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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 02/07/2010
Pedopornografia , Torino: 6 arresti e c'è anche un insegnante di sostegno Torino, 2/07/2010 - Un maestro di sostegno di scuola elementare, un programmatore informatico, due operai, uno studente e un disoccupato. Sono le sei persone italiane arrestate rispettivamente a Matera, Bolzano, Forlì, Cagliari, Catania e Caserta dalla Polizia postale nell'ambito di una vasta operazione antipedofilia attraverso internet, partita tre anni fa con un arresto in flagranza a Torino e che ha coinvolto 76 persone di 27 stati, non solo Europei ma anche extraeuropei. Tutti incensurati, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, tutti celibi, i sei sono stati arrestati in flagranza di reato: i poliziotti si sono presentati nei loro appartamenti mentre altri colleghi, sotto copertura, da Torino stavano con loro chattando via computer, per evitare che i destinatari dei provvedimenti attivassero strumenti di criptazione che impedissero agli inquirenti di recuperare il materiale pedopornografico. "Si tratta si un'operazione che, senza esagerazione, possiamo definire colossale - ha spiegato il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli - sia per la portata, 27 Paesi coinvolti tra cui l'italia, sia per l'enorme quantitativo di materiale sequestrato che mostra un livello criminale particolarmente elevato. E' un'operazione di straordinario rilievo - ha concluso - condotta con strumenti di indagine sofisticatissimi'. L'operazione, che era partita nel marzo del 2008 con l'arresto, nel torinese, di un ingegnere elettronico milanese, spesso in Germania per lavoro, ha portato al sequestro di video e immagini che gli inquirenti hanno definito raccapriccianti e in taluni casi crudeli. Vittime degli abusi bambini, maschi e femmine, tra pochi mesi e i dodici anni, che ora gli inquirenti stanno cercando di indentificare. Su alcuni di loro, come risulta dalle immagini, i pedofili avevano scritto con un pennarello il proprio nick name. Inoltre è stato accertato che alcuni degli arrestati, per adescari i minorenni, si erano creati profili su alcuni chat con identià completamente false, di ragazzine minorenni. Ora le indagini proseguono per accertare se i video messi in rete siano stati anche autoprodotti dagli arrestati. Chi l'ha visto?
Una ventata di maschilismo alla Cassazione??? E' quanto lascia intuire l'odierna sentenza della Sesta Penale, numero 25138 di oggi. Quando sono stata minacciata di morte mi ha fatto bene incontrare l'ispettore di PS del mio quartiere e far visita al pubblico ministero di turno alla Procura di Roma. Immagino che questo meccanismo istituzionale di consolazione scatti in tutte le donne. Il rischio di reiterazione e i danni della violenza già subita, specie nei casi di maltrattamenti e percosse, restano. Certo, le donne di carattere resistono, ma il problema potrebbe "ritornare" quello della omessa denuncia o di una denuncia in ritardo. Che su Roma stia scendendo il freddo manto della notte della giustizia e dei diritti delle donne? Solo ieri ho auspicato la museruola per la donna che ci ha rese "tutte mignotte" solo per essersi prostituita con Berlusconi, ma perdonare chi picchia la moglie perché non obbedisce al maschio italico ci riporta tutte al 20ennio fascista e ai delitti d'onore. E questo spaventa, altroché se spaventa. Siamo tutte spaventatissime di essere retrocesse dallo status di esseri umani. L.M.
Cassazione, pronuncia choc: la moglie 'forte' si puo' maltrattareAssolto un marito perche', nonostante le botte, lei non si intimorivaROMA - Le mogli che hanno un carattere ''forte'' e che non si lasciano ''intimorire'' dal clima di intimidazione, comprensivo di percosse, al quale le sottopone il marito corrono il rischio di vedere assolto il coniuge dal reato di maltrattamenti proprio per via della fermezza della loro forza d'animo.La Cassazione, infatti, ha annullato la condanna a 8 mesi di reclusione nei confronti di un marito accusato di aver maltrattato la moglie per tre anni. Dinanzi alla Suprema Corte il marito aggressivo ha sostenuto con successo che non si trattava di maltrattamenti in quanto la moglie ''non era per nulla intimorita'' dal comportamento del coniuge ma solo ''scossa, esasperata, molto carica emotivamente''. Leggi la sentenza su Guida al DirittoLa Rassegna
Rainews24 - 35 minuti fa
La sesta Sezione penale ha sottolineato che "la condizione psicologica della moglie, per nulla intimorita dal comportamento del marito, era solo quella di una persona scossa, esasperata, molto carica emotivamente". Secondo i giudici "nelle motivazioni ...
