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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 01/07/2010
Niente paura, se uno sciopero riesce c'è sempre qualcuno che fa da "uccello del malaugurio".. LM
Manovra/ Toghe scioperano. Anm: un successo, per Mancino eccessivo

Roma, 1 lug. (Apcom) - "Un successo". "Eccessivo". Due modi diversi, opposti, di definire lo stesso avvenimento, ovvero lo sciopero che oggi ha visto oltre l'80% dei magistrati astenersi dalle udienze. Da un lato ci sono i promotori, ovvero l'Associazione nazionale magistrati, che con il presidente Luca Palamara parlano di "massiccia partecipazione" alla mobilitazione, con percentuali di adesione "tra l'80 e l'85%" che "aumentano se si tiene conto anche dei magistrati assenti dal servizio e di quelli che, pur aderendo alla protesta, erano impegnati in servizi non differibili"; dall'altro, il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, che stamattina, aprendo il plenum dell'organo di autogoverno della magistratura, ha definito lo sciopero, appunto, "eccessivo", sebbene anche nel 'suo' plenum gli unici a dire no alla mobilitazione siano stati i consiglieri laici di centrodestra, Gianfranco Anedda e Michele Saponara. Insomma, se un orgoglioso Palamara ha parlato, nel pomeriggio, di "uno sciopero pienamente riuscito", perchè "la grande partecipazione all'iniziativa ha dimostrato la fondatezza delle ragioni della protesta contro disposizioni inique e irrazionali", un Mancino molto meno entusiasta ha sottolineato che astenersi dalle Aule è stata una "reazione eccessiva" ai seppur oggettivi tagli alle retribuzioni dei magistrati contenuti nella manovra economica del governo. "Mi auguro - ha detto il vicepresidente del Csm - una ripresa della trattativa e un modo più moderato di reagire rispetto a una manovra che non riguarda solo i magistrati". Parole, queste, che hanno lasciato il segno in Palamara e nei vertici della magistratura organizzata, "stupiti" e "rammaricati" dalle dichiarazioni del numero due di palazzo dei Marescialli. Dal mondo politico numerose, e di segno diverso, le reazioni allo sciopero. Se nei giorni scorsi il Pdl ha parlato di un'astensione "strumentale" a un progetto politico o di "meri interessi di bottega" di fronte a una crisi economica "la cui soluzione necessita dello sforzo di tutti", oggi i magistrati hanno incassato la solidarietà di Pd e Idv. La Rassegna
APCOM - 4 ore fa
Roma, 1 lug. (Apcom) - "Un successo". "Eccessivo". Due modi diversi, opposti, di definire lo stesso avvenimento, ovvero lo sciopero che oggi ha visto oltre l'80% dei magistrati astenersi dalle udienze. Da un lato ci sono i promotori, ...
Affaritaliani.it - 6 ore fa
I magistrati, in sciopero contro i tagli previsti dalla manovra, dovrebbero farsi qualche domanda se a criticare la radicalità della loro protesta non è l'avvocato Ghedini, ma Nicola Mancino, non solo uomo del centrosinistra ma soprattutto ...
ANSA.it - 9 ore fa
(ANSA) - ROMA, 1 LUG - Stupore per le parole del vice presidente del Csm Mancino sullo sciopero dei magistrati viene espressa dal presidente dell'Anm Luca Palamara. Il quale esprime anche 'rammarico' per il fatto che il numero due di Palazzo dei ...
Il Velino - 10 ore fa
Roma, 1 lug (Il Velino) - Ieri il Garante della Privacy Pizzetti aveva definito "eccessive" le preoccupazioni in merito al ddl sulle intercettazioni. Oggi, su tutt'altro argomento, un simile appello alla moderazione giunge dal vicepresidente del Csm ...
ANSA.it - 11 ore fa
(ANSA)- ROMA, 1 LUG- 'Mi auguro una ripresa della trattativa e un modo piu' moderato di reagire. La manovra non riguarda solo i magistrati'. Ha detto Nicola Mancino. Il vicepresidente del Csm, parlando dello sciopero dei magistrati contro la manovra, ...
APCOM - 12 ore fa
Roma, 1 lug. (Apcom) - Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, definisce una "reazione eccessiva" lo sciopero dei magistrati indetto per oggi dall'Anm in segno di protesta contro i tagli alle retribuzioni delle toghe previsti dalla manovra economica ...
