazione di Denis Verdini, a Palazzo Pecci Blunt in piazza ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 2 ore fa
(AGI) - Roma, 8 lug. - A poche settimane dal giudizio della Corte Costituzionale sul lodo Alfano ci fu una riunione, datata 23 settembre 2009, nella casa romana del coordinatore del Pdl, Denis Verdini (indagato per corruzione e riciclaggio), ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 2 ore fa
(AGI) - Roma, 8 lug. - Occuperebbero, nell'associazione a delinquere, pari livello e importanza: Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi, a parere del gip, condividono gli obiettivi perseguiti con la creazione del sodalizio criminoso, ...
SassariNotizie.com - 2 ore fa
SASSARI. Scattano le prime manette nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti dell'eolico. L'uomo d'affari Flavio Carboni (nato a Sassari nel 1932), è stato arrestato questa mattina dai carabinieri su ordine della Procura di Roma. ...
L'Unità - 2 ore fa
Il faccendiere sardo Flavio Carboni è stato arrestato questa mattina a Roma dai carabinieri su ordine della magistratura romana nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti dell'eolico in Sardegna. Per lui l'accusa è di corruzione, ma sul suo arresto ...
Affaritaliani.it - 2 ore fa
Occuperebbero, nell'associazione adelinquere, pari livello e importanza: Flavio Carboni,Arcangelo Martino ePasquale Lombardi, a parere del gip, condividono gli obiettiviperseguiti con la creazione del sodalizio criminoso, potendocontare, tra l'altro, ...
TGCOM - 2 ore fa
"Il nulla probatorio emerso da mesi di indagine è sfociato in un arresto assurdo e ingiustificato, nei confronti di un quasi ottantenne con patologie cardiache". E' il commento dell'avvocato Renato Borzone, difensore dell'imprenditore Flavio Carboni, ...
Leggo Online - 2 ore fa
L'imprenditore Flavio Carboni, coinvolto a Roma nell'inchiesta sugli impianti eolici da effettuare in Sardegna, è stato arrestato a Roma dai carabinieri. La richiesta di arresto è stata effettuata dai pm della Procura capitolina che indagano sugli ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 2 ore fa
(AGI) - Roma, 8 lug. - "Dopo averlo solo sospettato, la lettura dell'ordinanza di sociologia giudiziaria dell'autorita' giudiziaria di Roma da' conferma che il nulla probatorio emerso da mesi di indagine e' sfociato in un arresto assurdo e ...
SKY.it - 2 ore fa
Nuovi sviluppi nell'inchiesta. Arrestati Flavio Carboni, l'ex Dc Lombardi e l'imprenditore Martino. Già coinvolti Verdini e Cappellacci. Il giudice: cercarono di avvicinare i giudici della Corte Costituzionale per influenzarli sullo "scudo" ...
La Voce d'Italia - 2 ore fa
Roma – Sono Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino le tre persone arrestate questa mattina nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti dell'eolico (in cui veniva coinvolto anche il coordinatore del Popolo della libertà Denis Verdini). ...
Ecoblog.it (Blog) - 2 ore fa
Che l'eolico sia una delle energie rinnovabili in grado di generare le voglie di fare affari lo si era capito. Giunge così la notizia dell'arresto di Flavio Carboni personaggio piuttosto complesso coinvolto a vario titolo anche in diverse altre ...
La Stampa - 3 ore fa
L'imprenditore Flavio Carboni, coinvolto a Roma nell'inchiesta sugli impianti eolici da effettuare in Sardegna, è stato arrestato a Roma dai carabinieri. In manette con lui sono finiti anche l'imprenditore campano Arcangelo Martino el'excomponente di ...
ANSA.it - 3 ore fa
ROMA - L'imprenditore Flavio Carboni, coinvolto a Roma nell'inchiesta sugli impianti eolici da effettuare in Sardegna, è stato arrestato, insieme a Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente della Dc nonché ex sindaco del suo paese di origine in ...
euronews - 3 ore fa
(ANSA) – ROMA, 8 LUG – Gli arrestati per l'inchiesta sull'eolicotentarono di avvicinare giudici della Consulta per influenzarel'esito del giudizio sul lodo Alfano. Lo afferma il gip DeDonato nell'ordinanza con cui ha disposto gli arresti di ...
