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Quando per la porta della magistratura entra la politica, la giustizia esce dalla finestra.

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Facebook e la "Caccia alle Streghe".. delle attivitŕ dolose dei consulenti di Falsi Abusi
Di Loredana Morandi (del 07/08/2010 @ 22:26:24, in Indagini, linkato 2150 volte)
Copio e incollo perché questo articolo tratto da Facebook illumina i signori avvocati e i signori consulenti del circuito criminale denominato "Falsi Abusi". Cosa c'entrano i pedofili con la violenza contro le donne? Il concetto è di una chiarezza allucinante. Sono migliaia i pedofili nel mondo che circuiscono una madre di famiglia (nubile o separata) per poter avvicinare il minore di cui si sono invaghiti. Un comportamento predatorio che non può che ingenerare odio verso la genitrice del minore nella psiche corrotta e malata del pedofilo. Quella madre, infatti, è la donna con la quale essi si "prostituiscono".  Il sito FB di cui si narra è gestito dall'unico personaggio del web italiano che abbia il fegato per "taggare" il signor Vittorio Apolloni, con il suo account personale vero.  Delle stesse persone è la pagina intitolata Falsi Abusi e False Accuse e la pagina "Registro pubblico per gli autori accertati di false accuse e falsi abusi". LM

False pagine contro la violenza sulle donne:
prove di malafede.

La memoria di Monica Da Boit, calpestata!!!

Premessa.

Casomai non fossero bastate le prove di malafede a proposito di pagine false in cui si proclama contrarietà alla violenza contro le donne, ma a patto che:

1) Nessuno ne parli (e infatti loro di violenza sulle donne non parlano praticamente mai);

2) Non lo si definisca un fenomeno di genere (infatti parlano solo della violenza del genere femminile) ma stanno bene attenti a sostenere che il genere maschile è puro ed innocente e che gli uomini vengono uccisi da entità astrali e non da altri uomini;

3) Le donne in questione non siano femministe (infatti c'è un commento in cui uno degli amministratori della pagina principale sostiene di essere contrario alla violenza sulle donne, eccetto le femministe);

4) Le donne in questione non siano divorziate o divorziande (piovono anatemi sulle donne che divorziano, come se il divorzio facesse di ogni donna automaticamente una femminista);

5) Le donne in questione non abbiano mai denunciato violenze nè intendano farlo (perché il messaggio trasmesso da costoro è che le denunce per violenze siano tutte false e strumentali, fatte per martirizzare poveri uomini innocenti e quindi fatte da femministe) e che la donna ideale è dolce e remissiva e non accusa mai alcun uomo di essere un violento;

6) Le donne non contraddicano mai gli uomini e, soprattutto, non contraddicano mai gli amministratori, che sono tutti intenti a diffondere un concetto con studiatissimi metodi di marketing aziendale ( e, si sa, sotto un manifesto pubblicitario non si puà mica scrivere che le qualità del prodotto pubblicizzato sono false!).

ecco ulteriori prove a supporto:

Nelle loro pagine contro la violenza sulle donne, come questa http://www.facebook.com/noviolenzadonne?ref=search (in realtà sono pagine contrarie al concetto stesso di violenza sulle donne, cioè vorrebbero abolire il concetto, non farlo esistere, farlo cadere nell'indifferenza, togliergli il valore) non è consentito ad altre donne od altri uomini di notare che tutti i links postati non hanno LA MINIMA ATTINENZA con il fine proclamato nel titolo ma, anzi, fomentino all'odio di genere contro le donne tutte (eccetto le poche che si piegano senza obiettare).
Ogni individuo che abbia finora osato far notare che in queste pagine tutto si fa fuorché difendere le donne, è stato bannato senza neppure una replica.

Per contro, fioccano i commenti da parte di un ristretto numero di individui, sempre gli stessi. Individui che infestano anche altre pagine pubbliche con lo scopo di diffondere il verbo della misoginia e del revisionismo antifemminista.

Individui che non si sprecano negli epiteti, nelle minacce, perché ogni profilo che sparga odio contro le donne in quelle pagine FA BRODO.

Individui che attaccano pubblicamente e privatamente le pagine che fanno difesa del genere femminile.

Ecco, loro possono commentare sotto queste pagine i cui amministratori nella loro descrizione sostengono di intervenire per moderare i commenti offensivi, inutili, ma soprattutto FUORVIANTI.

La chiave di tutto è proprio in quel "FUORVIANTI" : chi osa fuoriviare la pagina dal suo scopo di mero specchietto per ben oltre 200 mila allodole indirizzato alla pura e semplice istigazione alla misoginia, è messo fuori dalla pagina.

Invece, i più violenti, i più bestiali, commentano con il beneplacito e la simpatia degli amministratori e si affiancano ad essi nelle loro incursioni mascherate punitive verso le pagine non allineate.
Avete capito bene. Lo scrivo in termini più immediati:

amministratori e volgarissimi picchiatori virtuali vanno insieme in squadra, usando profili falsi (spesso femminili), a commentare articoli a favore delle donne, pagine a favore delle donne o anche, semplicemente, ad insultare donne che scrivono a favore delle donne.
Ma dovremmo quasi ringraziarli perché la presenza di questi esemplari rende più chiara la falsità di quelle pagine.