Libero-News.it - 11 ore fa
Roma, 1 lug. (Adnkronos) - ''Mi auguro una ripresa della trattativa e un modo piu' moderato di reagire rispetto a una manovra che non riguarda solo i magistrati''. Lo ha detto il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, riferendosi allo sciopero dei ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 12 ore fa
(AGI) - Roma, 1 lug. - Nicola Mancino giudica eccessiva la reazione delle toghe ai tagli previsti dalla manovra e chiede la ripresa del dialogo. "Mi auguro la ripresa delle trattative e un modo piu' moderato di reagire rispetto a un intervento che ...
4minuti.it - 10 ore fa
ROMA (1 luglio 2010) - Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino ha parlato dello sciopero indetto dai magistrati contro la manovra economica del governo: "Mi auguro una ripresa della trattativa e un modo più moderato di reagire rispetto a una manovra ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 10 ore fa
(AGI) - Roma, 1 lug. - "Stupisce che il vicepresidente Mancino non sia a conoscenza di quanto in piu' occasioni abbiamo pubblicamente ribadito, e cioe' che come magistrati, ma ancora prima come cittadini non vogliamo sottrarci al dovere di ...
Agenzia di Stampa Asca - 11 ore fa
(ASCA) - Roma, 1 lug - Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, in apertura del plenum ha criticato lo sciopero indetto dall'Associazione nazionale magistrati per oggi. ''Lo sciopero e' un diritto ma servono prudenza e accortezza'', ...
Rinascita - 4 ore fa
Per una giornata le toghe sono rimaste appese agli attaccapanni o adagiate sui banchi dei tribunali. A farsi mettere le mani nelle tasche i magistrati italiani non ci stanno proprio. A nulla sono valse le critiche del ministro della Giustizia Angelino ...
Aprile Online - 7 ore fa
Giornata campale su intercettazioni, lodo Alfano costituzionale e sciopero dei magistrati. Sul provvedimento sugli ascolti inutile richiesta unitaria dell'opposizione per approfondimenti ulteriori in commissione. Nel frattempo la maggioranza prova a ...
ANSA Valle d'Aosta - 12 ore fa
(ANSA) - ROMA, 1 LUG - ''Lo sciopero e' un diritto - ha detto tra l'altro Mancino - ma servono prudenza e accortezza. Io ho la sensazione che ci sia stata una reazione che poteva essere attenuata da un confronto, che e' sempre necessario, ...
IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - 12 ore fa
(IRIS) - ROMA, 1 LUG - Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, manifesta scetticismo rispetto allo sciopero dei magistrati contro la manovra. "Mi auguro una ripresa della trattativa e un modo piu' moderato di reagire rispetto a una manovra che non ...
Corrispondenti.net - 11 ore fa
“Mi auguro una ripresa della trattativa e un modo piu' moderato di reagire rispetto a una manovra che non riguarda solo i magistrati”, lo ha affermato il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) Nicola Mancino commentando lo ...
NanoPress (Blog) - 11 ore fa
Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, il Consiglio supremo della magistratura, critica lo sciopero indetto per oggi dalle toghe di tutta Italia per protestare contro la manovra economica varata dal governo, che prevede tra le altre misure minori ..
Anm Roma e Lazio: hanno scioperato 8 magistrati su dieci Adesione massiccia alla giornata di protestaNel Tribunale di Roma, compresa la sezione distaccata di Ostia e la sezione lavoro, su 296 magistrati assegnati, inclusi quelli in ferie, hanno aderito all'astensione 244 magistrati, per una percentuale dell'82,40 % circa. In Procura, a piazzale Clodio, hanno scioperato 75 pubblici ministeri su 95. Sono questi i dati resi noti dalla sezione distrettuale dell'Associazione nazionale magistrati. Nella sottosezione d i Latina, fra procura e tribunale - si spiega - i magistrati che hanno aderito sono 41 su 47 (87%). Nel tribunale di Frosinone hanno aderito allo sciopero 21 magistrati su 21 (100%). A Tivoli, fra ufficio di procura e tribunale, i magistrati che hanno aderito sono 10 su 24. Alla Direzione Nazionale Antimafia la percentuale di adesione è stata del 90%. Al Tribunale di Cassino hanno aderito 8 magistrati su 14. A quello di Viterbo l'adesione è stata del 50%.