Affaritaliani.it - 3 ore fa
Flavio Carboni, Arcangelo Martino ePasquale Lombardi avrebbero tentato, nella primavera del 2009,di avvicinare i giudici della Corte Costituzionale per influiresull'esito del giudizio relativo al cosiddetto Lodo Alfano cheaveva introdotto la ...
Corriere della Sera - 3 ore fa
«Incontro da Verdini per stabilire la strategia». Pressioni anche per far riammettere la Lista Formigoni. ROMA - Associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi che vieta la creazione di associazioni segrete: sono le accuse contestate dal ...
ANSA.it - 3 ore fa
(ANSA) - ROMA, 8 LUG - Gli arrestati per l'inchiesta sull'eolico tentarono di avvicinare giudici della Consulta per influenzare l'esito del giudizio sul lodo Alfano. Lo afferma il gip De Donato nell'ordinanza con cui ha disposto gli arresti di Flavio ...
Blitz quotidiano - 3 ore fa
Quasi una nuova P2: non solo facevano affari e tangenti ma tentavano di condizionare gli affari di Stato fino al punto di tentare di intervenire sulla Corte Costituzionale per condizionare il giudizio sul Lodo Alfano. Sono queste le clamorose ...
Kayenna schegge metropolitane - 3 ore fa
Pasquale Lombardi, giudice in alcune commissioni tributarie, l'imprenditore campano Arcangelo Martino ed il faccendiere Flavio Carboni, sono stati arrestati stamattina dai Carabinieri del Ros su ordine della Procura di Roma. I reati contestati ai tre ...
Da altro quotidiano online: "Alla lettura della sentenza, Dridi Sabri, presunto capo dell'organizzazione, condannato a 8 anni e mezzo di reclusione, ha apostrofato il procuratore aggiunto Armando Spataro capo del pool antiterrorismo, urlando: "Sei un servitore dell'America, non un italiano tricolore. Sei un criminale. Sei un complice del criminale Bush". Solidarietà al dottor Spataro, a mio avviso questi personaggi facinorosi adepti all'organismo del Mossad denominato Al Qaeda sono coloro che, nel mondo, giustificano i veri terrorismi delle industrie belliche americane e del colonialismo israeliano. L.M.
Terrorismo: Islam, a Milano 15 condanne fino 8 anni e 6 mesi
MILANO - Quindici presunti terroristi islamici sono stati condannati oggi a Milano a pene comprese tra i sei mesi e gli otto anni e sei mesi di reclusione. Lo ha deciso la Prima Corte d'assise, che ha assolto altri 10 imputati, nel processo a carico di un gruppo di tunisini, algerini e marocchini accusati di far parte di un'organizzazione con base nel capoluogo lombardo che inviava martiri o attentatori in Iraq e in Afghanistan e faceva proselitismo anche in alcune moschee milanesi. In particolare, e' stato condannato a 8 anni e 6 mesi il tunisino Dridi Sabri, che era accusato di terrorismo internazionale e altri reati, come il favoreggiamento dell' immigrazione clandestina.
Stando alle indagini del Pm Nicola Piacente e del procuratore aggiunto Armando Spataro, infatti, il gruppo faceva entrare extracomunitari in Italia prendendo denaro e cosi' finanziando i loro progetti terroristici ''in un quadro di jihad globale''. La Corte, presieduta da Luigi Cerqua, ha mantenuto il reato di terrorismo internazionale per sei dei quindici condannati. Per alcuni e' caduta l'aggravante della finalita' terroristica che era contestata in aggiunta ad altri reati, come il favoreggiamento dell'immigrazione. Dieci persone sono state assolte e alcuni imputati, che erano ancora in carcere, sono stati scarcerati su decisione dei giudici. La presidenza del Consiglio, che si e' costituita parte civile, ha ottenuto un risarcimento di 100 mila euro a carico degli imputati.
Stando ai capi di imputazione, il gruppo cercava di fare proseliti nelle moschee milanesi di viale Jenner e di via Quaranta, attraverso video, sermoni e altri documenti di propaganda fondamentalista. A 5 anni e 11 mesi di carcere è stato condannato Imed Zarkaoui che, stando alle indagini, teneva i contatti con i componenti dell'associazione che agivano all'estero: in Francia,Spagna, Regno Unito, Portogallo, Romania, Algeria e Siria.
