Immagine
 animus & anima ...... di Lunadicarta
 
"
Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, quanto il silenzio spaventoso delle persone oneste.

Martin Luther King
"
 
\\ Home Page : Articolo
Lentezza della Giustizia - di G. Battimelli per Il Messaggero
Di Loredana Morandi (del 22/02/2010 @ 15:16:11, in Magistratura, linkato 1415 volte)
Lentezza della giustizia
         

Processo “breve” o processo “equo”? Qualche considerazione e qualche suggerimento.

1) Stato della giustizia

Come i giudici hanno da decenni denunciato, l’amministrazione della giustizia in Italia è del tutto insoddisfacente per quanto si riferisce ai tempi di durata dei processi sia civili che penali.

Con particolare riguardo a questi ultimi, si rileva che dinanzi ai vari organi giudiziari pendono oltre 3.000.000 di procedimenti: i giudici addetti al penale sono all’ incirca 3.000: ciascuno di essi ha un carico medio di circa 1.000 processi, fra i quali molti di rilevante complessità: si pensi a quelli di mafia, con numerosissimi imputati e moltissimi capi di imputazione, ai reati di corruzione e concussione, ai reati connessi con la piaga della droga, ai reati di violenza sessuale ai, reati societari, che richiedono lunghe indagini anche dibattimentali, e presentano difficili problematiche sia per quanto attiene alla ricostruzione dei fatti che alle connesse questioni di diritto.

La sproporzione fra personale addetto e carico di lavoro ha come conseguenza la eccessiva durata dei processi, che comporta sia la violazione del principio civile della celerità del procedimento penale, che la estinzione di molti reati per prescrizione, dovuta al superamento del limite massimo previsto nei vari casi dalla legge, e infine la perdita di fiducia dei cittadini nella amministrazione della giustizia, la cui reale condizione peraltro non è sufficientemente chiara a molti.

2) Processo “breve”

Per ovviare, si dice, alla paralisi, il governo ha approntato un decreto che stabilisce la durata massima dei procedimenti nei vari gradi di giudizio - in primo grado, tranne alcune eccezioni, questa è stabilita in due anni - decorsa la quale il processo si estingue: la ratio di tale provvedimento consisterebbe nell‘ intento di definire i processi entro ragionevoli tempi.

Va preliminarmente osservato che in questi casi non si dovrebbe parlare di definizione, ma di estinzione, che è ovviamente cosa ben diversa: inoltre per il rapporto giudice-procedimenti in corso, per definire in due anni ogni processo dei quasi mille affidati a ciascun giudice, questi dovrebbe esaurirne all’ incirca 50 al mese, ipotesi assurda - 50 dibattimenti, 50 decisioni, 50 sentenze scritte e depositate ogni trenta giorni è impresa degna del mitico Sisifo, non di persone che affrontano un compito molto difficile, complesso e con scarsissimi supporti, a partire dalle sedi, dal personale di cancelleria, dai mezzi tecnici e così via.

Senonché il provvedimento definito del “processo breve” sembrerebbe premiare autori di reati gravi; i diritti delle persone offese verrebbero caducati, tutto si risolverebbe in una specie di amnistia impropria: si recherebbe offesa al principio costituzionale della giustizia uguale per tutti.

Si creerebbero situazioni aberranti: si faccia il caso di un grave reato, per il quale la prescrizione sale a quindici anni: il reato in questione potrebbe obbligare il giudice ad un lungo dibattimento, necessario per acquisire le prove, espletare accertamenti giudiziari, garentire i diritti della difesa: se il giudice muore, o viene trasferito, il dibattimento deve ricominciare di bel nuovo davanti ad altro giudice: ma può anche accadere che l’ ultima, definitiva udienza caschi pochi giorni dopo lo spirare del biennio: in tali casi, i due anni sono trascorsi, il processo va dichiarato estinto, il che in pratica significa, per la seconda ipotesi innanzi prospettata, ridurre a due anni l’ originaria prescrizione di quindici anni.

La soluzione del “processo breve”, non incide affatto sul buon andamento dell’ organizzazione giudiziaria: quella che si intende apportare in tema di amministrazione della giustizia equivale ad una analoga che potrebbe essere applicata in tema di sanità pubblica: poiché le giacenze negli ospedali appaiono troppo lunghe e dispendiose, si stabilisce che, decorso un termine uguale per tutti i degenti, questi vanno dimessi, quale che sia il loro stato di salute ed il loro bisogno di ulteriori cure.