INTERCETTAZIONI
Interviene Napolitano: "Chiari i punti critici" Schifani: "Ddl al Senato dopo l'estate"
Il capo dello Stato nel giorno della manifestazione contro il bavaglio: "Valuterò. Avevo consigliato di concentrarsi sulla manovra, non mi hanno ascoltato". Bossi apre a una mediazione. Fini: "Pdl rifletta sull'allarme di Grasso". Poi attacca su Brancher e Cosentino; scontro con Bondi. Il premier: "Sono stanco di attacchi, è incompatibile col suo ruolo". Il presidente del Senato: "A Palazzo Madama comunque a settembre"
ROMA - La notizia arriva in serata, quando il presidente del Senato Renato Schifani chiarisce che l'esame del ddl sulle intercettazioni "si farà in Senato comunque dopo l'estate", visto che "non ci sono i tempi tecnici" perché Palazzo Madama se ne occupi prima della pausa estiva. Nel giorno della , sulla questione interviene anche il presidente della Repubblica. E sono parole severe contro il ddl che la maggioranza vorrebbe approvare prima dell'estate. "Sono chiari i punti critici - dice il capo dello Stato - valuterò". Per il presidente "non spetta al Quirinale suggerire soluzioni. Valuteremo obiettivamente, nell'ambito delle nostre prerogative, se verranno apportate le modifiche adeguate alla problematicità di questi punti che sono già stati messi in evidenza". Non solo. Napolitano sottolinea che i suoi consigli non sono stati ascoltati. Il riferimento è a quando aveva consigliato alle forze politiche di concentrarsi soprattutto sulla manovra economica: "Anche senza essere Monsignor Delapalisse è evidente che quel consiglio non è stato ascoltato nel momento in cui sono state prese determinate decisioni a maggioranza nella conferenza dei capigruppo". Schifani: il sì dopo il Senato. "Se il ddl intercettazioni - spiega il presidente del Senato - viene approvato dalla Camera nella prima settimana di agosto, a Palazzo Madama deve andare in Commissione e poi in Aula, per cui non vedo spazi" per un esame del testo prima dello stop per le vacanze. "Non posso che confermare - aggiunge Schifani - il calendario con i suoi tempi tecnici. Del resto, non trattandosi di un decreto, un minimo di giacenza in commissione il testo deve averlo, se pure esso sia alla quarta lettura". Parole che confermano le perplessità manifestate da più parti ieri quando stabilendo che il ddl approderà in aula a Montecitorio il 29 luglio. Bossi apre alla mediazione. Intanto il ministro delle Riforme Umberto Bossi apre alla possibilità di una mediazione: "La gente - dice il Senatùr - non ci tiene a essere intercettata, mentre in alcuni casi è chiaro che la magistratura deve poter intercettare, ma non su tutto e su tutti. Si deve trovare la via, la mediazione, e la troveremo". Fini chiede riflessione. Il presidente della Camera torna in campo con determinazione: "Non accetto che una decisione non possa essere contestata perché è già stata presa". E poi, nel corso di un dibattito con Bondi, spiega: "Non ho intenzione di fare il controcanto (a Berlusconi, ndr.), ma su alcune questioni nemmeno far finta di non vedere". Il riferimento della terza carica dello Stato è all'allarme lanciato ieri dal procuratore antimafia Piero Grasso sulle difficoltà che potrebbero incontrare le indagini contro la mafia. Fini spende parole polemiche anche sul caso Brancher, affermando di non volere che nel suo partito e nel governo "ci sia nemmeno il sospetto che c'è qualcuno che si vuol far nominare ministro perché non vuole andare in tribunale". E su Cosentino (il sottosegretario indagato per camorra, ndr.) dice che "in nessuna democrazia sarebbe rimasto al suo posto". Poi l'affondo finale: "Ci alcuni valori, come la legalità e l'unità nazionale, che non sono oggetto di trattativa. Anche se il partito prende una decisione non è che si può archiviare un dissenso su valori di fondo, perché i valori non possono essere messi ai voti". Dura la replica di Bondi, secondo il quale ''Fini continua nel suo stillicidio, nelle sue inutili provocazioni, nel controcanto quotidiano'. In particolare, dopo che la terza carica dello Stato aveva parlato dell'esistenza di una questione legalita' nel Popolo della Liberta' (facendo riferimento ai casi di Nicola Cosentino e di Aldo Brancher) Bondi ha contestato a Fini di pensare a ''questioni minime. E poi - ha aggiunto visibilmente contrariato - ci vuole piu' garbo nel parlare di queste cose, nel tirare in ballo questioni di partito. Ci vuole invece una doverosa solidarieta'''. Anche il "finiano" Italo Bocchino frena sulla possibilità di un'approvazione del ddl intercettazioni entro l'estate. Nel testo attuale, al vaglio della dopo l'approvazione in Senato, "di problemi ce ne sono molti e non ci sembra che la maggioranza sia in grado di risolverli così velocemente" afferma Bocchino in un articolo pubblicato sul sito di Generazione Italia, in cui elenca le problematiche legate