Il tunisino Sabri, invece, per cui il pm aveva chiesto 10 anni, era accusato di essere a capo della cellula milanese del gruppo, con funzioni di direzione e organizzazione anche di altri gruppi attivi a Reggio Emilia e in Liguria. Nella scorsa udienza, facendo dichiarazioni spontanee, Sabri aveva anche citato una frase di Papa Giovanni Paolo II e chiesto "perdono". Nel corso dell'udienza preliminare e del processo alcuni imputati si erano spesso lasciati andare ad intemperanze. In più occasioni avevano protestato perché volevano indossare in aula un copricapo musulmano, mentre un'altra volta uno di loro, Ignaoua Habib, rivolto ai magistrati aveva gridato: "Complici degli ebrei, fascisti". Habib, estradato dalla Gran Bretagna nel novembre 2008, oggi è stato assolto.
SCIOPERO GENERALE DEL 9 LUGLIO DEI LAVORATORI DEI MINISTERI, DEGLI ENTI PUBBLICI E DELLE AGENZIE FISCALI.
SIT-IN A PIAZZA MONTECITORIO ALLE 9,30
MANIFESTAZIONE AL TEATRO CAPRANICA ALLE ORE 11,00
COMUNICATO STAMPA DI SALVATORE BOSCO SEGRETARIO GENERALE DELLA UIL PA
Nessuna novità di rilievo è emersa nel dibattito in corso sulla manovra finanziaria per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione.
Sono state sostanzialmente confermate tutte le misure che colpiscono pesantemente i lavoratori pubblici e la funzionalità delle amministrazioni.
Consideriamo tali misure inique, ingiuste e penalizzanti per i lavoratori pubblici, chiamati a sopportare un peso insostenibile sia dal punto di vista economico che previdenziale.
Misure lesive della dignità dei lavoratori perché sospendono unilateralmente la contrattazione, negando il recupero del potere d'acquiwsto delle retribuzioni, che sono tra le più basse in Europa.
Il blocco conseguente della contrattazione integrativa determinerà inoltre l'impossibilità di proseguire il processo di cambiamento, di trasformazione e ammodernamento della Pubblica Amministrazione finalizzato a migliorare la qualità dei servizi, incrementare la produttività e valorizzare il merito.
Per questo la Uil Pa conferma lo sciopero proclamato per l'intera giornata del 9 luglio di tutti i lavoratori contrattualizzati delle amministrazioni centrali, degli enti pubblici, delle agenzie fiscali.
La mattina del 9 luglio alle ore 11 è prevista una Manifestazione Nazionale a Roma, al Teatro Capranica, dove interverranno il Segretario Generale UIL PA Salvatore Bosco ed il Segretario Generale della UIL Luigi Angeletti.
E’ previsto altresì alle ore 9,30 del 9 luglio un sit-in dei lavoratori pubblici a piazza Montecitorio.
Roma, 7 luglio 2010
  
MANOVRA:PD, ECCO NORMA SOSPENDI-PROCESSO FININVEST-CIR(ANSA) - ROMA, 8 LUG - Nell'emendamento presentato ieri dal governo alla Manovra che introduce la figura dell'ausiliario del giudice spunta una norma che potrebbe di fatto sospendere il processo Fininvest-Cir per nove mesi. La norma, destinata a far discutere, e' contenuta nel comma 18 dell'emendamento 48.0.1000.A confermare l'ipotesi e' il capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti che ribattezza la previsione del governo come ''anti-Mesiano'' dal nome del giudice ''duramente attaccato dalle reti tv della famiglia Berlusconi per aver firmato la sentenza che obbliga la Fininvest a risarcire la Cir di 750 milioni per l'affare Mondadori''. MANOVRA: PD, ECCO NORMA SOSPENDI-PROCESSO FININVEST-CIR (2)(ANSA) - ROMA, 8 LUG - Il comma 18 dell'emendamento del governo recita testualmente: ''Nei procedimenti civili contenziosi aventi ad oggetto diritti disponibili che, alla data di entrata in vigore della presente legge, pendono dinanzi alla Corte d'Appello, il giudice, su istanza di parte, anche con decreto pronunziato fuori udienza, rinvia il processo per un periodo di sei mesi per l'espletamento del procedimento di mediazione ai sensi del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, assegnando contestualmente alla parte richiedente il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione, e le spese del medesimo procedimento sono integralmente anticipate dalla parte istante''. ''Le istanze previste dal presente comma - si legge ancora nella proposta di modifica del governo - devono essere proposte, a pena di decadenza, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge''.''Ma quale accelerazione della legge! - commenta Ferranti - il ministro Alfano per fare un favore al premier tira il freno a mano e rallenta tutti i processi civili!''.''Nelle pieghe dell'emendamento governativo - prosegue - c'e' l'ennesima scandalosa norma ad personam che serve unicamente a salvare gli interessi della famiglia Berlusconi. Ed e' la conferma che Alfano si sta caratterizzando sempre piu' come il ministro ad personam''.(ANSA).