ANSA.it - 42 minuti fa
ROMA - Le mogli che hanno un carattere ''forte'' e che non si lasciano ''intimorire'' dal clima di intimidazione, comprensivo di percosse, al quale le sottopone il marito corrono il rischio di vedere assolto il coniuge dal reato di maltrattamenti ...
TGCOM - 33 minuti fa
Il marito di una donna che ha un carattere "forte" e che non riesce a intimorirla con un clima di sopraffazione, percosse incluse, va assolto dal reato di maltrattamenti per via della fermezza della forza d'animo della moglie. ...
Libero-News.it - 38 minuti fa
er i mariti violenti non sussiste reato di maltrattamenti se la moglie ha un carattere forte e non si lascia intimorire da minacce e percosse. A stabilirlo è la Cassazione, annullando oggi senza rinvio la condanna a 8 mesi di reclusione inflitta ad un ...
Adnkronos/IGN - 58 minuti fa
Roma, 2 lug. (Adnkronos) - I maltrattamenti cui viene sottoposta una donna che ha un "forte temperamento" non sono percepiti in quanto tali e dunque non costituiscono reato. Lo sottolinea la Cassazione che ha assolto "perche' il fatto non sussiste da ...
Un caso eccezionale quello del duplice omicidio ad opera dello stalker e la richiesta proviene dal dottor Roia, membro milanese del CSM che brilla per l'impegno contro questo fenomeno. Vero è che il fenomeno dello stalking dovrebbe essere arginato da più strumenti utili: l'ammonimento del Questore e una migliore sorveglianza delle forze dell'ordine ad esempio. E anche investendo i servizi sociali di alcune responsabilità. La nuova legge è in vigore da circa un anno ed ha prodotto già la sua prima sentenza di Corte di Cassazione, ma l''uso ne è ancora oscuro ai comandi che ricevono le donne stalkizzate e che per sicurezza invitano alla denuncia, dribblando i Questori. Io stessa sono stata ospite del Questore di Cagliari, ma il sito web che mi diffama e che si indicizza sul mio nome, sul mio indirizzo e sul mio numero di telefono abitativo è sempre lì, ed i suoi gestori hanno commesso centinaia di altri reati in 22 mesi, rendendo cieca e sorda la Procura e me troppo fiduciosa pur trovandomi "lontana dagli occhi, lontana dal cuore". 7 denunce, inoltre, potrebbero voler dire 7 pubblici ministeri, se date senza il legame storico degli eventi. Sono certa dell'impegno del procuratore Borgonovo, ma è intuibile una certa quiescenza tipica delle piccole cittadine nella trattazione a monte dei fatti che hanno portato al duplice omicidio. Il caso stalking deve prevedere una intensa operazione di "risveglio" nelle Questure, ma occorre senz''altro una preghiera da dedicare al Pubblico Ministero affinché "non si attenda l'avvocato della parte lesa", ma cerchi di prendere contatto con la "vittima". A mio avviso i pm devono usare i "comandi" che hanno denunciato per raggiungere le vittime e ne hanno la facoltà, perché a fronte del disastro della giustizia italiana e gli effetti della 133 che ha falcidiato il personale amministrativo, un caso Crema spostato a Roma subirebbe una attesa di oltre 6 mesi per l'assegnazione del singolo caso dal Re.Ge. al P.M., ma nel frattempo potrebbe esser finita male. L.M.