al ddl. "Ci sono limiti troppo severi per le intercettazioni ambientali - spiega Bocchino -, sanzioni agli editori per una impossibile responsabilità oggettiva di quello che pubblica il direttore (che per un'altra legge è completamente autonomo), limiti alle intercettazioni per alcuni reati che portano sempre alla mafia, come usura, estorsione e traffico illecito di rifiuti. C'è, poi, troppa confusione sul meccanismo delle mini proroghe di 72 ore, problemi di funzionalità nei tribunali piccoli e medi del collegio di tre giudici per autorizzare gli ascolti e qualche profilo di incostituzionalità nel divieto di pubblicazione di atti non coperti da segreto". Berlusconi irritato. Secondo indiscrezioni da fonti vicine al premier grande sarebbe l'irritazione del capo del governo per le prese di posizioni di Fini. "Io lavoro per il mio Paese - avrebbe confidato il Cavaliere ai suoi - e in Italia non faccio altro che ricevere attacchi, soprattutto da chi dovrebbe fare il presidente della Camera e non un leader di partito...". Poi il presidente del Consiglio avrebbe di nuovo detto che a suo parere l'"attivismo" del cofondatore del Pdl è incompatibile col ruolo di presidente della Camera. Udc con le opposizioni. L'Udc, a sua volta, si schiera apertamente con Pd e Idv stilando un comunicato congiunto indirizzato alla presidenza della Commissione Giustizia perché "rappresenti alla Presidenza della Camera" la necessità di tempi ragionevoli "per ulteriori approfondimenti''. ''Il testo -si legge nella nota - appare nel complesso sensibilmente peggiorato nel suo passaggio al Senato". Si sottolinea ancora una volta ''l'inadeguatezza e inefficacia" del testo di fronte a "tutela della privacy, diritto di cronaca e diritti alla sicurezza e alla legalità, attraverso la lotta alla criminalita'''. ''La data del 29 luglio - conclude il documento - appare inadeguata al raggiungimento di questi obiettivi". Il calendario a Montecitorio. Il 29 luglio è la data in cui il ddl è atteso in aula a Montecitorio, una volta completato l'iter in Commissione Giustizia della Camera, che oggi ha ultimato le audizioni dei principali "utilizzatori" delle nuove norme. In base al programma fissato dall'ufficio di presidenza della commissione, l'esame in sede referente del ddl riprenderà martedì 6 luglio con la discussione generale, che durerà fino a giovedì 8. Il termine per gli emendamenti è dato alle ore 10 di lunedì 12 luglio. Le votazioni sulle proposte di modifica andranno avanti fino a martedì 20 luglio. Si attenderà poi il parere delle altre commissioni di merito per dare mandato al relatore entro martedì 27, due giorni dopo il ddl dovrebbe arrivare in aula alla Camera. Anm con Fnsi per la democrazia. Una lettera la scrive anche il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, indirizzata alla Federazione nazionale della stampa per esprimere il pieno sostegno dei magistrati alla giornata di mobilitazione nazionale contro la cosiddetta "legge bavaglio", indetta dalla Fnsi. "I magistrati - scrive Palamara - sono uniti ai giornalisti nella difesa dei fondamentali principi della libertà d'informazione e della legalità, messi a rischio dal ddl sulle intercettazioni. L'Associazione nazionale magistrati, in piena sintonia con la Federazione nazionale della stampa italiana - prosegue il presidente dell'Anm- ha ripetutamente denunciato i gravissimi rischi per la sicurezza dei cittadini e la libertà d'informazione derivanti dal disegno di legge del governo in materia di intercettazioni". "Questa riforma - spiega ancora Palamara - limita drasticamente la possibilità per le forze dell'ordine e per la magistratura di individuare gli autori di reati di particolare allarme sociale e pregiudica in modo inaccettabile il diritto dei cittadini di essere informati su fatti di interesse pubblico". "L'Anm - conclude la lettera -, anche in occasione della protesta del primo luglio, è al fianco della Fnsi per la difesa dei fondamentali principi della libertà d'informazione e della legalità. Il nostro impegno sarà quello di proseguire, insieme con i giornalisti, nella tutela di tali valori, irrinunciabili in una democrazia".La Repubblica
Magistrati, prefetti e forze dell'Ordine sul piede di guerra contro la manovra e gli interventi dell'esecutivo in materia di giustizia e sicurezza. Per il governo si apre una giornata rovente sul fronte delle contestazioni che attraverseranno trasversalmente tutti i settori. Dalle aule di tribunale, dove i magistrati incrociano le braccia per 24 ore, alle prefetture con responsabili e dirigenti che si sono dati appuntamento a Roma per richiamare l'attenzione dell'esecutivo sulla necessità di interventi correttivi. Senza dimenticare le forze dell'ordine, impegnate oggi in una raccolta di firme che nel pomeriggio arriverà anche di fronte Palazzo Chigi, sede del governo Berlusconi.