Manovra, Pd denuncia emendamento per stop processo Fininvest-CirROMA, giovedì 8 luglio 2010 15:51 (Reuters) - L'emendamento presentato in manovra che punta ad accelerare i procedimenti civili può bloccare per nove mesi il processo di appello Fininvest-Cir.Lo sostiene la capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera Donatella Ferranti."È un dato oggettivo, con un provvedimento per eliminare gli arretrati si creano i presupposti per la sospensione di procedimenti di appello come il famoso lodo Mondadori. La norma è certamente utilizzabile da Fininvest", ha detto la deputata del Pd interpellata telefonicamente da Reuters.L'emendamento, l'unico finora presentato dal governo, al comma 18 recita testualmente: "Nei procedimenti civili contenziosi aventi ad oggetto diritti disponibili che, alla data di entrata in vigore della presente legge, pendono dinanzi alla Corte d'Appello, il giudice, su istanza di parte, anche con decreto pronunziato fuori udienza, rinvia il processo per un periodo di sei mesi per l'espletamento del procedimento di mediazione"."Le istanze previste dal presente comma devono essere proposte, a pena di decadenza, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge", continua l'emendamento.La Ferranti, nel criticare la norma, sottolinea l'apparente incongruenza tra l'esigenza di ridurre i processi pendenti e il rallentamento dei procedimenti in appello."Tutto è apparentemente improntato alla logica 'riduzione contenzioso' e invece al comma 18 il giudice, su istanza di una sola parte, può sospendere i processi per 6 mesi più i 3 per la presentazione dell'istanza. La finalità non è istituzionale ma forse è quella di fornire opportunità ulteriori per rallentare alcune specifiche cause civili pendenti", dice la deputata.Il 3 ottobre scorso il Tribunale di Milano ha condannato in primo grado la Fininvest della famiglia Berlusconi a pagare quasi 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti come risarcimento danni per la corruzione giudiziaria nel cosiddetto lodo Mondadori.La decisione faceva seguito a una sentenza definitiva che aveva riconosciuto che Vittorio Metta - uno dei tre giudici della Corte d'Appello di Roma che nel 1991 avevano assegnato la Mondadori a Fininvest ribaltando un lodo arbitrale dell'anno precedente - era stato corrotto.Il pagamento dei 750 milioni è stato sospeso fino alla fine dell'appello a fronte di una fideiussione bancaria da 806 milioni di euro.La Rassegna
La Repubblica - 25 minuti fa
Nell'emendamento che introduce la figura dell'ausiliario del giudice, un comma che di fatto sospende il procedimento per nove mesi. I democratici: "Alfano ministro ad personam" ROMA - Nell'emendamento presentato ieri dal governo alla Manovra che ...
Corriere della Sera - 1 ora fa
ROMA - Una norma che potrebbe di fatto sospendere il processo Fininvest-Cir per nove mesi. A confermare il contenuto dell'emendamento presentato dal governo alla manovra è il capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti. ...
Reuters Italia - 1 ora fa
ROMA (Reuters) - L'emendamento presentato in manovra che punta ad accelerare i procedimenti civili può bloccare per nove mesi il processo di appello Fininvest-Cir. Lo sostiene la capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera Donatella Ferranti ...
ANSA.it - 38 minuti fa
(ANSA) - ROMA, 8 LUG - In un emendamento della Manovra c'e' anche una norma che potrebbe di fatto sospendere il processo Fininvest-Cir per 9 mesi: lo sostiene il Pd. In particolare, riporta Donatella Ferranti, un emendamento prevede che il giudice, ...
