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 Lady Justice ... ... di Loredana Morandi
 
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Quando il più famoso Ricattatore del tuo Paese dichiara che la Pedofilia non esiste, sappi che ha parlato per conto della Lobby.

Loredana Morandi
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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 04/07/2010

Di Loredana Morandi (pubblicato @ 16:13:16 in Politica, linkato 59 volte)
Copio e incollo da Giornalettismo, con una nota mia: Governo dateci l'articolo 414 bis per i reati di apologia della Pedofilia e lo faremo funzionare. Questa idea non è del tutto malvagia, ma piuttosto che all'omissione di soccorso aggancerei l'iter alla giurisprudenza dell'omessa denuncia (articoli 363 e 364 c.p - dev'esser questo il probabile errore di battitura nella citazione segnalato dalla redazione) per inchiodare alle proprie responsabilità anche i provider e i grandi socialnetwork. L.M.

Pdl: da tre a dodici anni di carcere per i reati commessi su internet

pubblicato il 4 luglio 2010 alle 15:56  Giornalettismo


Una proposta a firma Raffaele Lauro vuole potenziare le pene già previste dall’articolo 303 del codice penale, se si istiga dal web.

Sono 54 i senatori del Popolo delle Libertà firmatari con Raffaele Lauro del disegno di legge che prevede il carcere da 3 a 12 anni per chi, comunicando con più persone in qualsiasi forma, istiga a “commettere i reati puniti dall’articolo 593″ del Codice Penale. La proposta prevede un’aggravante: «se il fatto è commesso avvalendosi dei mezzi di comunicazione telefonica o telematica -si legge nell’articolato del dd l- la pena è aumentata».

PERICOLO INTERNET – Gli articoli 115 e 414 del Codice penale, spiega Lauro, non sono ‘aggiornati ‘rispetto alle potenzialità espresse dalla rete: «appare dunque di tutta evidenza -sottolinea- la necessità di intervenire per via legislativa prevedendo un’incriminazione finalizzata ad arginare il pericoloso, diffuso fenomeno di coloro che inneggiano alla violenza sulle persone, specialmente attraverso interventi mediatici o telematici». «È necessario -prosegue Lauro- introdurre una fattispecie penale che punisca il comportamento di chi, tramite discorsi, espressioni, scritti, interventi, utilizzando internet o i social network, o tramite altri mezzi mediatici o informatici, istighi a commettere un delitto contro la vita e l’incolumità individuale o fa apologia degli stessi delitti».

NIENTE CENSURE – La fattispecie di reato che i senatori del Pdl vogliono introdurre nel Codice penale è modellata, spiega Lauro, sull’articolo 303 (Pubblica istigazione e apologia), che però riguarda solo i delitti contro personalità internazionali e dello Stato. «Una soluzione di questo tipo -sottolinea l’esponente del centrodestra- non potrebbe essere soggetta a censure connesse alla possibile lesione al diritto alla libertà di manifestazione del pensiero sancita dall’articolo 21 della Costituzione: se così fosse, non potrebbe considerarsi costituzionalmente compatibile neanche la fattispecie prevista dall’articolo 303 del Codice penale, che punisce l’istigazione a commettere un delitto meno grave rispetto a quelli contro la vita e l’incolumità delle persone».

L’OMISSIONE DI SOCCORSO – Ad una prima analisi, però, pare strana e originale l’idea del PdL: l’articolo 593 del codice penale si riferisce all’omissione di soccorso: è “un reato omissivo proprio, nel quale il legislatore viene a reprimere il mancato compimento di una azione giudicata come doverosa, indipendentemente dal verificarsi o meno di un evento come conseguenza di tale omissione”. E’ probabile che ci sia stato un errore di trascrizione, e l’articolo su cui lavorare sia invece il 303, correttamente citato nel seguito del testo.

Link originale all'articolo

 
Di Loredana Morandi (pubblicato @ 06:19:44 in Osservatorio Famiglia, linkato 87 volte)
Mi ha telefonato Aurelia Passaseo


Sì, mi ha chiamata venerdì pomeriggio, perché era stata erroneamente informata che io la stessi attaccando. No, non è così, Aurelia è caratterialmente molto simile a me e sa che non era mia intenzione offenderla o attaccarla.

Vero è che coloro che troppo si espongono sono naturalmente più soggetti al rischio di errore, perché se convengo con Aurelia sulla necessità di informare la popolazione, anche al telefono ho ribadito il rischio altissimo di rendere facilmente fruibili su mezzi "innocui" del web le istruzioni e il dictat del Boy Love Day.

Aurelia ha dimostrato molte volte il suo valore ed ha lavorato tanto contro la pedofilia in rete ed ha denunciato forse migliaia di pagine contenenti pedopornografia. Poi, un incidente con una Procura diversa da quella con la quale collaborava da anni le ha procurato una "multa penale". Chi non fa, non falla, dice il proverbio ed anche allora furono molte le dimostrazioni di solidarietà, prima tra tutte quella di Don Di Noto, il parroco di tutti coloro che si occupano di antipedofilia (anche il mio).