Si comincia con lo sciopero delle toghe. Che oggi diserteranno le aule dei tribunali per protestare contro i tagli «iniqui» e «punitivi» previsti sulle loro retribuzioni dalla manovra economica. In verità il Governo ha tentato di scongiurare in extremis la contestazione mandando segnali di fumo attraverso il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. «Presenteremo un emendamento e credo che la categoria ne farà oggetto di considerazione». Ma il presidente dell'Anm, Luca Palamara, che pur ha mostrato apprezzamento per l'iniziativa, ha deciso che la protesta sarebbe andata avanti comunque. I magistrati, d'altro canto, scendono in piazza oggi non solo per manifestare la loro contrarietà rispetto alla manovra finanziaria, ma anche per ribadire il loro no al ddl intercettazioni.
Un'astensione così compatta non si vedeva dai tempi in cui l'ex guardasigilli Roberto Castelli aveva messo mano alla riforma dell'ordinamento giudiziario. I magistrati sono allarmati soprattutto dal blocco dei meccanismi di progressione economica e dal congelamento degli effetti legati agli avanzamenti di carriera ottenuti con il superamento di valutazioni di professionalità. Le toghe, però, hanno posto anche l'accento sulle gravi conseguenze che le misure varate dal governo avranno sugli stipendi dei più giovani. L'Anm si è tuttavia impegnata a «ridurre al minimo» i disagi, richiamandosi al «rigoroso rispetto» del codice di autoregolamentazione della categoria.
Sciopero sì, quindi, ma saranno comunque garantiti i processi con imputati detenuti e tutte le cause civili e penali urgenti. Insieme ai magistrati si fermeranno poi i Consiglieri di Stato, che non hanno mai scioperato nella loro storia, ma anche i giudici della Corte dei Conti. L'iniziativa delle toghe è stata comunque stigmatizzata da Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, l'organo di autogoverno della magistratura. «Mi auguro la ripresa delle trattative e un modo più moderato di reagire rispetto a un intervento che riguarda tutti i ceti sociali, soprattutto quelli con trattamento economico molto modesto».
Anche i prefetti protestano oggi contro la manovra. Preoccupati, come ha spiegato il Sinpref, il sindacato nazionale di categoria, «del durissimo colpo che la Finanziaria assesta al ministero dell'Interno e alle sue varie articolazioni (prefetture, polizia di Stato, vigili del fuoco)». Senza contare poi che i prefetti guardano con timore alla decurtazione degli incrementi economici contrattuali «con tagli superiori - lamenta sempre il sindacato - rispetto a quelli operati nei confronti di tutta la dirigenza statale». La categoria si è dunque mobilitata e oggi l'appuntamento è a Roma per lanciare un appello al Governo. Che finora ha dato segnali poco rassicuranti anche su un altro delicatissimo tassello: la possibile cancellazione delle prefetture denunciata nei giorni scorsi dal prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, e sponsorizzata da esponenti di entrambi gli schieramenti, Lega e Pd. Un disegno di matrice bipartisan che ha sollevato le proteste dei prefetti, tanto più che il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, appartiene al partito che si sta spendendo per il piano di semplificazione.