Adnkronos/IGN - 9 minuti fa
Roma, 8 lug. - (Adnkronos) - Il processo Fininvest-Cir potrebbe essere bloccato per nove mesi, grazie all'emendamento sui processi civili, presentato dal Governo in commissione Bilancio al Senato, dove e' in discussione la manovra. ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 29 minuti fa
(AGI) - Roma, 8 lug. - L'emendamento alla manovra presentato ieri dal governo potrebbe sospendere i processi in appello e tra questi quello della causa Cir-Fininvest. E' quanto denuncia Donatella Ferranti, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla ...
Leggo Online - 31 minuti fa
Nell'emendamento presentato ieri dal governo alla Manovra che introduce la figura dell'ausiliario del giudice spunta una norma che potrebbe di fatto sospendere il processo Fininvest-Cir per nove mesi. La norma, destinata a far discutere, ...
Agenzia di Stampa Asca - 36 minuti fa
(ASCA) - Roma, 8 lug - Spunta nella manovra correttiva anche una norma che consente di sospendere il processo Fininvest-Cir. E' contenuta nello stesso emendamento, l'unico firmato dal governo, che riforma il processo civile con l'obiettivo di ...
Libero-News.it - 4 ore fa
Il premier "prepara" l'incontro di domani con le Regioni. E su L'Aquila: "C'è molta strumentalizzazione". Il Pd protesta contro la norma che "sospende il processo Fininvest-Cir" La scelta del governo di porre la fiducia sulla manovra è stato un atto di ...
Italia News - 20 minuti fa
(IAMM) E' tempo di emendamenti alla manovra economica e come in tutte le manovre ci sono anche le contromanovre. Il Partito Democratico denuncia alla stampa che in un emendamento della manovra ci sarebbe anche una norma a favore dell'azienda della ...
DirettaNews.it (Blog) - 7 minuti fa
Il governo ha presentato ieri un emendamento alla Manovra che, oltre ad introdurre la figura dell'ausiliario del giudice, contiene una norma che potrebbe sospendere per nove mesi il processo Finivesti-Cir. Nel comma 18 dell'emendamento si legge infatti ...
ANSA Valle d'Aosta - 1 ora fa
MANOVRA: BERLUSCONI,FIDUCIA ATTO CORAGGIO SE NON PASSA A CASA 'Porre la fiducia è stato un atto di coraggio. Se il governo dovesse andare sotto andiamo a casa'. Lo afferma Silvio Berlusconi in un'intervista a Studio Aperto, mentre la commissione ...
Blitz quotidiano - 1 ora fa
Nella manovra ci sarebbe, secondo i deputati del Pd, una norma che potrebbe sospendere il processo Fininvest-Cir per nove mesi. Nell'emendamento presentato ieri dal governo è stata infatti introdotta la figura dell'ausiliario del giudice nelle cause ..
Ora, l'impiego nelle forze dell'ordine è la storia delle famiglie oneste ma povere dal regno d'Italia ad oggi. Però una domanda è lecita: il Paese è in crisi, così dice il governo che chiede sacrifici a tutti, soprattutto ai suoi dipendenti. Ma allora come è possibile che per questo vintage militarista si possano spendere 6 milioni e mezzo di euro??? L.M.
Manovra: ok alla mini-naja
Stage in esercito per aspiranti reclute, ma prima droga-test
(ANSA) - ROMA, 8 LUG - Arriva la mini-naja. La commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento alla manovra economica. La modifica, proposta dal relatore Antonio Azzollini (Pdl), prevede la possibilita' (in via sperimentale) per giovani ragazzi e ragazze tra i 18 e 30anni di partecipare a corsi tecnico-pratici della durata di non piu' di tre settimane nell'esercito.
La spesa per quest'anno e' di 6 milioni e mezzo.
La Rassegna
ANSA.it - 32 minuti fa
(ANSA) - ROMA, 8 LUG - Arriva la mini-naja. La commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento alla manovra economica. La modifica, proposta dal relatore Antonio Azzollini (Pdl), prevede la possibilita' (in via sperimentale) per giovani ...
ANSA.it - 1 ora fa
ROMA - Arriva la mini-naja. La commissione Bilancio del Senato ha approvato l'emendamento del relatore alla manovra, Antonio Azzollini (Pdl), che prevede la possibilità in via sperimentale per giovani ragazzi e ragazze tra i 18 e 30 anni di partecipare ...