Stalker e omicida Richiesta al Csm: "Indagate sui pm del caso De Carlo"
La richiesta è del togato di Unicost Fabio Roia. Il procuratore di Crema: "Il Csm fa il suo lavoro, io risponderò a tutte le domande che mi saranno eventualmente poste".
Roma, 2 luglio 2010 - Il togato di Unicost Fabio Roia, ha chiesto al Comitato di presidenza del Csm di aprire una pratica per indagare sui pm che si sono occupati del caso di Gaetano De Carlo, l’uomo che ha ucciso due ex fidanzate prima di suicidarsi. Nelle poche righe di richiesta, Roia, riferendosi alle notizie di stampa secondo cui De Carlo era stato "denunciato 7 volte per condotte persecutorie nei confronti delle vittime", fa notare che è "opportuno verificare la veridicità" delle notizie.
L’obiettivo è "valutare se il caso fosse stato adeguatamente trattato e valutato da parte della magistratura procedente", quella di Crema. "È infatti compito della magistratura, in presenza di un quadro probatorio consistente e all’esito di un giudizio di pericolosità sociale pregnante dell’agente violento - spiega il togato di Unicost - intervenire con gli strumenti cautelari già esistenti nel sistema processuale penale e che la nuova legge sullo stalking ha ulteriormente rafforzato".
A distanza gli risponde il procuratore di Crema, Daniele Borgonovo, che commenta: "Il Csm fa il suo dovere e fa bene a farlo. Io risponderò a tutte le domande che mi saranno eventualmente poste". Lo stalker assassino era imputato a Crema per stalking a causa di un’aggressione ai danni di Sonia Balconi, la seconda donna uccisa: per lui era stata fissata l’udienza preliminare a novembre.
In realtà le denunce non sono sette: esiste una sola denuncia relativa all’aggressione, integrata poi con altri episodi di molestie di vario genere a carico di De Carlo, per il quale era già stato chiesto il rinvio a giudizio.
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/cronaca/2010/07/02/352532-stalker_omicida.shtml
Gli arresti in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Campania, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Chissà se tra i sardi c'è anche qualcuno che conosco??? Al nord inoltre c'è la femmina del ratto in versione porno per adulti, da vedere tra i firmatari del "manifesto". In ogni caso: complimenti alla Procura di Torino! Mi riprometto di scrivere loro...
02/07/2010 - on line foto e video pornografici
Pedofilia, presa la cellula italiana di una rete con utenti in 26 stati
Operazione condotta da polizia postale e procura di Torino. Gli inquirenti parlano di «immagini e filmati raccapriccianti, alcuni dei quali con ogni probabilità autoprodotti»
Torino - Sei italiani sono stati arrestati a Torino dalla Polizia postale e delle Comunicazioni perchè detenevano e condividevano on-line materiale pedopornografico. Gli arresti sono stati effettuati nel corso di perquisizioni domiciliari e accompagnati dal sequestro di supporti informatici contenenti immagini filmate.
L’indagine, condotta dalla Polizia postale del Piemonte e coordinata dal Centro nazionale per il Contrasto alla pedopornografia on-line e dalla Procura di Torino, è durata oltre due anni, nel corso dei quali gli agenti sono riusciti a infiltrare riservatissimi canali di comunicazione in tempo reale, all’interno dei quali hanno scoperto i pedofili. Questi, accettando l’amicizia degli agenti, hanno portato la polizia ad accedere a video e immagini che riproducevano lo sfruttamento sessuale di minori.
Le indagini hanno portato ad individuare una rete di circa settanta utenti stranieri residenti in 26 stati, responsabili a loro volta di aver diffuso molto materiale pedopornografico. Il coordinamento di Eurojust ha garantito l’adesione delle autorità giudiziarie e delle forze di polizia straniere che ha consentito la contemporaneità dell’esecuzione dei provvedimenti in tutti i paesi interessati.
Associazione Nazionale Magistrati
Manovra, massiccia adesione allo sciopero Percentuali tra l’80 e l’85%. Palamara: nostra protesta fondata
Massiccia partecipazione allo sciopero indetto dall’Anm contro la manovra approvata dal Governo, con percentuali tra l’80 e l’85% che aumentano se si tiene conto anche dei magistrati assenti dal servizio e di quelli che, pur aderendo alla protesta, erano impegnati in servizi non differibili.