A contestare poi la Finanziaria sono scesi in campo oggi i sindacati delle forze dell'Ordine. Che hanno avviato una raccolta di firme «per informare i cittadini dei gravi rischi che sta correndo il diritto alla sicurezza che l'attuale governo vuole tagliare». Nei giorni scorsi tutte le sigle del comparto sicurezza avevano sottolineato l'iniquità della manovra protestando contro il mancato taglio delle auto blu «uno status symbol per alcuni politici con un costo annuo pari a 21 miliardi». Il comparto, lamentano i sindacati, «contribuisce per un 11% dell'intero ammontare della manovra costituendo di fatto, oltre ad un taglio delle risorse necessarie a pagare il personale che quotidianamente combatte la criminalità e il terrorismo, le condizioni per la riduzione del numero delle volanti, la chiusura di commissariati e stazioni, l'impossibilità di espellere i clandestini che delinquono».
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ANSA.it - 30/giu/2010
(ANSA) - ROMA, 30 GIU -'Presenteremo un emendamento e credo che sara'oggetto di considerazione'.Cosi'Tremonti annuncia modifiche alla manovra in aiuto ai ...
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Blitz quotidiano - 30/giu/2010
”Abbiamo ribadito la nostra totale contrarietà al ddl sulle intercettazioni per le ricadute nefaste che provoca nei confronti della lotta al crimine, ...
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Roma, 30 giu. - (Adnkronos) - "Il testo cosi' com'e' non e' emendabile, il fatto che siamo qui a discuterne dopo tanto tempo dimostra che e' difficile ...
La Repubblica - 30/giu/2010
ROMA - "Presenteremo un emendamento e credo che la categoria ne farà oggetto di considerazione". Risponde così il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ...
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Roma, 30 giu. (Apcom) – Il presidente dell'Anm Luca Palamara boccia senza appello il ddl sulle intercettazioni e, ancora una volta, ...
La Stampa - 30/giu/2010
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Giustizia Quotidiana sostiene la magistratura nello sciopero odierno e parteciperà alla manifestazione indetta dalla FNSI a Roma, piazza Navona ore 17, contro la Legge Bavaglio.
In attesa dei risultati dello sciopero ...
Palamara: "Ci sono trattative, vedremo". Manovra, Tremonti apre alle toghe: "Pronti a modifiche". L'Anm conferma lo sciopero Roma - (Adnkronos/Ign) - Il ministro dell'Economia dopo l'incontro a Palazzo Madama con la maggioranza: la Finanziaria uscirà dal Parlamento a ''soldi e saldi invariati". E sui tagli alla magistratura annuncia un emendamento. Roma, 30 giu. (Adnkronos/Ign) - La manovra uscirà dal parlamento a ''soldi e saldi invariati''. Lo assicura il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, uscendo dall'incontro che si e' tenuto a Palazzo Madama con la maggioranza. ''La finanziaria e' entrata in parlamento seria e solida, il parlamento sta facendo un lavoro molto serio e solido. La finanziaria uscira' dal parlamento seria e solida come e' entrata, a soldi e saldi invariati. In questi termini -conclude il ministro- credo che il paese puo' stare assolutamente tranquillo''.Alla vigilia dello sciopero dei magistrati il ministro annuncia l'arrivo di una proposta di modifica che riguarderà i tagli contenuti del decreto legge che colpiscono le toghe. ''Presenteremo un emendamento che credo la categoria fara' oggetto di considerazione''.Resta però confermata la protesta delle toghe per domani. Una "giornata di protesta - spiega Luca Palamara, presidente dell'Anm - per i tagli contenuti nella manovra che presenta aspetti penalizzanti per la sua iniquita' soprattutto per i tagli che pregiudicano la situazione per i magistrati piu' giovani". "La manovra presenta aspetti irragionevoli, ora ci sono trattative, vediamo qual e' l'evoluzione" conclude Palamara. Manovra/ Sciopero toghe, Anm: Tagli iniquiPalamara: domani niente udienze, trattative in corsoRoma, 30 giu. (Apcom) - Luca Palamara, presidente dell'Anm, alla vigilia dello scioperò che vedrà domani l'astensione dei magistrati dalle udienze, torna a ribadire "l'iniquità" della manovra finanziaria del governo e soprattutto "i tagli" che si ripercuoteranno soprattutto sui giovani magistrati: "I magistrati vogliono contribuire come tutti all'uscita dalla crisi ma non possiamo che sottolineare ancora una volta l'iniquità di questa manovra