TGCOM - 2 ore fa
Via libera alla mini-naja con la Manovra correttiva. Dalla commissione Bilancio del Senato è arrivato l'ok all'emendamento che prevede la possibilità per uomini e donne tra i 18 e 30 anni di partecipare a corsi tecnico-pratici nell'esercito di non più ...
Barimia - 15 minuti fa
Dopo l'esperimento dell'estate 2009, la commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera alla cosiddetta mini-naja destinata ai giovani che vorranno provare per tre settimane la vita militare. L'iniziativa, aperta a tutti i ragazzi, uomini e donne ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 2 ore fa
(AGI) Roma - La commissione Bilancio del Senato ha approvato l'emendamento del relatore, Antonio Azzollini, sulla mini-naja. Il testo prevede la possibilita', in via sperimentale, per giovani tra i 18 ei 30 anni, di partecipare a corsi di addestramento ...
Agenzia di Stampa Asca - 2 ore fa
(ASCA) - Roma, 8 lug - Sono ripresi stamattina i lavori della Commissione bilancio del Senato sulla manovra. Dopo il nuovo pacchetto di emendamenti del relatore e del governo giunti ieri, ora l'esame del provvedimento prosegue in modo piu' ordinato e ..
Attesa per i risultati del collegio dei "civilisti". L.M.
Csm, eletti i togati Racanelli, Auriemma, Borraccetti e Rossi
È Antonello Racanelli, il sostituto procuratore romano di Magistratura indipendente, il pm più votato alle elezioni per il rinnovo dei togati del Csm. Oggi e’ terminato lo spoglio della quota dei posti, quattro in tutto, riservati ai pubblici ministeri.
Primo degli eletti e’ dunque Racanelli con 1465 voti; secondo Paolo Auriemma, anch’egli sostituto procuratore a Roma ed esponente di Unità per la Costituzione, la corrente di centro della magistratura, con 1308 preferenze; terzo e’ Vittorio Borraccetti, procuratore di Venezia ed esponente di Magistratura democratica, il gruppo di sinistra delle toghe, con 1272 consensi; ultimo dei pm eletti e’ Roberto Rossi, sostituto procuratore a Bari e tra i titolari delle indagini che hanno riguardato il ministro Fitto. Rossi, che era candidato con il Movimento per la giustizia, ha riportato 1219 voti.
Come gia’ accaduto nel 2006 resta fuori con 796 voti Carlo Fucci, sostituto procuratore a Santa Maria Capua Vetere e in passato segretario dell’Anm, che stavolta si era candidato come ”indipendente”, cosi’ come non ce l’hanno fatta gli altri pm che si erano presentati fuori dalle liste delle correnti. Tutte e quattro i gruppi organizzati della magistratura portano a casa dunque un posto da pm nel prossimo Csm, come e’ accaduto nelle elezioni di quattro anni fa.
Allora pero’ il candidato piu’ votato fu Betta Cesqui di Magistratura democratica, mentre il quarto dei votati fu Antonio Patrono di Magistratura Indipendente. Racanelli, che fa parte del ”parlamentino” dell’Anm, e’ il pm romano che si e’ occupato tra l’altro delle inchieste nate a Napoli sulla presunta compravendita di senatori e su Agostino Sacca’ e Silvio Berlusconi per la raccomandazione di attrici per fiction tv.