Si aggiunga che è allo studio un’ altra innovazione: il giudice non potrà più sfoltire la lista dei testimoni addotti dalla difesa; inoltre è stata abolita la possibilità di esibire in giudizio una sentenza passata in giudicato che sia attinente ai fatti per cui si procede; appare quanto meno strano che il legislatore che si preoccupa di abbreviare la durata del processo penale vari questi ritocchi che servono esclusivamente ad allungarlo.

Non è con questi mezzi che si sveltiscono i processi, così si premiano i rei e si bistrattano gli offesi: ben altre sono le possibili soluzioni da adottare, invano da tempo sollecitate dai magistrati e da altri oculati operatori del diritto.

3) Che fare?

Anzitutto, va riformato il codice di procedura penale, che ha sostituito il vecchio codice di rito: il nuovo codice doveva sveltire la procedura secondo il modello accusatorio, abbandonando il vecchio, odioso rito inquisitorio, doveva quindi essere snello e agevole, ed invece tanto per cominciare ha all’ incirca un centinaio di articoli in più del precedente.

Mossi dal legittimo intento di offrire il massimo di garanzia all’imputato, si è costruito un coacervo di strettoie, eccezioni, ricorsi, un duplicato di giudizi preliminari del tutto inutili, di guisa che la difesa ha facile gioco a rinviare a tempo da destinarsi la definizione del processo - questo, beninteso, a favore di quegli imputati che possono permettersi un difensore che alla capacità professionale unisca, legittimamente, la richiesta di adeguato compenso: per i poveracci, che affollano le patrie galere, quasi sempre per reati di poco rilievo, le lungaggini dipendono esclusivamente dalla farraginosa struttura del carrozzone giudiziario.

A riformare il quale si dovrebbero poi rivedere le circoscrizioni giudiziarie, abolendo drasticamente quei tribunali che non rispondono a reali esigenze di buon funzionamentio della giustizia, sorti nel passato in ordine sparso sul territorio per soddisfare spesso esclusivamente esigenze e ambizioni politico-campanilistiche: il loro accorpamento in un numero minore snellirebbe il lavoro dei giudici, oltre a costituire un sensibile risparmio di risorse e di denaro.

E’ poi necessaria una riforma approfondita per ridurre le ipotesi di reato, e destinare all’ esame dei giudici togati solo quei fatti che rivestono un carattere di pericolosità sociale e meritano di essere puniti con pene adeguate (chi scrive, in Cassazione, da presidente di sezione, alternava ad esempio ponderosi ed impegnativi processi di corruzione e di contrabbando di oli minerali a carico di alfi gradi della finanza e di noti petrolieri, con contravvenzioni per modesti eccessi di velocità di natanti nei canali di Venezia).

I magistrati sono pochi rispetto all’ aumento graduale delle condotte penalmente rilevanti, all’ apparire di nuove figure di reati, alla necessità di contrastare fenomeni di deriva sociale che richiedono, per la loro soluzione, mezzi ben superiori a quelli odierni: in molti Tribunali mancano anche i soldi per le più semplici esigenze materiali, che tuttavia incidono sui tempi processuali.

In piena era tecnologica, molte delle attuali procedure in tema di notifiche, avvisi e comunicazioni alle parfi andrebbero modificate radicalmente, con risparmio di tempo e di personale: quest’ ultimo dovrebbe essere congruamente potenziato, allo scopo di fornire al magistrati quel supporto indispensabile per accelerare il loro lavoro.

Per finire, sarebbe auspicabile che si ponesse termine alla campagna denigratoria da alcun tempo in atto nei confronti dei giudici; forse non incide sulla durata dei processi, ma certamente genera un clima di rancore e di sfiducia verso quei magistrati che desiderano compiere il loro difficile dovere con un minimo di armonia.

Gabriele Battimelli
Presidente di Cassazione a riposo

Il Messaggero, 21 febbraio 2010
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=92215&sez=HOME_MAIL
Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa
I commenti sono disabilitati.
Ci sono  persone collegate

< luglio 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
       
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










20/07/2019 @ 18.27.21
script eseguito in 390 ms