che, soprattutto nei confronti dei giovani, crea situazioni di disuguaglianza". Lasciando Montecitorio, dove ha partecipato a una seduta della commissione Giustizia, Palamara ha comunque sottolineato che "le trattative (con il governo sulla manovra, ndr) sono in corso". Manovra/ Anm: Prendiamo atto Tremonti ma protesta toghe rimanePalamara: Valuteremo effetti emendamento annunciato da GovernoRoma, 30 giu. (Apcom) - "Prendiamo atto delle parole del ministro Tremonti e della posizione del governo, ma la nostra protesta resta. Ora dovremo vedere quale sarà la quantificazione del danno". Il presidente dell'Anm, Luca Palamara, replica così all'annuncio di un emendamento alla manovra finanziaria che riguarda i magistrati. Rimane comunque confermato lo sciopero delle toghe di domani. Tremonti,emendamenti pro magistrati Anm, prendiamo atto ma protesta e sciopero restanoROMA, 30 GIU -'Presenteremo un emendamento e credo che sara'oggetto di considerazione'.Cosi'Tremonti annuncia modifiche alla manovra in aiuto ai magistrati.'Prendiamo atto dell' annuncio dal ministro ma la protesta dei magistrati con lo sciopero restano confermati'.Cosi' risponde il presidente dell' Anm Luca Palamara, interpellato a proposito dell'emendamento in favore dei magistrati annunciato dal ministro dell'Economia.Manovra/ Domani toghe in sciopero, Tremonti annuncia modificheAnm: Provvedimento iniquo, penalizza giovani magistrati Roma, 30 giu. (Apcom) - Alla vigilia dello sciopero dei magistrati contro i tagli della manovra economica del governo interviene il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che apre alla possibilità di modifiche: "Presenteremo un emendamento alla manovra - annuncia il ministro a margine di una riunione con la maggioranza in Senato - la categoria ne farà oggetto di considerazione". Intanto, per domani è prevista l'astensione dei magistrati dalle udienze per protestare contro "l'iniquità" del provvedimento e i tagli che, lamentano i giudici, si ripercuoteranno soprattutto sui giovani magistrati."I magistrati - afferma Luca Palamara, presidente dell'Anm - vogliono contribuire come tutti all'uscita dalla crisi ma non possiamo che sottolineare ancora una volta l'iniquità di questa manovra che, soprattutto nei confronti dei giovani, crea situazioni di disuguaglianza".
Manovra/ Cgil assicura sostegno a 'sciopero' MagistratiFp-Cgil: Provedimento iniquo e controproducente
Roma, 30 giu. (Apcom) - "La Funzione Pubblica Cgil è vicina ai magistrati che per domani hanno proclamato il loro sciopero e ne condivide la piattaforma". Con queste parole Rossana Dettori, Segretaria Generale dell'Fp-Cgil, esprime la "solidarietà" di tutta la sua organizzazione all'Anm e ai magistrati che domani sciopereranno contro la manovra economica. "Lo sciopero - afferma Dettori - è basato su una piattaforma che richiama in molti punti il 'Patto per la Giustizia', che insieme ad Anm e moltissime altre organizzazioni abbiamo firmato e fatto vivere in giro per l'Italia con iniziative e assemblee comuni. Stiamo portando avanti un'importante mobilitazione in difesa del sistema giudiziario e del lavoro degli operatori del settore, ma soprattutto in difesa del sacrosanto diritto dei cittadini a una giustizia efficiente". "Ritengo lo sciopero proclamato dall'Anm - osserva - in linea con la più generale mobilitazione di chi si oppone a questa manovra iniqua e controproducente. Il nostro sistema giudiziario è stato indebolito da un progressivo e pesantissimo definanziamento e da leggi ad personam che ne hanno svilito le funzioni. Adesso viene sottoposto a un attacco senza precedenti con il Ddl intercettazioni e con una manovra punitiva nei confronti di Magistrati e lavoratori, descritti come improduttivi e quindi puniti proprio perché fanno il loro lavoro che, a quanto pare, viene giudicato negativamente quando tocca interessi e poteri forti". "Difendere la giustizia - conclude la segretaria generale dell'Fp-Cgil - vuol dire difendere la nostra democrazia e la sua tenuta. La sua stessa sussistenza. É quanto faremo, tra l'altro, anche domani in Piazza Navona, manifestando contro la legge Bavaglio". Fp Cgil, sosteniamo sciopero magistrati e condividiamo piattaformaL'intervento del segretario generale del sindacato di categoria, Rossana Dettori.Roma, 30 giu. (Labitalia) - "La Funzione Pubblica Cgil è vicina ai magistrati che per domani hanno proclamato il loro