Ieri siamo arrivati al fondo:

Tal Marco Porto , ha commentato in una pagina VERA contro la violenza sulle donne (una delle tante clonate vilmente da questi signori e che essi tentano di far chiudere onde rimanere essi stessi l'unica voce e diffondere solo la versione misogina dei fatti) sotto un articolo che parlava della tremenda morte di Monica Da Boit, una donna uccisa selvaggiamente a botte ( a sangue freddo) dal compagno violento e alcolizzato.
Io sono arrivata tardi, per cui ho fotografato solo le reazioni inorridite al commento di costui.
Una mia amica era presente e mi ha passato il commento del suddetto, per cui il puzzle è completo.
Ma il colmo è che questo idiota ha insultato mostruosamente la memoria di questa donna uccisa dal compagno ALLA PRESENZA DELLA MADRE DI LEI, OVVERO PAOLA CAIO, PRESIDENTESSA DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA VITTIME DELLA VIOLENZA.


Lo ringrazierei pubblicamente. Se non ci fossero imbecilli come questo "signore" (nei suoi vari travestimenti) ed altri suoi simili, avremmo più difficoltà a dimostrare come le pagine amministrate dal signor Gianni Furlanetto e dal signor Gaetano Giordano siano create con uno scopo diverso dal difendere le donne colpite da violenza maschile.

E non ci interessa la dinstinzione tra "donne" e "femministe". Forse ai signori in questione sfugge la teoria degli insiemi e dei sottoinsiemi per cui le "femministe" non sono altro che una parte dell'insieme delle "donne" e la violenza è RIPROVEVOLE, CONDANNABILE, SPREGEVOLE sulle une e sulle altre.

Costoro non hanno alcuna "licenza di uccidere" femministe, anche virtualmente. Non c'è una convenzione che consenta loro atti di violenza o che classifichi le femministe sotto gli animali da cortile.

Per cui, la piantassero. Se hanno avuto divorzi conflittuali, la colpa è loro, non di gente che ha avuto la disgrazia di incrociarli su Facebook per la prima volta, nè tantomeno la colpa è di donne uccise dai loro uomini.

Non sarà dando amplissime prove della loro prevaricazione, della loro violenza, che dimostreranno, questi poveri paparini bistrattati, di essere innocenti e vittime.

Se questi amministratori sono in buona fede, allora, LI INVITIAMO A PRENDERE LE DISTANZE ED A BANNARE DALLE LORO PAGINE QUALSIASI MISOGINO SI SIA ESIBITO IN INSULTI E MINACCE, COSì COME HANNO BANNATO PERSONE CHE CON GRANDE CIVILTà HANNO OSATO OBIETTARE SULLA GENUINITà DEI CONTENUTI DA LORO DIFFUSI.

No, mi spiace, il femminicidio esiste e non mi pare proprio il momento di scherzare sui cadaveri di donne innocenti private della loro vita da criminali assassini che voi non stigmatizzate ma, piuttosto, sembrate difendere!

Qui c'è la signora Paola Caio che racconta la storia della figlia, Monica
http://www.facebook.com/note.php?note_id=171313654179

Qui la signora Caio a La Vita in Diretta insieme ai genitori di Veronica Abbate
http://www.youtube.com/watch?v=nP5pA118AEQ

Qui l'audio della tremenda telefonata di Monica al 113, l'ultima telefonata di Veronica prima di essere assassinata a botte dal compagno
http://www.youtube.com/watch?v=u-WscZhEjTg&feature=related

Qui altri particolari sul femminicidio di Monica
http://www.paolinoavella.it/forum/viewtopic.php?p=389


Ogni tanto qualcuno si accorge che le false pagine contro la violenza in realtà fanno istigazione all'odio in maniera subdola ma tangibile per chi abbia un minimo di senso critico



Costui è verosimilmente un certo Pasquale Baudaffi, Pasquale qualcosa (forse Nuccio Gualano). Riconoscibile dallo "stile" e dall'uso smodato di K. Berlusconiano convinto. Misogino spinto.



Una poveraccia è picchiata a sangue e rifiuta persino di denunciare chi le ha usato violenza e lui presenta un sunto del contenuto fisso delle pagine misogine che frequenta. Quelle che sostengono, con statistiche fantasiose, che le donne si picchino da sole.



Classica esibizione nel numero dei sondaggi sparati a caxxo di cane



Questo è il link dove si è svolto il fattaccio dell'insulto a Monica Da Boit, fotografato da me



Qui cominciate ad osservare i commenti sdegnati verso un certo "Marco" che risulta bannato e quindi invisibile.



Qui la reazione indignata di Paola Caio, la madre di Monica da Boit.



Ed ecco, finalmente, il messaggio di Marco Porto, fotografato da altra persona.
Chi può scrivere una cosa simile di una donna uccisa così indegnamente? SOLO UN MOSTRO.


Con questo, hanno toccato il fondo. Sono riusciti ad andare oltre le diffamazioni sfacciate contro le oppositrici (come me), contro politici come Paola Concia. Sono andati oltre la segnalazione, la clonazione di pagine, atto che rivela la loro totale mancanza di democrazia, la loro volontà di prevaricare con tutti i mezzi possibili.
Sono andati oltre gli insulti e le minacce di Eros Intuaidumeda ed i suoi "voglio fare marmellata di microcefala dimmerda" documentati.
Siamo andati otre l'invio di foto di peni mandate a ragazze colpevoli di essere iscritte a pagine femministe.
Siamo andati oltre le minacce di morte verso le famiglie degli uomini che osano supportare le femministe nelle loro battaglie.
Siamo andati un bel po' oltre, insomma.
Siamo al fondo.
Ma io, che ben li conosco, non dubito che, arrivati a questo punto, prenderanno il badile e cominceranno a scavare.

Ma voi vi iscrivereste ad una pagina antimafia se sapeste che questa è stata creata da persone rinviate a giudizio per lo stesso reato? La situazione che riguarda queste pagine che sostengono di difendere le donne ed invece le attaccano, è analoga.

Viviana Hammill


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