Blitz quotidiano
Csm/ Nappi e Fuzio eletti da Cassazione,per pm in testa Racanelli Al Palazzaccio cresce M.I., cala Unicost e tengono i Movimenti
Aniello Nappi (Movimento per la Giustizia) e Riccardo Fuzio (Unicost) sono i primi due togati eletti in rappresentanza dei magistrati di Cassazione al nuovo Csm. Il più votato è stato Nappi, consigliere presso la Suprema Corte sostenuto dalle correnti di sinistra (Md, Movimento e Articolo 3), che ha ottenuto 2.665 preferenze. Il sostituto pg in Cassazione Fuzio, invece, ha battuto per una manciata di voti (1.996 contro 1.904) Stefano Schirò, consigliere a 'Palazzaccio' e leader di Magistratura Indipendente, primo dei non eletti. In corso anche lo spoglio per l'elezione dei 4 pm tra i togati del Csm, che per ora sembra confermare l'avanzata di Magistratura Indipendente. Allo stato - ma mancano all'appello 3.000 schede da scrutinare - è il candidato della corrente più moderata, il pm di Roma Antonello Racanelli, ad aver raccolto il maggior numero di consensi: 889. Seguito dal collega della Procura capitolina Paolo Auriemma (Unicost) con 835 voti. Terzo, per ora, il procuratore di Venezia Vittorio Borracetti (Md) con 736 preferenze, quarto Roberto Rossi (Movimento per la Giustizia) con 690 voti. Finora restano distanti, invece, le posizioni dei due pm 'indipendenti', i quali si sono candidati fuori dalle liste delle correnti): il pm di Bologna Giuseppe Di Giorgio ha raccolto al momento 299 voti, mentre Carlo Fucci, pm a Santa Maria Capua Vetere ed ex segretario dell'Anm, è a 260. (segue)
Csm/ Nappi e Fuzio eletti da Cassazione, per pm in testa... -2- Alle urne circa l'86% delle toghe
Roma, 7 lug. (Apcom) - Buona la percentuale dei votanti alle elezioni per il Csm, circa l'86%: in tutto, si sono presentati alle urne 7.402 magistrati sugli 8.584 aventi diritto, 664 le schede bianche, 173 quelle nulle. Oggi sono state scrutinate tutte le schede del collegio di legittimità, ossia relativo ai magistrati di Cassazione. Nel pomeriggio, poi, è iniziato lo scrutinio per i 4 togati che siederanno a Palazzo dei Marescialli in rappresentanza dei pubblici ministeri. Una volta espletato questo spoglio, sarà la volta dello scrutinio delle schede dalle quali emergeranno i nomi dei 10 togati che siederanno in Consiglio in rappresentanza della magistratura giudicante. Almeno dai primi risultati, quelli per la Cassazione, queste elezioni vedono già una prima vittoria delle correnti di sinistra e di Unità per la Costituzione (Unicost), il gruppo maggioritario di centro. Il dato politico è quindi chiaro: almeno in Cassazione, le tensioni con il governo degli ultimi mesi si sono concretizzate nell'elezione dei membri delle correnti storicamente 'contro' gli esecutivi di centrodestra. Da registrare però il fatto che Magistratura Indipendente, la corrente storicamente più vicina al centrodestra, ha comunque visto raddoppiare i propri consensi. Vero che il leader della corrente, Schirò, non è stato eletto, ma vero anche che rispetto alle elezioni precedenti, M.I. ha visto raddoppiare i suoi voti, visto che nel 2006 Fausto Cardella ebbe appena 972 preferenze. Al contrario Unicost, rispetto alle elezioni del 2006, ha visto a questa tornata una diminuzione dei propri consensi. Resta invece senza grandi variazioni il risultato delle correnti di sinistra: quattro anni fa l'allora candidato Livio Pepino ebbe 2.679 voti, poco più di Nappi, che è del Movimento ma è sostenuto anche da Magistratura Democratica.
CSM: ELEZIONE TOGATI, LA SORPRESA E' MAGISTRATURA INDIPENDENTE
Piu' che gli ''indipendenti'', la vera sorpresa delle elezioni per il Consiglio superiore della magistratura e' stata la corrente moderata Magistratura indipendente. Che non ha aumentato i propri seggi, ma in tutte le votazioni ha raccolto consensi piu' ampi del previsto. Particolarmente positivo e' stato il risultato del sostituto procuratore di Roma Antonello Racanelli, che quasi a fine scrutinio appare quello con piu' consensi: 889. Un po' distanziato il collega della stessa procura Paolo Auriemma, esponente della corrente Unicost, storicamente maggioritaria tra i magistrati. Solo terzo il procuratore di Venezia Vittorio Borracetti (Magistratura democratica) con 736 preferenze e quarto Roberto Rossi (Movimento per la Giustizia) con 690 voti. Gli ''indipendenti'', che pure hanno eroso un certo numero di consensi, non sono riusciti ad entrare nella rosa dei quattro pm. In Cassazione, il piu' votato e' stato Aniello Nappi (Movimento per la Giustizia). L'altro seggio e' andato a Riccardo Fuzio (Unicost) che si e' lasciato alle spalle per un soffio il candidato di Mi Stefano Schiro'.
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