“Uno sciopero pienamente riuscito - ha affermato il presidente dell'Anm Luca Palamara -. La grande partecipazione all’iniziativa ha dimostrato la fondatezza delle ragioni della protesta contro disposizioni inique e irrazionali. Il nostro auspicio è che la manovra possa essere rivista”.
Roma, 1° luglio 2010
Sulla manifestazione romana della FNSI, funestata dalla presenza della escort di Berlusconi, scelgo di mostrarvi lo speciale del Corriere Sera. Ringrazio, personalmente e a nome degli Artisti di Artists Against War, la Signora Benedetta Buccellato della Associazione per il Teatro Italiano che ha avuto il coraggio di attaccare "briga" con la D'Addario, nonostante sia più che chiaro che la barese sia al soldo di Repubblica, costringendo i signori "uomini" a prendere una posizione seria. Inqualificabile la Bindi, erede dall'alto di un falso perbenismo cattolico dell'utilizzo mediatico delle registrazioni abusive della escort in barba al segreto istruttorio per la penosa china del Partito ex Franceschini.
Per il bene di tutte le Donne: per una così ci vuole la museruola, non solo il bavaglio.
23:41 POLITICA In diverse città la protesta contro il ddl sulle intercettazioni. A Roma la manifestazione principale. Saviano: tutela solo la privacy dei malaffare. Saviano La piazza di Milano
Il Capo dello Stato: «Inascoltato appello a pensare alla manovra. Chiari i punti critici, ma non spetta a me indicare soluzioni»D'Addario in piazza, contestata: «Non gradita»| Video Foto Per la "cronaca" la escort Patrizia D'Addario pubblica con la Aliberti editore (non comprate i loro libri) e sono stati circa 10.000 gli utenti facebook che hanno visto un'altra autrice della medesima casa editrice defraudare un disabile emiplegico del dopo terremoto abruzzese di un succulento gruppo facebook a "favore delle cellule staminali per malattie gravi". Un pacchetto di 27.000 utenti sottratto per 30 giorni nel tentativo di lanciare un libercolo. Per quanto riguarda me e il disabile ella è la "creatrice" del metodo doloso denominato "Account Hacking" su Facebook, ovvero una volta depersonalizzato l'autore di una pagina o il fondatore di un gruppo con dozzine di segnalazioni volontarie è facile dire "FB lo ha bannato", ma sottintende una organizzazione a "delinquere".CONTRO TUTTI I BAVAGLIInfatti, e dato che sono efficacemente minacciata di morte (ascoltare qui i colpi d'arma da fuoco) e scrivo residente a Norimberga in Germania, porto a conoscenza dei miei lettori che la seconda autrice della Aliberti Editore, Cinzia Lacalamita, quella della storia strappalacrime del povero bambino, a luglio 2009 aveva già rapporti personali con il pedofilo ideologo Maxi Fasso (reo ai sensi art. 496 cp di sostituzione di persona - denunciato per questo dalla Prometeo Onlus, per hacking dal Moige e dalla Morandi per i rapporti con SessoChannel) membro del branco dei sostenitori dei condannati in Cassazione per gli abusi all'asilo nido di Torino e dei condannati per pedofilia al processo di Reggio Emilia. E' sempre bene scegliere la qualità politica, perché nella mia storia c'è la testa di alcuni advisor del Ministro Marroni, tanto che potrei io stessa, anche a costo di recuperare i soldi per gli stipendi dei precari della scuola e dell'università. L'amica della scrivana è l'attuale fondatrice del gruppo contro Morandi che tutti possono vedere via facebook. Attualmente è ancora online lo scritto, che pubblicizza i gruppi voluti dal porno commerciale dell'asse Cagliari/Viareggio. Vedere qui: http://www.facebook.com/note.php?note_id=138661207381 (la mia posizione su Zinno è chiarissima e la potete leggere in immagine). 
Fotografie del 02/07/2010
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10/09/2010 @ 4.03.46
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