Il mio plauso va certamente alla Passaseo per aver dato corso ad una iniziativa specifica via facebook contro l'emendamento cd "salvapedofili" in seno al ddl 1611 sulle "intercettazioni", pubblicando le email di tutti i componenti della commissione Giustizia al Senato (a destra come a sinistra) ed invitando gli user di fb a trasmettere la propria indignazione ai senatori. (vedi qui per l'iniziativa e qui per le reazioni della stampa ai comunicati).

Anche con l'ultima iniziativa, quella che io ho criticato, ha prodotto una attenzione popolare al problema pedofilia, che è giusto ribadire sia principalmente "laica", apparentemente "comune", ma di condizione sociale "elevata" e supportata politicamente da un asse trasversale che interessa massonerie, partiti e altre lobbies.

E qui, ad un osservatore disattento potrebbe sembrare che io passi di palo in frasca, ma non è così se affermo che anche e soprattutto una persona valida come Aurelia Passaseo deve dare la massima attenzione alla propria immagine, perché è fin troppo facile essere tacciati di metodi "sporchi" anche a causa dei propri collaboratori.

Formulo un esempio efficace, ma senza fare nomi affinchè la non menzione corrisponda esattamente alla NON indicizzazione dei motori di ricerca. In questo modo coloro che leggono potranno vedere, senza che io ferisca il "colpo" vero del web, una "sprovveduta arrampicatrice" in conversazione con Maxi Fasso, hacker che distribuiva le password del sito web del Moige defacciato all'inizio della campagna in accordo con la Polizia Postale contro gli SMS pedopornografici (di lui si vocifera tra gli operatori che sia addirittura Apolloni padre), e Sissimo Neuro la radioserva dei blog del circuito Falsi Abusi - condannati fino a 9 anni (si vocifera tra gli operatori che si tratti di Gianni Perfetti).

Nei miei confronti la donna ha espresso frasi, che non oserebbe nessuna "prostituta da chat", ma come visibile il valore di una moralità prostituita per addentrarsi nell'ambiente con un tappeto rosso non è affatto migliore. Tecnicamente un tale comportamento si definisce come istigazione a commettere atti contrari al buon funzionamento dell'amministrazione giudiziaria e con una più che evidente tentata subornazione.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2009-09-11_140436_e.r.a.jpg


Aurelia Passaseo, che in cuor suo è una donna onesta d'altri tempi, nel corso della telefonata mi ha chiesto: "Forse non dovresti parlare neppure con me". Il riferimento a tale affermazione è alla querelle delle lettere inutili tra  alcuni operatori e un condannato a 9 anni per abusi contro i minori. Aurelia evidentemente non è la stessa cosa, anche se ha riportato una condanna. Guardando il mio rapporto con la Passaseo da questa angolatura, invece, sussistono delle ragioni reali per le quali io non dovrei parlarle, almeno fintanto che conservi accanto a se uno staff di siffatta moralità.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/uninadown.png

Io, a differenza di Aurelia che si occupa specificamente di contrasto alla pedopornografia, non mi sono mai e poi mai iscritta a siti che favoriscono lo scambio di materiale audio video tra pedofili. Fortuna ha voluto che io abbia identificato "a monte" un server universitario che veniva utilizzato dalla criminalità organizzata anche a questo fine. Ovvero un reato di peculato ai danni dello Stato Italiano e ai danni della popolazione universitaria napoletana i cui autori sono certi e documentati, anche per il tema delle minacce di cui evidenzio il  "non ti faccio lavorare per anni con le denunce che produco contro di te", ripreso dalla collaboratrice della Passaseo. Ovvero la sostanza della mia denuncia contro l'avvocato sardo i cui reati hanno carattere professionale.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/banlula.jpg


Infatti gli interessi economici ed il potere difeso da Pirate Bay sono stati noti da subito, ed loro portavoce italiano è denunciato più e più volte, anche all'estero. Vi lascio immaginare che sono parecchi i testimoni contro di lui, dal più piccolo webmaster al più grande precedentemente offeso per gli stessi interessi commerciali.


Così, cara Aurelia, io non ti attacco e sono decisamente più impegnata di quanto sembri ad una occhiata superficiale. Al massimo posso essere rimproverata di essere severa, mai cattiva, ma soprattutto dico sempre e solo la "Verità". E dato che sono efficacemente "minacciata di morte", proprio dal medesimo circuito dei gruppi facebook frequentati dalla tua collaboratrice, a titolo di volontà testamentaria e dimostrazione di quanto io sia intimidita da ciò con tutti i miei recapiti pubblicati insieme alle fotografie dei miei figli minori mi permetto di consigliarti un rigoroso repulisti degli arrampicatori nella tua segreteria associativa. Ti consoli in tutto ciò il fatto che la persona non ha neppure un briciolo di classe. Leggila qui sotto mentre viene "addirittura frenata" dai due ideologi della pedofilia del circuito Falsi Abusi.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2009-09-13_092537_e.r.a_rit.jpg

Tra settembre ed ottobre presenterò la mia nuova Associazione, con un vigoroso lancio alla stampa insieme agli Artisti e ai giuristi di Artists Against War, se per allora Aurelia Passaseo vorrà essere dei nostri è la benvenuta. In attesa di veder scomparire certi profili dalle attività web della Passaseo, per chi volesse conoscere meglio l'operato della presidente del Ciatdm consiglio la pagina fan su Facebook.

Loredana Morandi




 

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