sciopero e ne condivide la piattaforma". Con queste parole Rossana Dettori, segretaria generale dell'Fp-Cgil, esprime la solidarietà di tutta la sua organizzazione all'Anm e ai magistrati che domani sciopereranno contro la manovra economica. "Lo sciopero è basato su una piattaforma -ha aggiunto Dettori- che richiama in molti punti il 'Patto per la Giustizia', che insieme ad Anm e moltissime altre organizzazioni abbiamo firmato e fatto vivere in giro per l'Italia con iniziative e assemblee comuni. Stiamo portando avanti un'importante mobilitazione in difesa del sistema giudiziario e del lavoro degli operatori del settore, ma soprattutto in difesa del sacrosanto diritto dei cittadini a una giustizia efficiente". "Ritengo lo sciopero proclamato dall'Anm - ha detto Dettori - in linea con la più generale mobilitazione di chi si oppone a questa manovra iniqua e controproducente. Il nostro sistema giudiziario è stato indebolito da un progressivo e pesantissimo definanziamento e da leggi 'ad personam' che ne hanno svilito le funzioni. Adesso viene sottoposto a un attacco senza precedenti con il ddl intercettazioni e con una manovra punitiva nei confronti di magistrati e lavoratori, descritti come improduttivi e quindi puniti proprio perché fanno il loro lavoro che, a quanto pare, viene giudicato negativamente quando tocca interessi e poteri forti". "Difendere la giustizia -ha concluso la segretaria generale della Fp-Cgil- vuol dire difendere la nostra democrazia e la sua tenuta. La sua stessa sussistenza. E' quanto faremo, tra l'altro, anche domani in Piazza Navona, manifestando contro la legge Bavaglio".
SIAP IN PIAZZA INSIEME A SIULP, SAP, SILP, UGL E COISPMANOVRA: Polizia in “piazza”. Domani mattina, in tutte le piazze d’Italia, i poliziotti effettueranno un volantinaggio con una raccolta di firme di tutti coloro che vogliono fare “scudo sulla sicurezza e sulla legalità”, per tutelare la libertà di ogni cittadino di questo Paese ad avere quella sicurezza reale che il Governo, con i tagli operati con l’ultima manovra economica, mette seriamente a rischio. Ad annunciarlo i Sindacati di polizia SIULP, SAP, SIAP-ANFP, SILP CGIL, UGL POLIZIA e Federazione COISP, che sottolineano come l’iniziativa, alla quale aderiscono anche i colleghi della Guardia di Finanza e delle Forze armate, è finalizzata anche ad abbattere gli sprechi, che pure ci sono, anziché tagliare il diritto fondamentale alla sicurezza. Infatti, confermano i Sindacati, anziché tagliare le auto blù, che hanno un costo annuo pari a 21 miliardi, con un costo procapite per ogni cittadino italiano di circa 381 euro l’anno, la manovra tagli i fondi per garantire la sicurezza e la legalità. Gli appartenenti al Comparto Sicurezza e Difesa, continuano i Sindacati, hanno senso dello Stato e grande responsabilità e per questo non vogliono essere immuni dal sacrificio che le condizioni economiche generali del Paese richiedono. Ma la manovra, secondo il testo attualmente in discussione alle Camere, prevede un carico insopportabile sulla effettività della funzione di polizia e del diritto ad avere sicurezza di ogni cittadino. Il nostro Comparto contribuisce per un 11% circa dell’intero ammontare della manovra costituendo, di fatto, oltre ad un taglio delle risorse necessarie a pagare il personale che quotidianamente combatte la criminalità e il terrorismo in questo Paese, le condizioni che determineranno la riduzione del numero delle Volanti che controllano il territorio, la chiusura dei Commissariati e delle Stazioni, l’impossibilità ad espellere gli stranieri clandestini che delinquono. Per tutto questo, e per l’assoluto disinteresse del Governo agli innumerevoli appelli lanciati dai professionisti della sicurezza e della difesa, interna ed esterna del Paese, oggi i rappresentanti di tutti questi professionisti scendono in piazza a Roma, con i rappresentanti nazionali, e in tutte le città per sensibilizzare l’opinione pubblica per il grave rischio che la sua sicurezza sta correndo, e il Parlamento affinché i suoi componenti, quali rappresentanti del popolo italiano, valutino la manovra nell’interesse del Paese abbattendo gli sprechi ma salvaguardando i diritti fondamentali quale quello della sicurezza. Roma 30 giugno 2010.
Fotografie del 01/07/2010
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06/09/2010 @ 22.03.51
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